Libri di Carlo Bernardini
Che cos'è una legge fisica. Dall'esperienza alla teoria, senso comune, astrazione e realtà
di Carlo Bernardini
editore: Editori Riuniti Univ. Press
pagine: 139
La leggenda vuole che Newton, stando seduto a pensare sotto un albero di mele, ricevesse un frutto sulla testa; e che, invece del bernoccolo, gli venisse l'idea giusta, attraverso una domanda ben formulata: "Come mai questa mela mi cade sulla testa e invece la Luna non cade affatto sulla Terra?". Vero o falso che sia questo aneddoto, una nipote di Newton lo raccontò all'illuminista francese Francois-Marie Arouet Voltaire (1694-1778), il quale lo diffuse e lo rese popolarissimo. Il famoso melo era oggetto di visite, nella campagna in cui Newton si era rifugiato nel 1665 per sfuggire alla peste che infuriava a Londra; nel 1820, l'albero morì e il tronco fu fatto a pezzi, che divennero reliquie. Ma diciamo che se a uno di noi fossero caduti in testa i frutti di un intero albero, non avrebbero prodotto lo stesso effetto... Lo stesso Newton era cosciente dell'apparente occasionalità di molti pensieri, anche scientifici, quando scriveva: "lo non so come il mondo mi giudicherà, ma io, a me stesso, faccio l'effetto di un bambino che gioca in riva al mare, divertendosi a raccogliere ora una pietra più levigata, ora una conchiglia più brillante, mentre l'oceano sconfinato della verità si estende inesplorato davanti a lui".
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Prima lezione di fisica
di Carlo Bernardini
editore: Laterza
pagine: 146
Di cosa si occupa la fisica? Il quesito è di quelli da far tremare le vene ai polsi, ma Carlo Bernardini non ha esitazioni nell'affermare che "la domanda è sempre una forma embrionale di ricerca e ne costituisce una buona premessa, e dunque i bravi docenti sono ben contenti di ricevere buone domande e temono, semmai, che di domande non ce ne siano abbastanza". Per capire la fisica, infatti, prerequisito essenziale è la disponibilità ad allontanarsi dal senso comune e a navigare in qualche oceano dell'astrazione, farsi venire delle curiosità, provare a formulare domande pertinenti e 'osare' chiedere spiegazioni. La fisica è una scienza sperimentale. Questo significa che al fisico è richiesta una forma tutta particolare di intuizione e l'intuizione ha un che di miracoloso: c'è una semplice domanda, "perché?", che ronza nella testa, impossibile da scacciare. Finché appare come un lampo la risposta e l'interrogativo, si placa. In sostanza, 'capire la fisica' vuol dire capire che è possibile usare forme razionali di pensiero per risolvere problemi sempre più generali della conoscenza del mondo. Si tratta di un vero e proprio allenamento della mente all'elasticità, il cui scopo unico è misurare il presunto contenitore che si chiama "universo".
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Che cos'è una legge fisica. Dall'esperienza alla teoria, senso comune, astrazione e realtà
di Carlo Bernardini
editore: Editori Riuniti
pagine: 138
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Fisica vissuta
di Carlo Bernardini
editore: Codice
pagine: 144
In "Fisica vissuta" Carlo Bernardini ripercorre, con piglio narrativo ironico, le tappe della sua vita, vissuta con la passion
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Le idee geniali. Brevi storie di scienziati eccellenti
editore: Dedalo
pagine: 148
Senza voler fornire rigide quanto insoddisfacenti definizioni di cosa sia il genio, gli autori di questo libro, scienziati e studiosi di mestiere, scelgono di "raccontare" storie di matematici, fisici, chimici, biologi eccellenti, che con le opere del loro ingegno hanno modificato la descrizione della realtà e la nostra visione del mondo. Tra le altre, si ripercorrono le storie di Archimede, Eratostene, Galileo, Newton, Marie Curie, Einstein, Fermi.
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Contare e raccontare. Dialogo sulle due culture
editore: Laterza
pagine: 150
La cultura scientifica e la cultura umanistica si dividono il sapere dell'uomo fin da quando i primi popoli civili presero a scrivere e a far di conto. A volte alleati, a volte nemici, scienziati e umanisti hanno esercitato la loro influenza nella scuola, nell'università, nei giornali, nella formazione della classe colta e dei cittadini in generale. In questo "pamphlet" la disputa viene rievocata citando Benedetto Croce come Albert Einstein, Cicerone e Galileo, Darwin e Stevenson in una girandola di aneddoti, ricordi, notazioni. Tantissime le questioni da affrontare, tra cui: serve a qualcosa il latino? I numeri sono più belli delle parole? Come rendere piacevoli le formule matematiche e rigorose le proposizioni discorsive?
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