Pendragon
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Vecchia e cara Bologna
Detti e motti del dialetto bolognese con le più belle cartoline d'epoca
di Cristofori Franco
editore: Pendragon
pagine: 136
Il volume raccoglie 128 cartoline raffiguranti vedute di Bologna risalenti ai primi anni del nostro secolo
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On the rocks. Tutto quello che volevi sapere sul ghiaccio
editore: Pendragon
pagine: 173
Spesso ritenuto un ingrediente secondario, il ghiaccio in realtà è il re dei cocktail e il protagonista di molte ricette, tant
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Il codice Federer
di Stefano Semeraro
editore: Pendragon
pagine: 333
Gennaio 2018: Roger Federer vince il suo ventesimo torneo del Grande Slam, ed entra definitivamente nella leggenda, del tennis
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Introduzione alla E-Democracy
di Giancarlo Vilella
editore: Pendragon
pagine: 152
"Il volume segue l'impostazione seguente
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Tra crisi e riscatto. Elsa Morante legge Ernesto De Martino
di Angela Di Fazio
editore: Pendragon
pagine: 236
Un profilo di Elsa Morante, lettrice di etno-antropologia, a partire dai rilievi su un corpus di opere organiche alla ricerca
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La valle delle streghe
di Gabriele Bonomelli
editore: Pendragon
pagine: 365
Val Camonica, sedicesimo secolo. Giovanna Omobono viene bruciata come strega dalla Santa Inquisizione. Brescia, 1999, Stefano viene ricoverato in ospedale in preda a terribili incubi che non gli lasciano tregua. Che cosa lega le due storie a distanza di secoli? A svelarlo sarà Eva, moderna sacerdotessa dell' Antica Religione. Sarà lei, durante l'eclissi del 1999, a tentare di risvegliare il passato attraverso una nuova vita: a Stefano non resterà che lottare per salvare la propria.
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Le rose italiane. Una storia di passione e bellezza dall'Ottocento a oggi
di Andrew Hornung
editore: Pendragon
pagine: 252
La storia delle rose ottenute in Italia dall'Ottocento a oggi è un "romanzo" che non era stato ancora scritto: vi si trovano colpi di scena e misteriose scomparse, usurpazioni ed eredità disperse, vizi e virtù dell'italica stirpe. Andrew Hornung, esperto inglese di rose e giardini italiani, è riuscito in una grande impresa, raccogliendo e sistematizzando per la prima volta informazioni frammentarie, sparse in cataloghi, articoli di riviste e libri rarissimi e, soprattutto, presentando informazioni derivanti da fonti inedite: archivi pubblici e privati, diari e bollettini compilati dagli stessi ibridatori e testimonianze dirette. Il risultato è un volume che, per la prima volta, permette a tutti gli appassionati di conoscere l'importante contributo di uomini e donne del Belpaese alla storia universale delle rose.
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L'uomo tedesco come sintomo
di Robert Musil
editore: Pendragon
pagine: 116
"Trattare l'uomo tedesco come sintomo significa porre il problema della civilizzazione ". In questo saggio incompiuto, del 1923, Musil mette a tema l'impossibilità di una ideologia dominante. Distrutta ogni fede, ogni regola di vita, rimasto privo di una cultura, l'uomo crolla: ne rimangono solo i sintomi. Contando sulle qualità più meschine dell'uomo, il capitalismo plasma e concentra le forze: è l'immane organizzazione dell'egoismo al ribasso. Il lavoro oggi è il nesso fondamentale e il denaro è la misura di tutte le cose. Nel vuoto ideologico, sorge quindi l'uomo dei fatti: politico, commerciante, ingegnere - sottile bilanciamento di calcolo e volontà, razionalità e irrazionalità. La mentalità calcolante poggia però sempre su un coacervo di congetture, approssimazioni, desideri. Inutile cercare soluzioni di retroguardia nel passato: la nuova teoria all'altezza dei tempi è il teorema dell'assenza di forma, antesignano dell'uomo senza qualità.
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Guida per bibliofili affamati
editore: Pendragon
pagine: 157
Viaggio nella microeditoria italiana ad alto tasso di creatività (e spesso audacia), alla ricerca delle testimonianze eccezion
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La lingua scritta della realtà. Studi sull'estetica di Pier Paolo Pasolini
di Luca D'Ascia
editore: Pendragon
pagine: 165
Testimone privilegiato della crisi italiana degli anni Settanta, Pier Paolo Pasolini è ancor oggi un autore estremamente attuale. La sua concezione del cinema come "lingua scritta della realtà" sembra rispondere alle inquietudini di un'epoca caratterizzata dalla presenza capillare e dall'ambiguità politica dell'immagine audiovisiva. Ma il discorso spesso polemico e sempre paradossale di Pasolini si presta facilmente a equivoci se non si legge sullo sfondo di un ricco e variegato background che spazia dalla letteratura e dall'arte figurativa alla filosofia e alle scienze sociali. Luca D'Ascia ricostruisce tale background con mano sicura e imparziale ed assegna alla controversa figura del regista il posto che le spetta fra i "maîtres à penser" degli anni Sessanta e Settanta, mettendo l'accento sull'unità profonda fra la dimensione estetica e quella politica. I grandi complessi tematici dell'opera pasoliniana - il mito, il rito, il sogno, l'esperienza coinvolgente della diversità antropologica che si riflette nei numerosi frammenti di un mai concluso "poema sul Terzo Mondo" - vengono analizzati e riproposti all'attenzione di un pubblico non solo specialistico che continua opportunamente a interrogarsi sulle potenzialità di una letteratura e di una cinematografia impegnate e "impure".
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