Castelvecchi
La strada. Diari di un vagabondo
di Jack London
editore: Castelvecchi
pagine: 261
Mentre gli Stati Uniti della rivoluzione industriale e del nascente imperialismo costruivano l'immagine patinata e vincente del "sogno americano", uno scrittore dava voce agli angoli più bui del nuovo continente, mettendo nero su bianco - accanto alla vita dei barboni, dei disoccupati e dei diseredati - le contraddizioni di un sistema in cui il benessere di pochi veniva pagato con la povertà di molti. È in questo modo che, tra il 1906 e il 1907, Jack London scrive "La strada": nove capitoli di una saga a cui il padre di capolavori come "Zanna Bianca" e "Martin Eden" dava il nome di "vagabonlandia". Fedele al pensiero di un autore dallo spirito ribelle e dalla biografia a dir poco avventurosa, "La strada" non è soltanto il libro che anticipa di mezzo secolo "On the Road" di Kerouac e che, con il passare del tempo, alimenterà la poetica di scrittori come Steinbeck e Orwell, ma, nella versione curata da Davide Sapienza, fornisce le coordinate di un percorso artistico ed esistenziale ancora poco conosciuto. Per completare la "vagabonlandia" di London, infatti, questa edizione raccoglie l'inedito "Il diario del vagabondo" che, insieme ai racconti "Come sono diventato socialista", "Il vagabondo e Principessa", rappresenta il tributo di un grande viaggiatore all'arte di (soprav)vivere alla giornata.
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L'ipocondriaco
editore: Castelvecchi
pagine: 123
Esistono due tipi di ipocondriaco: quello che vive nel costante terrore di scoprire di essere ammalato e quello che trascina l
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La civetta e altre creature della notte. Storia, mito e realtà di un mistero nato insieme all'uomo
di Morris Desmond
editore: Castelvecchi
pagine: 253
Simbolo di saggezza ma anche annunciatrici di sventura, le civette sono protagoniste di un mistero vecchio come il mondo e gra
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Il Fattore X. Il primo libro sulla medicina di genere scritto dalle donne e pensato per le donne
editore: Castelvecchi
pagine: 148
Essere uomo o donna fa molta differenza, anche quando si tratta di salute
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Fatti e fattoidi. Gli pseudoeventi nell'arte e nella società
di Dorfles Gillo
editore: Castelvecchi
pagine: 141
Gillo Dorfles analizza le finzioni, le contraffazioni, le adulterazioni dei nostri tempi massmedializzati e "virtualizzati"
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Sex Trafficking. Le storie, i volti e le voci delle schiave del sesso
di Kara Siddharth
editore: Castelvecchi
pagine: 376
Che la prostituzione sia un business crudele e redditizio, capace di estendersi su scala globale sacrificando qualunque sentim
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C'era una volta il muro. Viaggio nell'europa ex-comunista
di Tacconi Matteo
editore: Castelvecchi
pagine: 278
Vent'anni senza Muro
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L'arte di collezionare arte contemporanea. Orientarsi nel mercato, conoscere le strategie, guadagnare in valore e prestigio
di Pratesi Ludovico
editore: Castelvecchi
pagine: 166
Artisti, critici, galleristi, musei
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L'uomo di cinquant'anni. Tre racconti
di Goethe J. Wolfgang
editore: Castelvecchi
pagine: 220
Più forte di ogni sentimento provato fino ad allora, nella vita di un severo maggiore dell'esercito irrompe l'amore, quello di
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Gino Boccasile. «La signorina grandi firme» e altri mondi
di Paola Biribanti
editore: Castelvecchi
pagine: 273
Gino Boccasile: un talento unico, irripetibile, ingiustamente rimosso, destinato a guadagnare, nelle generazioni a venire, schiere di nuovi ammiratori. L'artista pugliese (1901-1952) fu l'interprete e lo specchio di un'epoca che con lui è tramontata. Illustratore eclettico e prolifico, principe della cultura strapaesana, radicale innovatore del lessico pubblicitario, ai pubblicitari di oggi ha insegnato la sintesi, l'essenzialità e l'impatto prima ancora che di queste cose se ne prendesse coscienza: ne sanno qualcosa la Pirelli, la San Pellegrino, la Fiera di Milano, la Sperlari. Giocò col nudo quando il nudo era proibito. Inventò un'icona del Novecento come la Signorina Grandi Firme per la rivista di Cesare Zavattini, suo grande ammiratore: una donna moderna che andava da sola per le strade cittadine, emancipata, libera e consapevole, ben distante dallo stereotipo italiano d'antan di "angelo del focolare". In altre parole, inventò una rivoluzionaria. "Una pietra filosofale dell'erotismo", come sostiene Antonio Faeti. Una diva assoluta. Con Boccasile ritroviamo un pezzo fondamentale di storia del costume e della società italiana, guidati dalle sue stupende creazioni, realizzate durante gli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale. Boccasile fiancheggiò il fascismo dal principio alla fine e l'Italia democratica, per questo, non lo ha più perdonato, condannandolo alla "damnatio memoriae".
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