Sellerio Editore Palermo
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Processi verbali
di Federico De Roberto
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 164
Brevi e crudeli, queste novelle di De Roberto (pubblicate per la prima volta nel 1889) hanno conservata intatta la propria forza generazione dopo generazione di lettori. Tra questi, Vitaliano Brancati, per il quale erano "come drammi eschilei" grazie a "l'espressione nuda e semplicissima della potenza narrativa". Portando all'estremo le regole narrative dell'epoca, le storie di "Processi verbali" attingono a una violenta intensità che le stacca dal prodotto medio "verista" e le mantiene straordinariamente vivide e attuali.
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Dolopato ovvero il re e i sette sapienti
di Giovanni di Alta Selva
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 196
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Non voltarti
di Daphne Du Maurier
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 160
In questo racconto, da cui Nicholas Roeg trasse il film "A Venezia, un dicembre rosso shocking" con Donald Sutherland e Julie
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La crociera del rottame vagante
di Francis Scott Fitzgerald
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 92
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I delitti di via Medina-Sidonia
di Santo Piazzese
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 304
"I sani, buoni, misteriosi delitti, che gli mancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questo mondo. Quelli con un bel movente, quelli da scavarci dentro, come Maigret, come Marlowe, o - più realisticamente - come don Ciccio Ingravallo, per arrivare alla fine ai meccanismi elementari della psiche. Da noi, però, c'è la mafia che oscura tutto, e non concede a un detective brillante alcuna possibilità di uscire dalla routine". Ma il delitto, il duplice delitto, che insanguina Palermo, nei giorni del pieno scirocco, i giardini botanici, è di quelli sani buoni e misteriosi: senza mafia, radicato invece in una complicanza annosa di gelosie e inconfessabili colpe, in un ambiente di ozi e stranezze universitarie. Conduce l'indagine una specie di prototipo palermitano, colto e nullafacente, raffinato e sensuale, ironico e sentimentale, così simile - per chi conosce Palermo - a una versione sprovincializzata e moderna dei siciliani di cui diceva il principe Fabrizio del "Gattopardo" (o a un miscuglio meridionale di Marlowe e Philo Vance). Ed è questo suo senso metastorico di superiorità che gli permette di condurre l'indagine con la facilità, e la felicità, di chi insegue un ritmo.
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