Libri di Franco Ferrarotti
Elogio della vecchiaia. La vita ripensata e ricomposta
di Franco Ferrarotti
editore: Armando Editore
pagine: 148
Nel testo Franco Ferrarotti esplora la vecchiaia non come una malattia, ma come un periodo di salvezza e riflessione profonda
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Un imprenditore di idee
editore: Edizioni di comunita` (roma)
pagine: 157
In un'intervista che è insieme racconto biografico e rievocazione critica, Fianco Ferrarotti ripercorre la storia di Adriano Olivetti mettendo in luce le qualità intellettuali e umane che rendono l'industriale di Ivrea, prima di tutto, un imprenditore di idee.
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Elogio del piromane appassionato. Lettura e vita interiore nella società digitale
di Franco Ferrarotti
editore: Edb
pagine: 88
"Accendere la passione per la lettura è un processo misterioso. Non ci sono regole e non si danno istruzioni per l'uso. È in gioco la motivazione. Il docente appicca un fuoco destinato a bruciare in modo autonomo. Non è solo un docente. Casualmente, come accade, è un piromane". Quando Stendhal scopre che del suo libro De l'amour, dopo anni dalla pubblicazione, si sono vendute solo tre copie si fa dare dal libraio l'indirizzo dei tre compratori e vuole conoscerli di persona per chiedere loro un giudizio su quelle pagine. Oggi anche gli scrittori dispongono di profili Facebook e i lettori hanno dimestichezza con i mezzi di comunicazione elettronicamente assistiti, che velocizzano ogni ricerca, ma ridimensionano la funzione che la pagina scritta ha sempre esercitato: il raccoglimento interiore e la conoscenza di sé. Il pamphlet di Franco Ferrarotti riassume i rischi individuali e sociali del tramonto della "civiltà della carta" e critica la pervasività del digitale. "Non credo, come molti dicono, che si tratti solo di usare bene Internet. Usato bene o male, questo straordinario strumento ha effetti collaterali inevitabili: schiaccia sul presente, non consente il ritorno critico su di sé e sulle proprie esperienze passate, attenua il vincolo logico nella costruzione delle proposizioni, privilegiando l'affastellamento dei temi su un piano orizzontale".
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Scienza e coscienza. Verità personali e pratiche pubbliche
di Franco Ferrarotti
editore: Edb
pagine: 128
Le società industrializzate del terzo millennio si trovano affidate alle cure della scienza e fondano le loro decisioni su tecniche di previsione sociale ed economica basate sulla razionalità. Per questa via, il sapere scientifico diviene gradualmente una specie di nuova religione laica, eticamente neutra, giustificata dal suo stesso essere e dotata di una validità immanente che non ha bisogno di imperativi etici trascendenti. Nella maggioranza dei casi, proprio la neutralità diviene il paravento dietro il quale si dissimula il divorzio tra la scienza - troppo incline a dimenticare di non essere altro che un'impresa umana - e la coscienza. Per ricomporre il dissidio non è sufficiente far leggere Shakespeare agli ingegneri o spiegare la seconda legge della termodinamica ai cultori di letteratura; serve piuttosto comprendere che l'avvenire non dipende dal semplice sviluppo scientifico, bensì dalla capacità di valutazione critica globale, cioè da una cultura integrata in cui la scienza riscopra la sua funzione rispetto al significato dell'uomo senza pretendere di esaurirlo. "Ho imparato - scrive Franco Ferrarotti - che il ricercatore è sempre dentro, non fuori, della ricerca. Ho imparato, in altre parole, che il ricercatore è sempre, anche lui, un ricercato".
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Rivoluzione e trascendenza
di Franco Ferrarotti
editore: Edb
pagine: 216
L'obiezione di Max Stirner sul carattere trascendente di ogni costruzione utopica, anche quando si presenta come "scientifica" e del tutto immanente come il marxismo o lo storicismo crociano o l'attualismo gentiliano, è ancora oggi di grande attualità. In ogni atto o progetto rivoluzionario, per quanto determinato da contraddizioni interne dell'esistente, c'è una trascendenza implicita. Per Sartre, come per Nietzsche, Weber e Popper, senza passione non si fa nulla e la negazione di ogni trascendenza rischia di produrre, come alternativa, solo la solitudine del solipsismo. Non si tratta di scomodare la prova ontologica di sant'Anselmo o il ragionare neo-aristotelico di san Tommaso d'Aquino perché la questione, tuttora aperta, non riguarda l'esistenza o l'inesistenza di Dio, bensì il suo mistero.
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La religione dissacrante. Coscienza e utopia nell'epoca della crisi
di Franco Ferrarotti
editore: Edb
pagine: 176
Si è a lungo parlato del nuovo millennio come di un tempo contrassegnato dal crollo dell'esperienza religiosa, dal trionfo dell'irrazionale, dalla secolarizzazione, dal "disincanto" e dall'eclissi del sacro, che si presenta in ambito cattolico come l'equivalente della filosofia della crisi nella cultura laica. Eppure - afferma il sociologo Franco Ferrarotti in questo saggio - sta accadendo esattamente il contrario. Nuove forme di razionalità premono dietro la facciata chiusa e dogmatica delle strutture istituzionali della tradizione e la crisi che attraversa le chiese non tocca, ma paradossalmente stimola, l'emergere di nuove forme di associazione di base che consentono di riscoprire in profondità l'esperienza religiosa come "irruzione della grazia". Il sacro non è solo ciò che è determinato e amministrato dalla gerarchia ecclesiale, ma la riscoperta del mistero di Dio, del servizio all'uomo e della tensione collettiva verso un progetto. In questo senso, esso sta alla base di ogni convivenza per consentire alla società di non perdere la propria coscienza problematica e di non privarsi della funzione sociale dell'utopia.
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L'empatia creatrice. Potere, autorità e formazione umana
di Franco Ferrarotti
editore: Armando Editore
pagine: 224
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La strage degli innocenti. Note sul genocidio di una generazione
di Franco Ferrarotti
editore: Armando Editore
pagine: 128
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Spazio e convivenza. Come nasce la marginalità urbana
di Franco Ferrarotti
editore: Armando Editore
pagine: 208
Dopo quarant'anni l'autore ha ripreso il tema della periferia cittadina e della marginalità urbana per analizzarne le profonde modificazioni,nonché la perdita di contatto con quella sinistra che poneva il sociale come priorità assoluta. Come mai la vecchia "cintura rossa "ha ceduto il posto ad una concezione piccolo-borghese, secondo la quale si teme di perdere il benessere conquistato? Perché le vecchie classi subalterne tentano di sfruttare i nuovi immigrati così come un tempo è stato fatto con loro? Il volume si propone di rispondere a tali rinnovati quesiti, ponendo al centro dello studio il fatto per cui non esiste più una periferia marginale e poco abitata, ma essa è ormai parte integrante e fondamentale della città. "La conseguenza logica è intuibile: bisogna portare il centro in periferia" e tener presente che la periferia non è più periferica.
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Il senso del luogo. Con pastelli, tempere e olii di Giovanni Ferrarotti
di Franco Ferrarotti
editore: Armando Editore
pagine: 96
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