Einaudi: Collezione di teatro
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L'ingannatore di Siviglia
di Tirso de Molina
editore: Einaudi
pagine: 151
Personaggio tra i più celebri della letteratura universale, che riceverà la sua consacrazione definitiva e la sua espressione
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Carta cantaZitti tutti! In fondo a destra
di Baldini Raffaello
editore: Einaudi
pagine: 151
Tre monologhi di Raffaello Baldini: i primi due in dialetto romagnolo (con traduzione a fronte), il terzo in italiano
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La vita ferma. L'origine del mondo
di Lucia Calamaro
editore: Einaudi
pagine: 153
Simona è morta ma non ha nessuna intenzione di svanire e di essere dimenticata da suo marito e da sua figlia
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La discesa da Mount Morgan
di Arthur Miller
editore: Einaudi
pagine: 92
Un prospero assicuratore, dopo un pauroso incidente, si risveglia all'ospedale con due mogli al suo capezzale, ciascuna ignara
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Quasi una serata. Tre atti unici
di Coen Ethan
editore: Einaudi
pagine: 75
Le sceneggiature le scrive sempre col fratello Joel, i testi per il teatro invece Ethan li scrive da solo
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Una notte in Tunisia
di Vitaliano Trevisan
editore: Einaudi
pagine: 98
Il signor X è un noto politico italiano «in esilio volontario» ad Hammamet. Gravemente ammalato, è stato abbandonato da tutti; sono con lui solo la moglie, l'inseparabile Cecchin (autista, segretario e servo tuttofare) e, ospite inatteso, suo fratello XX, medico venuto a verificare le cartelle cliniche dei medici tunisini, che non lasciano speranze sulla prognosi di X. Il malato ha un carattere difficile, odia tutti e non sopporta nessuno, tranne Cecchin. Odia soprattutto gli italiani che l'hanno tradito e scrive memorie e proclami di rivincita postuma. Ma un sogno e la visita del fratello gli fanno balenare un'idea. Se non ha evitato l'esilio forse, con un'ultima trovata, potrà evitare la morte.
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Non tutto è risolto
di Valeri Franca
editore: Einaudi
pagine: 39
Una vecchia signora con un lungo e molto vario passato, sempre in bilico tra realtà e finzione, e una segretaria viceversa oss
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Due monologhi
di Vitaliano Trevisan
editore: Einaudi
pagine: 54
L'ambiguità, la ferocia, la banalità, il dolore, la solitudine. Il teatro di Vitaliano Trevisan dà voce a personaggi forse perversi, talvolta paranoici, ossessionati da una presenza che scompagina la vita (come quella del figlio non voluto in "Oscillazioni") oppure soggiogati da un'assenza traumatica (come quella del compagno suicida in "Solo RPT"). Ma in gioco, in definitiva, ci sono la presenza e l'assenza di sé, il ritrovarsi o il perdersi nelle proprie autorappresentazioni, consolatorie o masochiste che siano. La vena dell'autore è intimamente tragica, ma di un tragico scarnificato, essenziale, senza alcuna enfasi. Con dei finali sospesi, in entrambi i casi, che lasciano aperte delle porte, anzi delle finestre, da cui i personaggi (e gli spettatori metaforicamente) si possono buttare oppure no.
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Anfitrione
di Molie`re
editore: Einaudi
pagine: 82
L'"Anfitrione" di Plauto è la commedia degli equivoci e degli scambi di identità per eccellenza
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Viaggio alla fine del millennio. Libretto d'opera
di Abraham Yehoshua
editore: Einaudi
pagine: 52
"Negli ultimi anni sono diventato un appassionato di opera. Con l'avanzare dell'età lo spirito richiede un nutrimento più ricco. Curare l'adattamento di Viaggio alla fine del millennio a opera lirica mi avrebbe dato l'opportunità di dispiegare le ali della "poesia medievale", di trasformarla in canto vero e proprio. Così, malgrado non avessi mai curato la trasposizione di una mia opera in un'altra forma d'arte, e mai naturalmente mi fossi cimentato nella stesura di un libretto operistico, chiesi alla direzione del teatro dell'Opera israeliano di inviarmi quanti più esempi di libretti di opere famose e cominciai subito a contare le righe per sapere quanto fosse necessario dilungarmi" (Abraham B. Yehoshua).
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La folle giornata o Il matrimonio di Figaro
di P. Augustin de Beaumarchais
editore: Einaudi
pagine: 174
"La Folle Journée ou le Mariage de Figaro" è uno dei capolavori del teatro mondiale di tutti i tempi. Scritta nel 1778, la pièce di Beaumarchais dovette superare molti problemi di censura prima di essere rappresentata nel 1784. E fu un successo travolgente. Il conte e la contessa di Almaviva, Figaro e Susanna sono diventati una doppia coppia indimenticabile, riutilizzata pochi anni dopo da Da Ponte per le "Nozze di Figaro" mozartiane. Questa nuova edizione presenta, con alcune modifiche, la recentissima traduzione che Valerio Magrelli ha scritto per lo spettacolo andato in scena nel 2007, prodotto dal teatro Stabile di Torino, dal Teatro Due di Parma e dal Teatro di Roma, per la regia di Claudio Longhi. Nella sua versione Magrelli riesce a restituire appieno il tono della satira sociale e il divertimento puro condensato nei fulminanti giochi verbali di Beaumarchais. E si cimenta da par suo a riprodurre le parti originariamente in versi, che talvolta le precedenti traduzioni sopprimevano o rendevano in prosa.
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