Libri di Carmelo Bene
Opere. Con l'autografia d'un ritratto
di Carmelo Bene
editore: La nave di Teseo
pagine: 1104
In questo volume: Autografia d'un ritratto, Lorenzaccio, Nostra Signora dei Turchi, Credito italiano V
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Si può solo dire nulla. Interviste
di Carmelo Bene
editore: Il Saggiatore
pagine: 1736
"Si può solo dire nulla" è la raccolta definitiva delle interviste di Carmelo Bene
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Ho sognato di vivere! Poesie giovanili
di Carmelo Bene
editore: Bompiani
pagine: 104
Scritte tra il 1950 e il 1958, custodite tra i documenti di famiglia, riportate alla luce dal nipote Stefano De Mattia, le poe
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Discorso su due piedi (il calcio)
editore: La nave di teseo
pagine: 128
«Discorso su due piedi» è la trascrizione e adattamento di una conversazione avvenuta in un pomeriggio di fine marzo 1998 tra
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Contro il cinema
di Carmelo Bene
editore: Minimum fax
pagine: 198
Carmelo Bene (1937-2002) non è stato soltanto la figura più straordinaria del teatro italiano
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Sovrapposizioni. «Riccardo III» di Carmelo Bene. «Un manifesto di meno» di Gilles
editore: Quodlibet
pagine: 146
"È come se ci fossero due operazioni opposte. Da un lato si eleva a 'maggiore': di un pensiero si fa una dottrina, di un modo di vivere si fa una cultura, di un avvenimento si fa Storia. Si pretende così riconoscere e ammirare, ma, in effetti, si normalizza. Succede lo stesso per i contadini delle Puglie, secondo Carmelo Bene: si può dar loro teatro, cinema e persino televisione. Non si tratta di rimpiangere i bei tempi andati, ma d'essere sgomenti di fronte all'operazione che subiscono, l'innesto, il trapianto fatto alle loro spalle per normalizzarli. Sono divenuti maggiori. Allora, operazione per operazione, chirurgia contro chirurgia, si può concepire l'inverso: in che modo 'minorare' (termine usato dai matematici), in che modo imporre un trattamento minore o di minorazione, per sprigionare dei divenire contro la Storia, delle vite contro la cultura, dei pensieri contro la dottrina, delle grazie o delle disgrazie contro il dogma?." (Dal testo di Gilles Deleuze)
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Un dio assente. Monologo a due voci sul teatro. CD Audio
editore: Medusa Edizioni
In queste conversazioni prende forma un singolare "monologo" a due voci irriverente e fuori dai denti. Due coetanei, diversi per indole e per carattere, ma legati dalla comune passione per il teatro, s'incontrano, una sera d'inverno nel 1988, prima di una "prima" (quella della Cena delle beffe di Sem Benelli) e discutono a ruota libera davanti a un registratore. Il più irrequieto personaggio del teatro italiano, Carmelo Bene, si abbandona a una riflessione fluente e aperta. È un Carmelo Bene che sorprende, per acume e rigore, quello che esce da queste conversazioni inedite, riemerse dall'archivio di Umberto Artioli dopo la sua morte; parole che hanno, per il tono profetico tipico delle illuminazioni, un sapore quasi testamentario.
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Nostra signora dei Turchi
di Carmelo Bene
editore: Bompiani
pagine: 141
"Simulacro della voce narrante, nostra Signora dei Turchi si ricongiunge all'orale come corpo minerale della lingua e come edi
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Sovrapposizioni. «Riccardo III» di Carmelo Bene. «Un manifesto di meno» di Gilles
editore: Quodlibet
pagine: 128
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Si può solo dire nulla. Interviste
di Carmelo Bene
editore: Il saggiatore
pagine: 1736
"Si può solo dire nulla" è la raccolta definitiva delle interviste di Carmelo Bene
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Cos'è il teatro?! La lezione di un genio
di Carmelo Bene
editore: Marsilio
pagine: 107
Il ciclo di lezioni sul teatro che Carmelo Bene ha tenuto nel 1990 al Palazzo delle Esposizioni di Roma costituisce un esempio
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Sono apparso alla Madonna
di Carmelo Bene
editore: Bompiani
pagine: 159
"Sono apparso alla Madonna è l'esperienza e la frase che Carmelo ha scelto come titolo e come vertice della sua prima autobiografia. Una frase che non ha mai amato ripetere - lui che amava repertoriare e ribadire le sue battute migliori - ma che tutti invece ripetono quando pensano a Carmelo. La ripetono avversari o complici - è lo stesso - come fosse il massimo della provocazione o della dissacrazione, spesso dimenticandosi (gli uni e gli altri) che Carmelo è sì il campione teatrale della libertà ma anche il maestro della verità del teatro. E in verità e in teatro non ha senso ripetere una frase come quella, poiché 'sono apparso alla Madonna' non è mai stato un dire ma un fare di Carmelo Bene, un evento che ha segnato il corpo del suo attore e il corpus delle sue opere: apparire alla Madonna è diventato complemento della sua grazia e compimento del suo genio." (Dalla Postfazione di Piergiorgio Giacché)
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