Quodlibet
Le radici del naturalismo. W.V. Quine tra eredità empirista e pragmatismo
di Giancarlo Zanet
editore: Quodlibet
pagine: 170
Il naturalismo filosofico è fra le alternative teoriche dominanti la filosofia contemporanea e trova nell'opera di W.V. Quine un ispiratore originale e profondamente influente. Il tentativo di ricostruire le radici del naturalismo è qui compiuto sia nel senso di una ricostruzione teorica della proposta naturalistica quineana, sia nel senso di una ricostruzione genealogica della sua matrice empirista e pragmatista che ne evidenzi e motivi le opzioni teoriche di fondo. Nell'interpretazione qui proposta il naturalismo attribuisce alla speculazione filosofica un ruolo critico rispetto alla scienza, in un approccio interdisciplinare di ampio respiro.
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Dieci inverni senza Fortini (1994-2004)
Atti delle Giornate di studio nel decennale della scomparsa (Siena, 14-16 ottobre 2004; Catania 9-10 dicembre 2004)
editore: Quodlibet
pagine: 464
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Ludwig Binswanger. Esperienza della soggettività e trascendenza dell'altro. I margini di un'esplorazione fenomenologico-psichiatrica
editore: Quodlibet
pagine: 814
Il significato dell'opera di Ludwig Binswanger (1881-1966) consiste nell'aver tradotto proficuamente, sul terreno della psichi
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La «vera politica». Kant e Benjamin: la possibilità della giustizia
di Tomba Massimiliano
editore: Quodlibet
pagine: 284
In un'epoca in cui riemerge con particolare forza la riflessione sul concetto di "guerra giusta", appare necessario riaprire l
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I bambini perduti. Il mito del ragazzo selvaggio da Kipling a Malouf
di Matteo Baraldi
editore: Quodlibet
pagine: 200
I "fanciulli selvaggi" incarnano la speranza di un impossibile ritorno alla natura, a una selvatichezza libera e incontrollata, e interpretano un mito che continua a parlare alle nostre coscienze. Il tema che questo saggio si propone di affrontare si concentra sul rapporto tra l'idea di feral child espressa da Kipling nel celeberrimo personaggio di Mowgli e quella che emerge nelle opere del narratore e poeta australiano David Malouf. Mowgli cela in sé un'idea di conciliazione, ma anche di violento contrasto tra la maturità inglese e l'infanzia indiana del suo autore, sintetizzate in una identità imperiale. Per contro la visione offerta da Malouf è quella di un puer in grado di destabilizzare, di mettere in discussione identità e ruoli imperiali acquisiti come inderogabili. Da un lato, quindi, si analizza un mito coloniale e, dall'altro, una sua sfuggente ed elusiva interpretazione postcoloniale. Matteo Baraldi collabora con il Centro Studi Omeoglotti dell'Università di Bologna occupandosi principalmente di letteratura e cultura australiana.
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«Agnostos theos». Il carteggio Spinoza-Oldenburg (1675-1676). Testo originale a fronte
di Proietti Omero
editore: Quodlibet
pagine: 264
Il volume si divide in tre parti: Il carteggio che Spinoza e Oldenburg tennero tra il 1675 e il 1676; presentato nel testo ori
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Cesare Brandi. Critica d'arte e filosofia
di Paolo D'Angelo
editore: Quodlibet
pagine: 149
Cesare Brandi è stato uno dei massimi teorici e storici dell'arte del Novecento. In questo volume viene ripercorsa tutta la sua opera teorica, senza trascurare però alcuni sguardi al lavoro di storico e critico delle arti, dai primi dialoghi sulle arti degli anni Cinquanta fino a "Teoria generale della critica" e ai dibattiti degli anni Settanta, fornendo una introduzione sintetica ma completa al pensiero di Brandi.
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Contro il simbolico. Dieci lezioni di filosofia
di Melandri Enzo
editore: Quodlibet
pagine: 309
Questo libro configura un percorso nei massimi temi di indagine del pensiero filosofico, al di là o prima di ogni contrapposiz
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La falsa libertà
di Lu Hsun
editore: Quodlibet
pagine: 420
I testi raccolti in questo volume, scritti tra il 1916 e il 1936, si situano in un periodo di profonde trasformazioni per la C
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Kafka
Pro e contro
di Anders Günther
editore: Quodlibet
pagine: 210
Questo saggio unifica linee interpretative solitamente separate, teologiche, estetiche e filosofico/politiche, esplorando quel
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La condanna. Testo tedesco a fronte
di Franz Kafka
editore: Quodlibet
pagine: 95
Una nuova traduzione di un testo che, come è riferito nei "Diari" e nelle lettere dell'autore, una tappa decisiva nella vita di Kafka, ormai cosciente di essere entrato nel mondo della scrittura che lascia intravedere come propria cifra fondamentale l'identità fra letteratura e vita. La "trama" è semplice ma oscura e crudele. Il giovane commerciante Georg Bendemann ha terminato di scrivere una lettera a un amico d'infanzia, in cui gli comunica il suo futuro matrimonio. Georg comunica la notizia al vecchio padre, ma il loro incontro si trasforma in una lotta mortale, al termine della quale il padre emette la sua sentenza di condanna: il figlio è un essere diabolico che con il progettato matrimonio ha profanato il ricordo della madre morta, tradito l'amico lontano e tentato di soggiogare il padre. Le interpretazioni tradizionali seguono tre vie: la biografica, influenzata dalla "Lettera al padre" (1919), secondo cui è la trasposizione narrativa del rapporto fra Kafka e il padre Hermann; la psicanalitica, secondo cui è una trasposizione del conflitto edipico; l'epocale, secondo cui riflette il conflitto generazionale e la "rivolta contro i padri" tipici dell'Espressionismo. Qui il commento suddivide il racconto in "scene" e lo ricostruisce in base alla lingua kafkiana, e lancia l'ipotesi secondo cui esso è la fusione allegorica e la variante di due racconti primari: la cacciata dall'Eden e il sacrificio di Isacco.
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