Casagrande
Una partita a scacchi con Albert Einstein
di Dürrenmatt Friedrich
editore: Casagrande
pagine: 60
Non sono molti gli scrittori del Novecento che possono vantare una conoscenza scientifica pari a quella di Friedrich Dürrenmat
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Costruzioni federali. Architetture 1988-1998. Circondario 2
editore: Casagrande
pagine: 132
L'architettura ticinese è riconoscibile, ma complessa e contraddittoria. Questo carattere è comune ad altre terre di confine la cui geografia e la cui storia ne fanno luoghi di transito tra culture diverse. La singolarità del Ticino è che "complessità e contraddizione" non bastano a definire un territorio culturale compreso tra polarità così opposte, come sono, da una parte, il rigore dell'architettura svizzero-tedesca, con l'universo di cultura calvinista e con l'austerità dei modelli di vita che rappresenta, e dall'altra, il consumismo dell'architettura italiana, che ha sacrificato in nome del mercato, sia l'esperienza moderna, sia le più antiche tradizioni. Questo volume raccoglie una serie di opere realizzate nel Circondario 2.
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Le scintille del pensiero
di Friedrich Dürrenmatt
editore: Casagrande
pagine: 165
L'opera narrativa, teatrale e saggistica di Dürrenmatt è costellata di osservazioni fulminanti che si stagliano sulla pagina con la forza dell'aforisma o della battuta paradossale. Una scelta di queste osservazioni veri microsaggi della lunghezza variabile fra le poche righe e le poche pagine - è qui proposta a cura di Daniel Keel. Che parlino di vita quotidiana o di letteratura, di politica o di tecnologia, di giustizia o di religione, la loro prospettiva implicita è sempre quella di un uomo che, dopo aver assistito quasi con sollievo al crollo dei grandi sistemi filosofici e ideologici ereditati dall'Ottocento, non rinuncia ad abbozzare una sua visione del mondo, seppure frammentaria e dichiaratamente dilettantesca.
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Le ragioni del nemico. Voci ebraiche a favore della causa palestinese
editore: Casagrande
pagine: 160
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La Valletta dell'Eremo
di Friedrich Dürrenmatt
editore: Casagrande
pagine: 84
Tra il 1980 e il 1983, quando scrisse queste pagine, Friedrich Dürrenmatt abitava già da qualche decennio nella Valletta dell'Eremo (Vallon de l'Ermitage) nei pressi di Neuchâtel. Che cosa significa per uno scrittore scegliere una vita di periferia, di sottrazione e di isolamento? Fino a che punto il paesaggio può cambiare la sua vita e la sua immaginazione? Con toni confidenziali e ironici, Dürrenmatt rievoca i momenti cruciali del suo rapporto con una terra che, pur essendo a pochi chilometri dai suoi luoghi d'origine, si presenta inizialmente lontana ed estranea. Passando in rassegna immagini ed emozioni del passato, lo scrittore racconta il difficile tentativo di familiarizzare con la cittadina svizzero-francese.
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La lampada di Psiche
di Umberto Galimberti
editore: Casagrande
pagine: 183
L'uomo al tempo della tecnica, avverte Umberto Galimberti, deve ripensare il suo mondo e i concetti tradizionali su cui finora si è fondato: la verità, la politica, la ragione, l'ideologia, l'etica, la natura, la religione, la storia. Per la prima volta siamo inadeguati e inconsapevoli rispetto a un presente che è già futuro. Così ci troviamo in una condizione paradossale e ambivalente: da un lato temiamo la tecnica, dall'altro cerchiamo di rincorrerla perché è diventata la condizione della nostra esistenza. Da questa inadeguatezza emergono segnali di malessere preoccupanti. Galimberti disegna una cartografia dei sintomi che la cronaca quotidiana propone con urgenza: dalla depressione diffusa fino alla minaccia di una guerra planetaria.
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Corrispondenza
editore: Casagrande
pagine: 217
Il volume raccoglie le lettere che si scambiarono i due maggiori scrittori svizzeri del Novecento, amici, legati da una reciproca attrazione intellettuale, diversissimi per carattere, spesso in conflitto tra loro, fino alla definitiva rottura degli ultimi anni. L'epistolario inizia nel dopoguerra, quando il già affermato Frisch scrive al giovane Dürrenmatt complimentandosi con lui per la sua prima pièce. L'ammirazione degli inizi cede il passo prima a una fertile collaborazione, poi alle critiche e alle incomprensioni. Al di là del burrascoso rapporto tra i due scrittori, le lettere testimoniano anche del comune antifascismo, del malessere civile, delle passioni letterarie e teatrali che animarono i due scrittori.
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