Libri di Cecilia Penati
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La nuova fabbrica dei sogni. Miti e riti delle serie tv americane
editore: Il saggiatore
pagine: 238
Da quindici anni Aldo Grasso ci ricorda una verità semplice eppure rivoluzionaria: le serie televisive americane sono i prodotti artistici che più hanno plasmato l'immaginario collettivo contemporaneo. Che mostrino gli abissi morali in cui può sprofondare un frustrato professore malato di cancro o la dolorosa impossibilità di un pubblicitario newyorkese di sfuggire alle menzogne patinate che confeziona ogni giorno; che raccontino le turbolente vicende sentimentali di una giovane dottoressa alle prime armi, o l'epopea, deflagrata in infinite dimensioni parallele, dei sopravvissuti a un disastro aereo, le serie tv hanno saputo dare forma ai desideri e agli incubi che popolano il reale. E ci hanno reso dipendenti. Nella "Nuova fabbrica dei sogni", Aldo Grasso e Cecilia Penati accolgono la sfida a cartografare la galassia delle serie televisive - dai Soprano a The Wire, da House of Cards a The Walking Dead, dal Trono di spade a Breaking Bad - passando per i personaggi più iconici, i colpi di scena più plateali, e soprattutto per i nuovi demiurghi dell'immaginario, gli showrunner, che accentrano ogni aspetto della produzione artistica. La nuova fabbrica dei sogni-quella che, grazie a Don Draper e Tyrion Lannister, Dale Cooper e Rusty Cole, ha ormai soppiantato Hollywood - non è solo una guida per chiunque voglia affacciarsi al mondo delle serie tv, ma una ricognizione attenta, in cui anche gli appassionati di lungo corso scopriranno nuova linfa per le loro "ossessioni seriali".
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La tv delle donne. Brand, programmi e pubblici
editore: Unicopli
pagine: 150
La tv italiana sta attraversando un processo di profonda trasformazione: nel nuovo scenario di abbondanza dell'offerta reso possibile dal digitale, uno dei fenomeni più interessanti è quello dei numerosi canali esplicitamente indirizzati a un target femminile, spesso centrati su generi come il lifestyle e il factual entertainment. Da Real Time a La5, da Lei a La7d, da Diva Universal a Fox Life, i canali "femminili" hanno rappresentato per i broadcaster una scelta industriale strategica e spesso di successo. Riallacciandosi a un dibattito internazionale che sta riacquisendo sempre più vigore entro i television studies, ovvero il rapporto tra tv e gender, il libro rappresenta la prima riflessione compiuta sull'universo italiano dei canali femminili digitali, che il volume affronta provando a rispondere ad alcune domande chiave: quale processo storico e quali logiche industriali hanno condotto all'attuale scenario della "tv per le donne", fra innovazione e tradizione? Quali sono i generi televisivi e le forme testuali di riferimento? Quali i profili di pubblico, le percezioni e i percorsi di visione dentro al mondo della tv "al femminile"?
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Il focolare elettronico
Televisione italiana delle origini e culture di visione
di Cecilia Penati
editore: Vita e pensiero
pagine: 222
Alla metà degli anni Cinquanta, la televisione
fa il suo ingresso nelle case degli italiani accolta
da un clima ambivalente, sospeso fra toni
miracolistici d’entusiasmo e sentimenti di diffidenza
e sospetto. La percezione netta era
quella di un cambiamento di portata epocale
proprio perché coinvolgeva lo spazio intimo e
privato della casa. Attraverso l’analisi di un
composito mosaico di fonti, che va dall’iconografia
pubblicitaria dell’epoca ai discorsi conservati
nella stampa popolare, dai primi quiz
della Rai alle testimonianze dei primi spettatori
televisivi, Cecilia Penati ricostruisce la storia
culturale della diffusione domestica della televisione
in Italia nel periodo di istituzionalizzazione
del medium. Portando un contributo italiano
a una tradizione ben radicata nel panorama
dei Television Studies internazionali, con
cui costruisce un costante dialogo, Il focolare
elettronico documenta come il percorso storico
di ambientamento della televisione nella
sua ‘nicchia’ per eccellenza, lo spazio domestico,
sia stato più tortuoso e meno scontato di
quanto si potrebbe pensare. Il libro esplora le
principali ‘culture di visione’ che hanno caratterizzato
la fase ‘archeologica’ del medium,
approfondendo le ritualità legate a una fruizione
altamente partecipativa e collettiva nei luoghi
pubblici, ricostruendo gli interventi della
Rai e dei marchi di elettronica di consumo per
definire il televisore come oggetto domestico,
raccontando le trasformazioni impresse ai
modi di concepire lo spazio della casa dalla
presenza del nuovo mezzo di comunicazione.
Elettrodomestico, oggetto di design, prodigio
tecnologico; diverse immagini emergono in
controluce: un moderno focolare capace di riunire
di nuovo la famiglia dopo gli anni della
guerra, una ‘risorsa sociale’ capace di dare vita
a nuove forme di interazione e aggregazione,
una finestra conturbante destinata a trasferire
in casa il ‘mondo là fuori’, esponendone lo spazio
protetto ai fantasmi sociali più inquietanti.
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