Le Lettere
Interpretazioni, categorie, finzioni. Narrare la storia della filosofia
di Carlo Borghero
editore: Le Lettere
pagine: 570
Come vecchie cartoline sbiadite, non di rado le storie della filosofia restituiscono un'immagine sfocata di autori e dottrine,
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Res seniles. Libri 13-17. Testo latino a fronte
di Francesco Petrarca
editore: Le Lettere
pagine: 490
Con questo volume si concludono le Senili nell'ambito dell'edizione di tutto Petrarca promossa dalla Commissione per l'Edizion
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L'Achille dei «Canti». Leopardi, «L'infinito», il poema del ritorno a casa
di Gilberto Lonardi
editore: Le Lettere
pagine: 238
Un famoso titolo leopardiano, Idilli, come leggerlo, evitando, a proposito dell'Infinito, mistificazioni tuttora pronte a ripr
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Giordano Bruno e la filosofia moderna. Linguaggio e metafisica
di Salvatore Carannante
editore: Le Lettere
pagine: 400
«Qua Giordano parla per volgare, nomina liberamente, dona il proprio nome a chi la natura dona il proprio essere»: aprendo lo
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Per Cristoforo Landino lettore di Dante. Il contesto civile e culturale, la storia tipografica e la fortuna del «Comento sopra la Comedia»
editore: Le Lettere
pagine: 222
"Quando, un paio d'anni or sono, Lorenz Böninger venne a trovarmi a Villa I Tatti con la proposta di un convegno sul Comento s
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Dell'uno e dei molti. Henologia e henofania da Platone a Schelling
di Federico Croci
editore: Le Lettere
pagine: 488
«Forse, infatti, camminiamo nel vuoto, protesi verso il nulla assoluto» (Damascio, De Principiis)
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Come una cometa. Saggio su Carlo Michelstaedter
di Valentina Mascia
editore: Le Lettere
pagine: 189
Pensatore del tutto inattuale rispetto alla temperie culturale nella quale visse, Carlo Mìchelstaedter ritrova oggi una feconda e sorprendente attualità. La sua lotta contro quella che egli definiva la "rettorica" - ossia quel "modo" teso a costruire catene storiche o concettuali eterodirette, dentro le quali vincolare la vita - costituisce per la riflessione contemporanea una fonte non esaurita a cui riattingere. Proprio per quella inesausta attenzione alla "vita", che dall'inizio alla fine marca la vicenda speculativa, breve ma folgorante, del filosofo goriziano. Al centro del presente saggio è "la potenza avventurata" che Michelstaedter dispiega in tutta la sua radicalità, precisamente per riconsegnare all'azione umana lo slancio iperbolico, il "volo", che le consenta di riconnettersi allo "stato originario" dell'esistenza. Ne emerge la figura di un pensatore dallo sguardo acuto e affilato, che seppe affrontare le grandi interrogazioni sulla vita e la morte con una forza tale da apparire come uno dei protagonisti della scena filosofica del Novecento.
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Teatro civile e sacra rappresentazione a Firenze nel Rinascimento
di Ventrone Paola
editore: Le Lettere
pagine: XV-534
A Firenze tra il 1382 e il 1530 le élites dirigenti, dagli Albizzi ai Medici ai loro antagonisti, progettarono un complesso si
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La gallina secca
di Alessandra Maggio
editore: Le Lettere
pagine: 24
C'è una gallina che vive in una piana toscana, il bosco che la circonda non è né magico né fatato e lei è piccola e secca e non possiede nessun talismano. È una gallina secca ma a dispetto di chi la crede anche sciocca è pronta e astutaEtà di lettura: da 5 anni.
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Pagine di un lungo diario
di Giuseppe Bevilacqua
editore: Le Lettere
pagine: 379
Questo libro raccoglie il diario del germanista e scrittore Giuseppe Bevilacqua, redatto tra il 1966 e il 2009: ma non è propriamente il diario di un germanista, perché anche se di poeti e di grandi scrittori tedeschi si parla a più riprese (Celan, Bachmann, Rilke ed altri) e sullo sfondo ci sono diversi episodi di vita accademica, queste memorie raccontano prevalentemente storie di vita vissuta lungo l'arco di quasi un cinquantennio. Sono in gran parte resoconti di viaggio in Europa e fuori, ricordi di fatti pubblici e di fatti privati, letture e incontri, passioni e patimenti, luoghi dell'anima e luoghi del caso, giudizi e congedi. Esperienze che attraversano decenni della storia italiana ed europea del Novecento e si estendono con progressivo distacco fino agli inizi del ventunesimo secolo. Naturale che vi siano salti cronologici e disuguaglianze formali; ma a legare queste memorie è il gusto e la capacità di racconto dell'autore che ha già pubblicato versi, piccole prose e due romanzi; e che in queste pagine conferma pienamente la sua attitudine a dare forma narrativa a eventi minimi come a più complesse e disparate esperienze di vita, che poi trovano una forma di unità nello sguardo dell'osservatore. Introduzione di Maria Fancelli.
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«Le dolci rime d'amore ch'i' solia». Su alcuni imperfetti in prosa e in versi
di Alessio Ricci
editore: Le Lettere
pagine: 177
Questo studio ripercorre la storia di alcune forme secondarie di prima, terza e sesta persona dell'imperfetto indicativo, come avia e avieno / venieno, che soprattutto fra Tre e Quattrocento affiancano in Toscana le forme normali, in testi di natura sia pratica sia letteraria. Attraverso lo spoglio linguistico (in parte automatico in parte manuale) di testi che vanno dalle origini ai primi del Novecento, vengono ricostruite le vicende di tali forme, originariamente non fiorentine, nel loro vario diffondersi e intersecarsi sia in prosa sia in poesia.
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