Lupetti
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Milano Cina. Un'esperienza di design. Ediz. italiana e cinese
editore: Lupetti
pagine: 149
"Milano Cina. Un'esperienza di design" è la storia di un progetto, alla ricerca di un contatto tra due culture che condividono ogni giorno la stessa strada, ma che raramente si incontrano per collaborare, anzi agiscono su piani paralleli senza comunicare tra di loro. Si tratta delle due comunità, quella cinese e quella milanese, che della via Paolo Sarpi a Milano condividono marciapiedi e palazzi, divisi però da una muraglia invisibile che rende difficile qualsiasi scambio culturale. Il libro raccoglie le immagini che documentano tutto il percorso di lavóro svolto da docenti e studenti dei corsi di moda e design della NABA, fino all'allestimento delle vetrine durante la settimana del Salone del Mobile 2009, a cui hanno partecipato importanti designer e artisti, tra cui Paola Navone, Stefano Giovannoni, Alessandro Mendini, Alessandro Guerriero, George Sowden.
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Si occupano di giardini. Trattatisti, architetti, giardinieri...
editore: Lupetti
pagine: 20
La collana Ragazzi in giardino intende formare il ragazzo sulle caratteristiche e sui valori impliciti (culturali, storici, architettonici, percettivi, naturalistici, ambientali) dei siti paesaggistici (giardini e parchi di residenze storiche, giardini pubblici, viali alberati, parchi intraperiurbani) al fine di educarlo a comportamenti corretti e rispettosi dal punto di vista ambientale. Ogni libretto è corredato di schede ludico-didattiche, con risvolti e approfondimenti interdisciplinari. Questo libretto, il quinto della serie, è dedicato ai mestieri e alle professioni collegati all'arte dei giardini. I compiti e le conoscenze, sia teoriche che pratiche, di trattatisti, architetti, botanici, giardinieri e illustratori sono presentati attraverso alcuni dei più importanti personaggi che hanno praticato in questi settori.
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Babbo Natale paga gratis. Una mappa delle tendenze di consumo
editore: Lupetti
pagine: 85
Il mondo dei consumi è un vero e proprio labirinto contemporaneo, che contiene innumerevoli mondi possibili. Mondi da scoprire, esplorare, attraversare. Ma anche mondi nei quali si rischia, talvolta, di perdersi, di perdere il senso e i sensi. In questo libro si dipana, pagina dopo pagina, un possibile percorso: uno slalom tra banchi del supermercato e negozi experience, tra capi vintage e bevande green. Per provare a tracciare una mappa e dare un significato a ciò che acquistiamo ogni giorno.
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Lusso necessario. Alla ricerca del valore per vincere la crisi
editore: Lupetti
pagine: 231
Vi è un progressivo e trasversale orientamento per prodotti e servizi evoluti (non solo in senso tecnologico), appartenenti a settori anche molto diversi tra loro, ma che sanno appagare l'attitudine, sempre più marcata, di benessere, gratificazione, comodità, immagine: il bien vivre in senso generale. Nuovi budget di spesa si indirizzano, infatti, verso quei marchi che meglio sanno soddisfare per identità, caratterizzazione, innovazione, la naturale propensione a continuamente muoversi, connettersi, affermarsi, migliorarsi. Sono beni e servizi scelti in base a criteri individuali, che spesso trascendono il valore del prettamente funzionale, per rispondere a una cultura del gusto che si affina, al mutamento dei valori, ad affezioni che cambiano e si assottigliano -più brand ma meno fedeltà - e per i quali anche il prezzo assume un significato strettamente correlato all'interpretazione soggettiva e del "meglio per sé". Il mercato del lusso si è dunque ampliato e modificato: è così integrato nel quotidiano da non significare più superfluo o voluttuario, ma piuttosto bene discrezionale, una sorta di "Lusso Necessario", o addirittura, "Nuovo Bisogno", in grado di assorbire quote significative di reddito da un pubblico numericamente crescente, in Italia come all'estero, e determinato a garantirsi privilegi non revocabili.
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Fatevi gli affari vostri. Depurare l'azienda da sprechi e raccomandati in poche, abili, mosse
di Massimo Mastrangelo
editore: Lupetti
pagine: 214
Le aziende realmente produttive hanno tre requisiti che le accomunano: sono democratiche, meritocratiche ed esenti da sprechi. Un'azienda in seno alla quale ogni membro sia libero di dare il proprio contributo intellettuale, sia premiato in misura adeguata al suo valore e utilizzi le risorse aziendali con quella che si suol chiamare "la diligenza del buon padre di famiglia" è destinata al successo, anzi: costituisce l'unico modello possibile di azienda di successo. Per depurare un'azienda da sprechi e raccomandati le chiacchiere non bastano: il metodo c'è, esiste da molti anni, e va applicato con rigore e precisione: si chiama Business Process Reengineering. Questo libro è un viaggio attraverso le buone pratiche che hanno portato al successo molte nuove aziende, nonché ridisegnato con efficienza il profilo e il destino di altre che stavano andando alla deriva. Qui si parla del metodo gestionale più scomodo e sgradito agli incompetenti collocati ai posti di comando e a coloro che - quando la mattina entrano in azienda - hanno a cuore solo il proprio tornaconto. Qui si parla del metodo gestionale che - a partire da Henry Ford ha reso grandi coloro che lo hanno applicato.
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Il perfetto marketing al computer
editore: Lupetti
pagine: 263
Un percorso nuovo e coinvolgente per raccontare il marketing, l'informatica e le loro correlazioni. Strategie e tattiche di mercato a portata di mouse. Marketing è un vocabolo ormai balzato nella quotidianità, tuttavia in pochi, tranne gli addetti ai lavori, conoscono bene i significati e i "contenuti" della parola. Il marketing, attraverso strumenti come la pubblicità e internet, impatta sempre di più le nostre aspettative e i nostri valori di persone-consumatori, influenzando idee e atteggiamenti. Il libro racconta il marketing in tutte le sue valenze, le tecniche per imporre una marca e un prodotto sui mercati e sugli scaffali, l'analisi della domanda, la qualità nelle relazioni con il cliente al fine di fidelizzarlo, infine tutti gli strumenti con i quali un'impresa si rende visibile e attrattiva: i mass media, la pubblicità e le promozioni, le PR, il marketing diretto, internet. Parallelamente vengono offerti semplici e dettagliati esempi di informatica: un kit di creatività quotidiana per utilizzare con successo i programmi più diffusi. Casi studio, simulazioni, esercitazioni guidate conducono passo passo attraverso le situazioni operative tipiche dell'info-marketing. Chiude l'opera un capitolo dedicato alle figure professionali del marketing di oggi e di domani, per chi intenda cimentarsi nel settore.
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Eventi. Strumenti di comunicazione per le imprese del terzo millennio
di P. Giorgio Cozzi
editore: Lupetti
pagine: 165
In tempi di turbolenza dei mercati e di modificazioni impreviste dell'economia, gli eventi aggregativi acquisiscono rilievo strategico. E diventano strumenti di comunicazione sempre più utilizzati da imprese, enti e istituzioni, a discapito dei mezzi tradizionali. Occorre però conoscerne in dettaglio anche gli aspetti abitualmente meno considerati: location, banqueting e gadget, tecnologie, dress code, public speaking, interpreti, inviti, accoglienza e ricettività, rapporto con i media, "ascolto" dei segnali, motivazione e incentivazione, pierre, "qualità", management 2.0. Ciascuno è, a sua volta, un dinamico strumento di comunicazione. Caratteristica singolare del libro sono i concreti consigli e sopra tutto gli sconsigli frutto della pluriennale esperienza professionale internazionale dell'autore, che argutamente contrassegnano i vari capitoli. Scritto con linguaggio giornalistico, integrano questo pratico manuale la prefazione del presidente di Federcongressi, la postfazione dell'amministratore delegato di una delle maggiori società nel settore Mice, e una serie di utili appendici. Tra queste un rimando alla responsabilità civile delle aziende, un elenco di convention bureau, un glossario della terminologia inglese più utilizzata. Per queste ragioni, "Eventi" costituisce un opportuno punto di riferimento per studenti, operatori e committenti, nonché elemento d'interesse per chiunque lavori nel settore della meeting & incentive industry.
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Brand new world. Il consumo delle marche come forma di rappresentazione del mondo
di Nello Barile
editore: Lupetti
pagine: 191
Se Huxley potesse osservare il nostro presente da vicino dovrebbe ritrattare i temi centrali della sua riflessione. Dal "Brave New World" siamo difatti passati a un "Brand New World" in cui il sistema delle marche deve confrontarsi con nuovi modi di fare esperienza del mondo. La letteratura sulle marche e sulla pubblicità ha per lungo tempo enfatizzato il valore della comunicazione come processo che nasce dall'azienda e che, attraverso una pianificazione efficace, è in grado di arrivare al pubblico per modificarne i punti di vista e/o i comportamenti di consumo. Tale visione è sopravvissuta fino a quando le dinamiche del mercato, dell'innovazione tecnologica e della cultura del consumo hanno innescato un processo irreversibile d'apertura delle aziende alle pratiche "autentiche" che contraddistinguono il mondo della vita quotidiana. Nel momento in cui le strategie del branding esondano dai perimetri chiusi delle aziende per irrorare e modificare la natura stessa delle relazioni sociali, il valore della marca si trasforma in qualcosa d'altro. Oggi è possibile parlare di un branding diffuso che va al di là delle vecchie concezioni del marketing kotleriano e che giunge a confrontarsi con la dinamica dei network sociali, con le forme "autonome" di produzione culturale con le strategie di autopresentazione che regolano il cosiddetto mercato delle identità.
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L'avventura della comunicazione. Storie professionali e pre-visioni
di Stefano Vietina
editore: Lupetti
pagine: 374
Come uno tsunami la tecnologia si è abbattuta sulla comunicazione e ne ha radicalmente mutato i connotati. Non si è trattato in questo caso, ovviamente, di un episodio cruento e repentino, quanto di un processo lungo e articolato, che ha avuto però una violenta accelerazione con la diffusione esponenziale dei nuovi mezzi di comunicazione "istantanea", come il telefono cellulare e soprattutto internet. Questo è il racconto delle esperienze di professionisti che operano in vari ambiti nel mondo dell'informazione e della comunicazione (dalla carta stampata al videogioco, dalla tv alla politica, dall'azienda privata alle agenzie di informazione, dalla pubblica amministrazione al blog), tutti con significative carriere alle spalle, in compagnia però anche di alcuni giovani e di un cosiddetto "nativo digitale" che, diversamente dagli altri interlocutori, è nato dentro la società della comunicazione globale. Una panoramica volutamente rapida, ma che prende lo spunto da tanti e diversi angoli di visuale, così da avere l'ambizione di rappresentare una buona parte di quella comunicazione globale e globalizzata che tutti, indipendentemente dal ruolo che ricopriamo nella società, sperimentiamo ogni giorno.
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Second life. Oltre la realtà il virtuale
editore: Lupetti
pagine: 189
Second Life si propone come una realtà che riesce a oltrepassare i vincoli della "finitezza" della vita reale. In essa gli individui creano una seconda vita che corre parallela alla prima. Da una parte cadono le barriere della distanza sociale e dall'altra si creano nuovi vincoli d'appartenenza. Il volume intende fornire una panoramica di alcuni ambiti significativi di Second Life: comunicazione, politica, consumi, moda, arte, concetto di spazio e tempo, così come vengono vissuti al suo interno. Il testo, frutto di una ricerca, muove da un presupposto fondamentale, anche se artefatto: analizzare Second Life e quindi i suoi abitanti attraverso le loro relazioni senza fare un rimando alle identità reali esistenti. Una riflessione sociologica che si awale del contributo di studiosi provenienti da diversi ambiti della sociologia, che diventa un'indispensabile chiave di lettura di un fenomeno così coinvolgente. Il filo conduttore dei saggi è che oggi Second Life, per quanto artificiale o virtuale possa sembrare, in realtà entra con forza nel tessuto dell'esperire quotidiano, fondendosi con La vita reale e facendo emergere un individuo nuovo: una nuova forma di essere sociale che si awale di strumenti come appunto Second Life - emblema di una ipertecnologia - per ritrovare, invece, il senso di una vita caratterizzata dalle relazioni face to face. Insomma un uomo che attraverso la globalità del virtuale ritorna al suo essere locale.
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