Ponte alle Grazie
Il bene comune
di Patchett Ann
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 332
Una domenica pomeriggio, nella California del Sud, Bert Cousins si presenta senza invito alla festa per il battesimo della pic
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Il sogno del drago. Dodici settimane sul Cammino di Santiago da Torino a Finisterre
di Enrico Brizzi
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 318
Camminare è un modo di respirare e di conoscere, un ritmo con cui si sceglie di vivere, una trasformazione costante
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La bicicletta di Einstein
di Étienne Klein
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 192
Albert Einstein non è stato solo uno dei massimi scienziati della storia, è diventato una vera e propria icona
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Cambiare occhi toccare il cuore. Aforismi terapeutici
di Giorgio Nardone
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 160
A volte le parole paiono vuote, inutili, eccessive
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Disparità
di Zizek Slavoj
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 573
Che cos'è la disparità che dà il titolo a questo volume? Pressoché tutto: è la differenza presente già negli elementi primi de
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Lo splendore del nero. Filosofia di un non-colore
di Alain Badiou
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 105
Chi, durante l'infanzia, non ha fatto l'esperienza spaventosa di avanzare a tastoni nella notte nera? Alain Badiou, il più cel
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È giusto obbedire alla notte
di Matteo Nucci
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 363
Ai margini della Roma che tutti conosciamo, dove il Tevere crea un'ampia ansa prima di correre verso il mare, vivono uomini e
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Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile
di Isabella Guanzini
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 165
La tenerezza, quando è autentica, non sopporta facili definizioni: si insinua con delicata tenacia tra le grandi virtù civili
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Il mestiere dell'aria che vibra. Una visita guidata nei segreti della musica e dell'opera lirica
di Tutino Marco
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 254
Da piccolo, Marco Tutino ascolta Beethoven e Vivaldi in braccio al papà, da ragazzo ama i Beatles e i Rolling Stones (per non
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Speranza (senza ottimismo). Una guida filosofica
di Terry Eagleton
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 170
«Credo di non essere la persona più adatta a scrivere un libro sulla spe¬ranza: per me, il proverbiale bicchiere non solo è mezzo vuoto, ma con buona certezza contiene un liquido disgustoso e potenzialmente letale. La filosofia di alcuni è 'mangia, bevi, sii contento, perché do¬mani si muore', quella di altri, a me senza dubbio più congeniali, è 'domani si muore'». Eppure, sostiene il grande critico inglese Terry Eagleton, può davvero sperare proprio chi non è ottimista. L'autentica speranza non è allegria, non è idealismo: essa nasce da un coraggioso confronto con le difficoltà della vita, con le tragedie della storia. Solo questo confronto può portare la salvezza. E la riflessione cristiana - cui è dedicata una parte importante di questo libro - è fra i capisaldi di questo pensiero. Anche Shakespeare lo è; e Benjamin, e naturalmente Marx. Erudito e colloquiale al contempo, Terry Eagleton offre in questo saggio un esempio fulgido di come si possa coniugare profondità filosofica, vastità d'interessi e capacità di coinvolgere il lettore in un corpo a corpo, duro e fecondo, con sé stesso e con le proprie più radicate convinzioni. Un libro di sterminata intelligenza, capace di informare e commuovere, di piantare il seme di una speranza - sofferta ma vibrante - nelle macerie della modernità.
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Il più grande spettacolo del mondo. Botanica e immaginazione
di Richard Mabey
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 375
Cos'hanno in comune i possenti alberi millenari con i delicati fiori di campo, le conturbanti orchidee con il mais o il cotone che utilizziamo ogni giorno? Giganti dei boschi come il tasso e la quercia sono così densi di significati culturali e religiosi da racchiudere nei loro anelli "una genealogia spirituale" che ha più a che fare con la decifrazione di un simbolo che non con un quesito strettamente botanico. Altri protagonisti del mondo vegetale come cotone e mais intrecciano mito ed economia, mentre felci e ninfee parlano della bizzarria dei gusti e delle mode, fino al caso emblematico dell'orchidea, sintesi di fascino, esotismo e pruderie vittoriana, incarnazione floreale del prepotente colonialismo britannico. Il segreto di Mabey sta nel descrivere la vita delle piante nel suo legame inestricabile con l'habitat umano, e quindi con la cultura, l'economia, l'arte. In molti sensi, le piante non sono mai "semplici vittime, esseri passivi", ma protagoniste di un unico grande spettacolo che la natura mette in scena da millenni proprio sotto i nostri occhi. Perennemente in bilico tra scienza e romanticismo, nel suo viaggio Mabey si fa accompagnare da ricercatori di ogni epoca così come dalle voci incantate di Keats e Wordsworth: sguardi diversi, ma colpiti dal medesimo fascino e mossi da un'unica passione.
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