Edb: Lapislazzuli
Il Dio visibile. Le radici religiose del nostro rapporto con il denaro. Conversazione con Manfred Osten
editore: Edb
pagine: 144
Le banche, che nella loro architettura somigliano a templi o chiese, sono le custodi di una divinità visibile - il denaro - e
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La santità dimostrabile. Antropologia e prassi della canonizzazione
di Zanet Lodovica Maria
editore: Edb
pagine: 240
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Al santuario con Pavese. Storia di un'amicizia
di Franco Ferrarotti
editore: Edb
pagine: 128
La guerra e la resistenza, le notti nelle piòle per celebrare la "frase giusta" nelle traduzioni per Einaudi, i consigli e le domande che viaggiano tra Torino e Londra, i discorsi sulla fede. Un'amicizia che si alimenta di ammirazione intellettuale e concretezza, di dialoghi e di silenzi, ma anche di insolite proposte: convincere il regista di "Riso amaro" ad assegnare a Ferrarotti e non a Gassman la parte del "cattivo" nel film con Silvana Mangano.
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Le imprese del patriarca. Mercato, denaro e relazioni umane nel libro della Genesi
di Bruni Luigino
editore: Edb
pagine: 192
Il primo angelo della Bibbia viene inviato a consolare una serva, Agar, cacciata dalla sua padrona
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Nascere fragili. Processi educativi e pratiche di cura
di Andrea Canevaro
editore: Edb
pagine: 120
Gli individui sono tutti diversi fra loro
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Il regalo di Natale. Storia di un'invenzione
di Martyne Perrot
editore: Edb
pagine: 168
Da dove nasce l'abitudine di scambiarsi regali natalizi? I regali di Natale nella forma attuale sono "inventati" attorno al XIX secolo. Quest'uso tuttavia è solo apparentemente recente, poiché si radica nell'antica Roma. È nelle strenae l'origine dei doni, in Strenia, la dea della salute, festeggiata con derrate alimentari che simboleggiavano l'abbondanza nel cuore dell'inverno. Ma nel XIX secolo, il Natale diventa in Occidente una festa della famiglia, slittando dal sacro al profano: nato per i bambini, il regalo viene esteso agli adulti e diventa occasione di ritessitura dei legami familiari.
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Non toccarmi. Maria Maddalena e il corpo di Gesù risorto
di Jean-Luc Nancy
editore: Edb
pagine: 88
La locuzione latina Noli me tangere ("non toccarmi, non trattenermi") evoca un episodio del vangelo di Giovanni, l'appello che
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Il filosofo e il monsignore. Maritain e Montini, due intellettuali a confronto. Con testi inediti
di Campanini Giorgio
editore: Edb
pagine: 240
Un "maestro nell'arte di pensare, di vivere e di pregare"
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Il caffè dell'oblio. Emmanuel Lévinas e la saggezza ebraica
di Pierluigi Cabri
editore: Edb
pagine: 80
"Si entra senza necessità. Ci si siede senza stanchezza, si beve senza sete. Pur di non restare nella propria stanza". Per il filosofo Emmanuel Lévinas, l'istituzione del caffè è un "non-luogo" per una società senza solidarietà, senza domani, senza impegni, senza interessi comuni e responsabilità reciproca. "Si sta lì, ciascuno al suo tavolino, davanti alla tazza o al bicchiere, ci si rilassa completamente al punto di non dover niente a niente e a nessuno; ed è perché si può andare al caffè a rilassarsi che si sopportano gli orrori e le ingiustizie di un mondo senz'anima", luogo giocoso della dimenticanza e dell'oblio dell'altro. La condanna senza appello del caffè, emblematica delle esigenze di un'etica innervata di saggezza ebraica e di esercizio talmudico, mostra che per Lévinas essere al mondo significa (sempre) rispondere d'altri, averne cura estrema e considerare la responsabilità illimitata come struttura essenziale, primordiale e fondamentale della soggettività.
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Devota sobrietà. L'identità cappuccina e i suoi simboli
di Giovanni Pozzi
editore: Edb
pagine: 104
La cultura originaria dei cappuccini non si desume dai libri. Né quelli letti né quelli scritti. I frati li conservavano in locali dignitosi, ma spogli, selezionandoli con il ferreo criterio della coerenza a un progetto di vita o tollerandoli perché utili a incoraggiare la pietà. Solidali con coloro che non hanno nome, convinti di non lasciare nulla dietro di sé, se non qualche gesto o parola, i fratelli che nel Cinquecento progettano di tornare all'originario spirito francescano ricercano la più disadorna precarietà. Non possiedono nulla, i loro mezzi di sussistenza sono ridotti all'indispensabile, abitano in penuria e devozione, il loro lessico è specifico e disciplinato, le loro architetture sono essenziali e minimaliste. Un tale progetto si presenta alternativo non solo alla cultura dominante, ma anche a quella specifica di marca francescana e porta inevitabilmente a una diversa interpretazione dei documenti fondatori - la regola e il testamento di Francesco - e della relativa tradizione storica e agiografica. Una rilettura che conduce all'ascetismo estremo e che si traduce, in prima istanza, in una dottrina e in un'arte del levare.
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Comprendere le scritture
di Flacio Illirico
editore: Edb
pagine: 152
Considerato il teologo più rilevante per lo sviluppo dell'ermeneutica nel periodo della Riforma, Flacio Illirico è noto soprat
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