Unicopli
La guerra sulla pelle. Servizi segreti, alleati e Resistenza nel racconto dell'agente ORI-OSS Ennio Tassinari
editore: Unicopli
pagine: 228
Nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale l'ORI, Organizzazione Resistenza Italiana, nonostante il ridotto numero di componenti, ebbe un ruolo straordinario nella campagna per la liberazione della penisola. Gli agenti ORI, inquadrati nei ranghi dell'OSS, il servizio segreto militare americano, operarono in territorio occupato dai tedeschi come ufficiali di collegamento con le formazioni partigiane. Questo libro-intervista a Ennio Tassinari, uno degli ultimi agenti superstiti, con un taglio divulgativo e autobiografico ma rigorosamente documentato, vuole dare un apporto utile a indagare e far conoscere al vasto pubblico questa organizzazione e il contributo che essa ha dato alla Lotta di Liberazione in Italia. Completa il volume un saggio storico di Marco Minardi, che, anche a seguito della consultazione di documenti inediti conservati presso gli archivi statunitensi, propone una lettura complessiva della genesi, degli obiettivi e delle azioni dell'ORI.
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Dei principi di diritto dell'ambiente
di Leonardo Salvemini
editore: Unicopli
pagine: 165
Il libro si propone di rafforzare l'autonomia scientifica del diritto dell'ambiente e quindi analizzare e riordinare le fonti normative. L'analisi parte da aspetti meramente storici per poi percorrere tutti i momenti internazionali che hanno rafforzato l'indipendenza del diritto dell'ambiente rispetto alle altre discipline giuridiche. Il raccordo comunitario e la riforma del titolo V hanno poi stabilizzato tale ricerca in un contesto di grande sensibilità sociale intorno alle problematiche ambientali. L'apporto giurisprudenziale ha rappresentato una fondamentale risorsa cui attingere per confermare la forza del diritto dell'ambiente e l'importanza che ha assunto nel quadro degli ordinamenti regionale, nazionale, comunitario ed internazionale.
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Frontiere attuali del gioco. Per una lettura pedagogica
di Romina Nesti
editore: Unicopli
pagine: 145
Si può vivere senza il gioco? No. Allora insegnare a giocare è anche insegnare a vivere. Ad agire per sé, per gratificare se stessi, per darsi un momento interno di pausa nell'agire-secondo-uno-scopo che si delinea come "festa". Allora al gioco va riconosciuta la forte, molto forte, valenza formativa. Per ciascuno e per tutti. Come gioco individuale e come gioco agito nella stessa società. Così va elaborata un'educazione al gioco, che ne valorizzi in pieno tutte le potenzialità. Al giocare in generale e alla varie tipologie di giochi. All'uso, e al significato, non semplice, del giocattolo. Ai videogiochi: che vanno conosciuti e sviluppati e via via anche culturalmente attraversati. Fino all'uso didattico del gioco: che non è ossimoro, bensì una scommessa sempre aperta e riaperta. A scuola, a casa, nella vita sociale.
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Non lo faccio più. La violenza di genere raccontata da chi la subisce e da chi la infligge
di Cristina Obber
editore: Unicopli
pagine: 91
"Ci sono film che rimangono con te anche se passano anni senza che tu ne parli. Fanno parte della tua vita. E un giorno, distrattamente, basta un soffio di vento a restituirtene la poesia, l'orrore, la malinconia. Sul volto di Sofia Loren ne 'La Ciociara' si respira tutta l'impotenza che trafigge una donna, e soprattutto una madre, dopo il dramma dello stupro. L'orrore del dopo, quando tutto è compiuto. Nessun rewind per ripartire da capo, per girare la scena con un nuovo 'Se..., Se non avessi fatto..., Se avessi detto..., Se avessi pensato che...' Quell'impotenza ce la portiamo addosso da sempre noi donne, esposte con i nostri corpi a divenire pezzi di carne su cui sfogare rabbia e frustrazioni. Quell'impotenza la sentiamo ogni volta che accendiamo la radio e ci dicono che un altro tizio ha abusato di un'altra lei, un'altra noi. Questo libro è il frutto di un momento di ribellione a quella impotenza." Così Cristina Obber spiega la necessità e l'urgenza di un lavoro come questo che, attraverso le storie di Veronica, Alessandro, Marco, ci fa conoscere la voci di chi la violenza l'ha subita e di chi l'ha inflitta.
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Una lingua che combatte. Tempo e utopia nell'opera di Penna, Caproni, Fortini e Sereni
di Andrea Masetti
editore: Unicopli
pagine: 144
Il titolo d'ascendenza fortiniana, allude anzitutto alla parola come strumento di azione e di lotta, ma lascia trasparire anche la dolorosa percezione del nulla che percorre le quattro vicende poetiche prese in esame: al centro vi è la relazione tra il tempo e il concetto di utopia ad esso collegato. Attraverso l'uso dei tempi verbali si registra da un lato un'azione nullificante, dall'altro le si oppone un al di là che, se non è salvezza, rappresenta almeno una possibilità alternativa al qui e ora. Così il presente e l'imperfetto di Penna stanno a significare una temporalità non conclusa, un continuo ripetersi del desiderio trattenuto sulla soglia della fine; il presente di Caproni, invece, dopo un'iniziale coincidenza con la poetica penniana, viene deviato dall'ingresso della Storia verso un futuro senza speranza; al contrario, Fortini rifiuta di ridurre il tempo all'hic et nunc e carica i propri versi d'attesa per una realtà che non è ancora; la poetica di Sereni, infine, è complementare a quella di Fortini e si fonda su una doppia temporalità: la prima legata al tempo storico, l'altra che va contro il tempo e contro la storia e che ipotizza un'altra dimensione dell'essere.
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L'identico o della differenza
di Alessandro Bosi
editore: Unicopli
pagine: 139
Costruito nel fortilizio della modernità classica, il pensiero identitario ha resistito ai numerosi attacchi critici portati dal Novecento. L'identico o della differenza tenta di aggredire il problema analizzando alcune situazioni per le quali prospetta vie d'uscita a partire dall'idea che le persone, i comportamenti e le cose non si presentano alla nostra attenzione per come sono (la pretesa identitaria) ma per il nesso che le lega nel viluppo di cui noi stessi siamo parte.
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La novella italiana (1860-1920)
editore: Unicopli
pagine: 176
La novella, genere costitutivo delle origini della letteratura italiana, dopo una lunga fase di crisi, conosce verso gli anni Sessanta dell'Ottocento una stagione di irripetibile creatività, favorita da un incremento dell'editoria, in particolare a Milano, dalla diffusione delle riviste e caratterizzata da diverse modalità stilistiche, a cominciare dall'estro della Scapigliatura. Con un saggio introduttivo storico-letterario e quattro capitoli antologici (con 18 novelle), il volume esplora questo momento unico nella storia della novella, attraversando le stagioni della Scapigliatura, del Verismo, del primo Decadentismo, fino agli esiti di De Roberto, D'Annunzio, Tozzi, Pirandello.
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Giuseppe Sergi e «la morale fondata sulla scienza». Degenerazione e perfezionamento razziale nel fondatore del Comitato italianao per gli studi di Eugenica
di Luca Tedesco
editore: Unicopli
pagine: 133
Studioso di una pluralità di discipline nella seconda metà dell'Ottocento, Sergi, tra i massimi antropologi positivisti tra Otto e Novecento e fondatore del movimento eugenetico italiano, le pose al servizio di una rifondazione razionale della società la cui integrità psico-fisica doveva essere salvaguardata attraverso un progetto di perfezionamento razziale e l'espunzione di ogni dimensione metafisica, segnatamente religiosa, che la società minacciava non meno della degenerazione biologica della razza. Se la drasticità delle misure prospettate da Sergi nei confronti dei 'tarati' irrecuperabili non fu accolta da quella latina nostrana, l'enfatizzazione sergiana della validità della profilassi fisica e morale, della medicina sociale preventiva, dell'assistenza materno-infantile e dell'educazione per i sani e per i deviati recuperabili sarebbe stata condivisa dalla nostra classe politica e medica, incline perlopiù ad accogliere il modello 'ambientalista-lamarckiano' piuttosto che quello 'determinista-mendeliano'. Il 'socio-ambientalismo' sergiano, così, avrebbe improntato nel nostro Paese il discorso sul perfezionamento razziale perlomeno fino agli anni Trenta del Novecento.
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Educazione degli adulti. Identità e sfide
di Elena Marescotti
editore: Unicopli
pagine: 205
Il saggio si compone di due parti, solidali l'una all'altra. La prima parte intende rispondere alla necessità di definire, sia pure e sempre provvisoriamente, l'identità dell'educazione degli adulti, focalizzandosi tanto sugli aspetti epistemologici che la considerano una pista di ricerca ineludibile della Scienza dell'educazione quanto sulle peculiarità del soggetto adulto, alla luce della sua permanente potenzialità educativa e teso alla significazione della sua autonomia, consapevolezza, intenzionalità, maturità e responsabilità. La seconda parte prende in esame alcune sfide, sostanziali ed epocali al tempo stesso, con cui l'educazione degli adulti è chiamata a confrontarsi: il raccordo con la scuola, la formazione lavorativa, la gestione del tempo libero, le problematiche della disabilità e dell'età senile. Dalla riflessione condotta emerge un quadro complesso, irto di ostacoli, ma anche e soprattutto un'indiscussa valorizzazione dell'educazione - del suo senso e delle sue finalità - come costante compagna dell'essere umano in tutti i suoi tentativi di interpretazione e di trasformazione migliorativa del mondo in cui vive.
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L'impresa nell'era della convergenza
Da emittente di messaggi a nodo di conversazioni
editore: Unicopli
pagine: 240
Il mondo è cambiato, è diventato sempre più piccolo e piatto, grazie al progresso tecnologico, ai social network, alla disponi
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