Pellegrini
Lettera ad un vescovo
di Salvatore La Monica
editore: Pellegrini
pagine: 238
La vicenda narrata nella "Lettera ad un vescovo" viene tratta da una storia di fatti documentati realmente avvenuti nella Sici
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Un divo nella nebbia. Mario Gualtieri l'artista e l'uomo
editore: Pellegrini
pagine: 140
Il viaggio intorno al più amato dei cantanti cosentini è un'intensa passeggiata tra musicofili, poeti, collezionisti di ricord
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Il mio Cosenza
di Gianluca Pasqua
editore: Pellegrini
pagine: 128
La prima volta allo stadio, la scintilla che ha acceso la passione per il giornalismo sportivo, un allenatore dalla grande personalità o la squadra che si vorrebbe vedere ancora in campo. Ogni giornalista ha qualcosa di speciale da raccontare. "Il mio Cosenza" è la raccolta di brevi racconti che la Società Cosenza Calcio ha voluto mettere insieme in questo volume per celebrare i cento anni del calcio cosentino. Giornalisti di diverse generazioni si sono cimentati in ritratti, ricostruzioni storiche e aneddoti legati al calcio che si intrecciano con la storia della città e la vita dei cosentini, talvolta della propria.
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Il destino delle immagini
di Jacques Rancière
editore: Pellegrini
pagine: 200
"Uno dei segni di ciò che si è chiamato modernità è stato il superamento della grande tradizione dell'estetica classica, che, a partire da Aristotele, è nata e si è sviluppata sotto il segno delle "poetiche". Questa tradizione ha definito un "regime mimetico" dell'arte1, fondato sul rapporto fra costruzione dell'intreccio, mythos, e azione, praxis, il primo essendo pensabile proprio come mímesis praxeos. Il regime mimetico dell'arte ha contrassegnato tutta l'estetica classica perché fondato su una concezione della forma come principio attivo da applicare alla passività della materia. Questo modello classico dell'attività dell'idea (e della sua dicibilità), e della ricettività della materia (e della sua visibilità), ha avuto diverse "riprese" in questo secolo, anche da parte di filosofi che si sono occupati occasionalmente di cinema. Tra gli altri, è sufficiente pensare alla ripresa di Aristotele operata da Galvano della Volpe nel Verosimile filmico, incentrata sulla "discorsività" delle immagini, o alla matrice platonica della concezione di Alain Badiou del cinema come "luogo" di "visitazione" dell'idea". (da "Il regime estetico delle immagini" di Roberto De Gaetano).
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Fratelli di sangue. La 'ndrangheta tra arretratezza e modernità: da mafia agro-pastorale a holding del crimine. La storia, la struttura, i codici, le ramificazioni
editore: Pellegrini
pagine: 320
La 'ndrangheta è ricca, forse più ricca di Cosa Nostra
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I quaderni del Giornale di storia. La storia sullo schermo. Il Novecento
di Pasquale Iaccio
editore: Pellegrini
pagine: 264
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Le mutazioni della 'ndrangheta
editore: Pellegrini
pagine: 120
Atti del Convegno di venerdì 10 novembre 2023 Villa Rendano, Cosenza
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Il Golpe Borghese quarto grado di giudizio... La leadership di Gelli, il «golpista». Andreotti, i depistaggi della «Dottrina Maletti»
di Fulvio Mazza
editore: Pellegrini
pagine: 272
Esattamente 50 anni fa (nella notte fra il 7 e l'8 dicembre 1970), Junio Valerio Borghese mise in atto un colpo di Stato che è
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Storia della Calabria partigiana
di Pino Ippolito Armino
editore: Pellegrini
Solo in anni piuttosto recenti è stato definitivamente riconosciuto il contributo del Mezzogiorno nella guerra di Liberazione
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Il gesto e l'ambiente. Cinema e pedagogia
di Fernand Deligny
editore: Pellegrini
pagine: 134
La nostra esperienza sensibile e la nostra identità sono legate, oggi più che mai, alla relazione con i media, in particolare
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I manifesti delle Alpi italiane e piccola grafica dal 1895 a fine anni Sessanta del Novecento
di Roberto Festi
editore: Pellegrini
pagine: 191
Magistrale e innovativo mezzo di comunicazione, il manifesto pubblicitario avvia - sul finire del XIX secolo - una intensa e capillare promozione della montagna e dei suoi luoghi più rappresentativi. Quasi in contemporanea, dalla Valle d'Aosta alle Dolomiti orientali, i maggiori centri alpini affidano ai multicolori messaggi delle attiche la descrizione fantastica e appetibile di un mondo sino a quel momento in gran parte sconosciuto, fissando una versione diametralmente opposta allo stereotipo di pericolosità e di mistero che ne aveva contrassegnato gli esordi pionieristici. Pur celebrando, spesso unilateralmente, i fasti di un'elite mondana e delle sue ritualità, il manifesto "apre" ad un pubblico I sempre più vasto - che ne diventerà fruitore e protagonista nei decenni successivi - visioni nuove delle montagne alpine. Osservando i tanti e vari aspetti che i cartelloni pubblicitari sottendono, questo libro - che tratta esclusivamente la parte italiana delle Alpi presenta una rassegna che si intende dalla fine del XIX secolo sino alla fine degli anni Sessanta del Novecento, limite temporale che determina progressivamente la crisi definitiva del manifesto disegnato.
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