Lindau
Oltre la crisi della chiesa. Il pontificato di Benedetto XVI
di Roberto Regoli
editore: Lindau
pagine: 512
La figura di Benedetto XVI è stata più volte oggetto di dibattito da parte di ampi settori del mondo cattolico e più in generale dell'opinione pubblica, sia durante il suo pontificato sia in seguito alla rinuncia all'esercizio attivo del ministero petrino (11 febbraio 2013). Rispetto all'ampia letteratura esistente sul tema, "Oltre la crisi della Chiesa", lungi dal voler essere una biografia di Joseph Ratzinger, intende offrire al lettore una prima visione d'insieme della storia del suo operato come papa e nello stesso tempo suggerisce alcune chiavi interpretative per meglio illuminare il presente e il futuro del cattolicesimo contemporaneo. Gli anni di Benedetto XVI appaiono oggi significativi per il modo imprevedibile con cui si sono conclusi, ma lo sono ancor più per le questioni che hanno affrontato: dall'attuazione del Concilio Vaticano II alle relazioni ecumeniche, al rapporto con le altre religioni. Il difficile compito che Benedetto XVI si è assunto è stato quello di portare a compimento molte intuizioni maturate in seno alla Chiesa cattolica a partire dal Concilio Vaticano II, sistematizzandole con precisione in un pensiero organico, capace di interloquire con le istanze più avvertite della cultura contemporanea. Il suo pontificato ha inteso riproporre alla "odierna umanità" - segnata soprattutto in Occidente da una profonda crisi ideale - la fede in Gesù Cristo, cercando allo stesso tempo di sanare ferite e lacerazioni che ancora oggi minano l'unità della Chiesa.
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Il principe di Galles va in vacanza
di Billy Wilder
editore: Lindau
pagine: 224
Berlino, anni '20: un giovanissimo Billy Wilder, dopo aver lasciato la carriera da avvocato, comincia a scrivere pezzi e reportage per un importante quotidiano berlinese. Sotto la lente della sua intelligenza brillante passano così critici teatrali e poeti, attori e politici, ma anche gli effimeri protagonisti della buona società dell'epoca e le persone comuni, nella vita di tutti i giorni e negli svaghi della domenica. Di ciascuno coglie con sguardo acuto e un sorriso divertito, debolezze e particolarità, e con questo materiale ricco di umanità e di toni, compone sapientemente scene e dialoghi pieni di humour. E poi ci sono le questioni cittadine e gli avvenimenti contemporanei, gli spettacoli teatrali e cinematografici della Berlino di quegli anni, che la sua penna ricrea con grande vivacità e stile personalissimo. Il mezzo può essere diverso, ma lo stile e la capacità di delineare vicende e personaggi sono proprio quelli dei grandi capolavori di Wilder, sceneggiatore e regista di film indimenticabili come "Quando la moglie è in vacanza" e "A qualcuno piace caldo".
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L'uomo che si mise un cavolo come cappello e altre storie improbabili
di Chesterton Gilbert K.
editore: Lindau
pagine: 244
In un imprecisato villaggio della campagna dell'Inghilterra occidentale, un colonnello in pensione, rispettabile e attraente,
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Eretici
di Chesterton Gilbert K.
editore: Lindau
pagine: 264
Nel 1905, all'età di trentun'anni, Gilbert Keith Chesterton riunisce in un unico volume gli articoli scritti per il liberale "
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Stanley Kubrick. L'umano, né più né meno
di Michel Chion
editore: Lindau
pagine: 606
Sull'uomo Kubrick - sulla sua personalità complessa ed eccessiva, sull'esilio volontario in Gran Bretagna, sull'apparente megalomania, sul perfezionismo ossessivo - sembra sia stato detto tutto. Ma vale lo stesso per l'opera? In questo saggio - corredato dalla pubblicazione di oltre 750 fotogrammi -, Michel Chion ricostruisce storia, contesto e poetica di tutti i suoi film (dall'"invisibile" Fear and Desire, realizzato nel 1953 e in seguito rinnegato, a Eyes Wide Shut, uscito nel 1999 qualche mese dopo la scomparsa del regista), mettendo in particolare evidenza l'unicità di un'opera che alterna indiscussi capolavori - 2001- Odissea nello spazio, Barry Lyndon e Full Metal Jacket - a fasi di ricerca e transizione. L'approccio rigorosamente cronologico permette di cogliere gli snodi della carriera, l'affacciarsi di nuovi temi, la capacità di strutturare forme cinematografiche inedite (come la coabitazione, senza fusione, di immagini, parole e musica, o la polifonia dei procedimenti narrativi). Ma Kubrick ha voluto prima di tutto raccontare storie centrate sull'Uomo, l'individuo universale, e il suo "slancio vitale". Ha voluto raccontare l'umano, in cui convivono la gioia di esistere e quella di distruggere, con la morte sempre all'orizzonte; l'umano, con le sue aspirazioni di grandezza, le sue infime schiavitù e il suo ambizioso tentativo di appropriarsi di un mondo che oppone resistenza e di un cosmo labirintico.
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Ortodossia
di Chesterton Gilbert K.
editore: Lindau
pagine: 256
In seguito alla pubblicazione nel 1905 di "Eretici" - una raccolta di saggi in cui l'autore attacca con stile brillante e corr
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La sparizione dei bambini down. Un sottile sentimento eugenetico percorre l'Europa
di Volpi Roberto
editore: Lindau
pagine: 96
Per i nati con Trisomia 21, la sindrome di Down, questo è il momento migliore
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Pasolini contro Pasolini
di Nicola Mirenzi
editore: Lindau
pagine: 160
Da quel novembre del 1975 in cui fu ucciso, Pier Paolo Pasolini si è trasformato in un fantasma che si aggira per l'Italia. Da morto, lo scrittore friulano è stato usato da tutti: la destra, la sinistra, i cattolici, gli estremisti, i giustizialisti, i complottisti e i militanti della decrescita felice. Ognuno prende la parte che più gli fa comodo e butta via il resto. È stato detto che Pasolini ha previsto ogni cosa e oggi le sue analisi sono vissute come profezie, ma le sue parole scivolano sulla superficie delle nostre coscienze come balsami. Nessuna abrasione, nessuno scuotimento. Gli schiaffi che dava (e riceveva) sono diventati morbide carezze. Pasolini si è fatto specchio delle nostre brame, ognuno vi si vede più bello e pulito. Nicola Mirenzi appartiene alla generazione di chi non c'era nell'Italia di Pasolini, ma ha "vissuto con lui" perché Pasolini è onnipresente ancora oggi, sotto forma di spettro, icona pop, mito, oggetto di un'operazione di "beatificazione" che nasconde in realtà un atteggiamento superficiale e sostanzialmente indifferente verso la sua opera e le sue battaglie. Nel quarantennale della morte appare quindi impossibile parlare di Pasolini se prima non si distingue l'autore dal racconto edulcorato (e tossico) che ne è fatto. Perché un conto è Pasolini, un altro è il pasolinismo. Una cosa è lo scrittore, un'altra la sua leggenda. E solo il ritorno alla sua opera può riscattare il chiacchiericcio intorno alla sua immagine.
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L'eroe dai mille volti
di Joseph Campbell
editore: Lindau
pagine: 528
Il mito è da sempre oggetto di analisi da parte di storici, filosofi, antropologi, sociologi, che ne hanno proposte le interpr
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La scoperta di Dio. L'origine delle grandi religioni e l'evoluzione della fede
di Rodney Stark
editore: Lindau
pagine: 621
È stato Dio a creare l'uomo o è stato l'uomo a creare Dio? Dio è soltanto il prodotto di un desiderio universale, o l'uomo ne ha intuito la reale presenza? Perché alcune religioni si somigliano? Perché molte rivelazioni avvennero nello stesso periodo? Perché uno stesso Dio avrebbe parlato in modo differente a popoli diversi? Qual è, in tutto ciò, il posto del cristianesimo? È con questi grandi interrogativi che Rodney Stark - il più illustre sociologo delle religioni - si confronta in questo libro. La storia delle religioni dimostra che c'è stata una evoluzione nella concezione di Dio: gli uomini sembrano adottare quelle immagini di Dio (o degli Dei) che forniscono loro di volta in volta maggiore appagamento, sia spirituale che materiale. Attraverso un'analisi di ampio respiro - dalla fede degli uomini primitivi alle religioni delle prime civiltà (sumeri, egizi, greci, popoli mesoamericani), dal "mercato" religioso relativamente aperto di Roma ai primi monoteismi (zoroastrismo, ebraismo e cristianesimo), fino alla spiritualità "atea" dell'Estremo Oriente e all'Islam - Stark ha raccolto una ricchissima messe di dati e propone una serie di riflessioni che sfatano ancora una volta il pregiudizio antireligioso della nostra epoca.
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Pellegrinaggio buddhista. Sulle orme di Siddhartha
di Carlo Buldrini
editore: Lindau
pagine: 168
Siddhartha Gautama, il Buddha, il Risvegliato: è lui il protagonista del viaggio di Carlo Buldrini, mentre le "Quattro grandi meraviglie" - Lumbini, Bodh Gaya, Sarnath e Kushinagar, i luoghi chiave della vita del Buddha che lui stesso suggerì di visitare -, scandiscono il racconto oltreché il percorso del narratore. Tutto inizia a Lumbini. Dopo il concepimento che la leggenda vuole a opera di un elefante bianco meravigliosamente penetrato nel corpo di Maya, sotto le fronde di un albero di sal nasce il desiderato erede di Shuddodana, che in lui ha riposto tutte le sue speranze per il futuro della potente tribù degli Shakya. A dispetto di questo e dell'educazione intesa a farne un guerriero invincibile, il giovane, venuto a contatto con la realtà del dolore e della sofferenza, decide di abbandonare il palazzo paterno e inizia la sua ricerca spirituale come asceta mendicante. Compagno di viaggio attento e silenzioso, l'autore segue Siddhartha dalla fase dell'ascesi nella grotta, al Risveglio sotto l'albero della Bodhi, al Parco delle Gazzelle, fino al punto di arrivo, quello del parinirvana, in cui cessa ogni forma di attaccamento. Alle vicende del Buddha narrate dal Mahàparinibbamsuttanta, Buldrini intreccia la storia dei luoghi di culto e della loro riscoperta archeologica, la descrizione delle raffigurazioni del Buddha e quella dell'India contemporanea.
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Destra e sinistra addio. Per una nuova declinazione dell'uguaglianza
di Maurizio Pallante
editore: Lindau
pagine: 230
Di destra e sinistra, per designare due schieramenti politici contrapposti, si parlò per la prima volta alla Convenzione del 1792. Da allora queste due parole indicano chi ritiene che le diseguaglianze tra gli esseri umani siano un dato naturale non modificabile (la destra), e chi pensa che abbiano un'origine sociale e possano essere attenuate (la sinistra). Il confronto politico tra destra e sinistra si è però svolto sulla base di una comune valutazione positiva del modo di produzione industriale. La Storia ha dimostrato che le politiche della destra sono più efficaci per far crescere l'economia e la competizione si è chiusa a suo favore con l'abbattimento del muro di Berlino nel 1989. Ma quella della sinistra non è la sconfitta dell'idea di uguaglianza, bensì di una sua particolare interpretazione storica. In questo libro si sostiene che se si abbandona l'ideologia della crescita è possibile ridare forza all'impegno per una maggiore equità tra gli esseri umani. A tal fine occorre avviare una decrescita selettiva della produzione sviluppando innovazioni tecnologiche che accrescano l'efficienza nell'uso delle risorse e attenuino l'impatto ambientale dei processi produttivi, perseguire l'autosufficienza alimentare valorizzando l'agricoltura di sussistenza, superare l'antropocentrismo estendendo l'equità a tutti i viventi, ridurre la mercificazione e l'importanza del denaro.
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