Avagliano
Dall'Aragno al Rosati. Ricordi di vita letteraria
di Arnaldo Frateili
editore: Avagliano
pagine: 292
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La giudìa
di Sandro De Feo
editore: Avagliano
pagine: 235
Fu Pier Paolo Pasolini che suggerì all'amico Sandro De Feo il titolo "La giudìa" per questo volume di racconti, uniti a comporre un vero e proprio romanzo di formazione. Roma, come fosse l'emblema del mondo al femminile, ne è l'autentica protagonista: prima è la città della guerra, un losco paradiso di fame e borsa nera, poi quasi di colpo è quella, cosmopolita e mondana, che tutti riconoscono nel mito della Dolce Vita. L'autore, testimone e complice, si sorprende a raccontarla con ironia e insieme con struggente malinconia: "Quasi mezzo secolo di oblio - scrive Massimo Raffaeli nell'introduzione - non è riuscito a cancellare il fatto che Sandro De Feo sia stato uno dei più originali scrittori degli anni Sessanta e che "La giudìa" rimanga una delle opere più singolari del decennio".
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Il chiodo nella sabbia
di Mazzella Luigi
editore: Avagliano
pagine: 225
Il chiodo nella sabbia racconta il lungo viaggio di un uomo del Sud attraverso l'universo femminile: le tante donne dell'infan
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Saint-Ex
di D`anna Riccardo
editore: Avagliano
pagine: 198
Antoine de Saint-Exupéry, il grande aviatore e autore del celebre "Piccolo principe", non è morto abbattuto da un caccia tedes
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Il paese di Cuccagna
di Matilde Serao
editore: Avagliano
pagine: 555
"Tra cent'anni, quando non si sapesse più nulla di Napoli, questo libro basterebbe a resuscitarla"; così scrisse Pietro Pancrazi, grande critico letterario. Questo romanzo, che ruota intorno all'ossessione dei napoletani per il gioco del lotto, è la più colorita enciclopedia della vita popolare, borghese e aristocratica della Napoli tra Otto e Novecento. Con uno sguardo da grande giornalista di cronaca, Matilde Serao costruisce una galleria di ritratti vivacissimi, con uno sconfinato talento per i dettagli che non scade mai nel pittoresco e nel colore locale. E poi le indimenticabili scene di massa: l'estrazione del lotto, il fastoso battesimo borghese, il carnevale, il miracolo di san Gennaro, l'estate napoletana.
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La vita militare
di De Amicis Edmondo
editore: Avagliano
pagine: 453
La vita militare è la prima prova narrativa del poco più che ventenne Edmondo De Amicis, ripubblicata qui integralmente per la
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La strage di Natale
di Quintini Roberto
editore: Avagliano
pagine: 308
Mollesman, un quarantenne che sopravvive raccontando agli altri i sogni che vorrebbero sognare, la sera del ventisette dicembr
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Biografia di un delitto
di Bonura Giuseppe
editore: Avagliano
pagine: 122
Un giallo, ma straordinariamente insolito
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L'innamorata
di Contessa Lara
editore: Avagliano
pagine: 205
L'innamorata (unico romanzo della Contessa Lara - pseudonimo di Evelina Cattèrmole Mancini - pubblicato nel 1892 dall'editore Giannetta di Catania) è un libro che a una lettura appena attenta si rivela davvero sorprendente: al di là degli stereotipi, del verismo cartolinesco, dei languori alla D'Annunzio, dei facili colpi di scena da feuilleton, traspare in ogni pagina la modernissima paura della fragilità delle passioni: la tristezza post coitum, le piccole volgarità, la sazietà nauseante; l'abitudine la banalità, le ipocrisie, le vigliaccherie, le menzogne, la noia... Nessun amore eterno, dunque, ma la drammatica parabola tracciata dal logorio del tempo che fa naufragare ogni emozione nel disgusto reciproco: "II suo cuore, improvvisamente, era entrato nel buio, si era chiuso come una tomba, dove non c'era più né desiderio, né speranza, né dolore, né nulla. Era questo, dunque, l'amore?".
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Quelli che c'erano
di Morea Delia
editore: Avagliano
pagine: 220
Ischia 1969: in una estate assolata, mentre gli americani sbarcano sulla Luna per i famosi "quattro passi" e gli idoli canori
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Sandro Penna. Corpo, tempo e narratività
di Daniela Marcheschi
editore: Avagliano
pagine: 125
Una lettura di Penna che ne riconsegna la figura e l'opera alla storia e alla cultura del proprio tempo. Daniela Marcheschi, tra le maggiori studiose di letteratura italiana, delinea un ritratto originale, capace di restituire un'esatta immagine critica e umana di un poeta tra i più amati.
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L'ultima volta che ho ucciso mia madre
di Inés Fernández Moreno
editore: Avagliano
pagine: 191
La storia di un abisso incolmabile, quello che separa la protagonista, Lina, da sua madre, dall'amore materno, ma è anche la storia della presa di coscienza, della rielaborazione ironica di questo abisso. Lina è una professionista affermata, una donna indipendente e forte, che sente di aver fallito, di aver sempre rinnegato la sua vera natura. L'ennesimo intervento estetico della madre la spinge a confrontarsi con lo spettro del passato, con le complesse e rocambolesche relazioni familiari che hanno segnato la sua esistenza. Una madre eccentrica, grottesca, scandalosa e crudele che vive al bordo della pazzia e che sottomette le proprie figlie a una pressione psicologica continua. Una madre che occupa uno spazio ingombrante nella vita della protagonista, che progressivamente si libera di questo potere asfissiante ed esclusivo, convertendolo nel cadavere decrepito del terrore passato. Ma "L'ultima volta che ho ucciso mia madre" è anche un intreccio di vite, di storie parallele che condividono un passato comune, la dittatura militare, e che si rincontrano in un presente dove, sullo sfondo di una Buenos Aires minacciata dall'incombente crisi economica e dal degrado, sono obbligate a fare i conti con la realtà e con i cambiamenti che la travolgono.
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