Libri di Eugenio Di Rienzo
Un'altra Resistenza. La diplomazia italiana dopo l'8 settembre 1943
di Eugenio Di Rienzo
editore: Rubbettino
pagine: 264
L'8 settembre 1943 segnò una svolta drammatica per l'Italia
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L'ora delle decisioni irrevocabili. Come l'Italia entrò nella seconda guerra mondiale
di Eugenio Di Rienzo
editore: Rubbettino
pagine: 240
L'alleanza tra Italia fascista e Germania nazista costituisce ancora oggi un enigma storiografico
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Sotto altra bandiera. Antifascisti italiani al servizio di Churchill
di Eugenio Di Rienzo
editore: Neri Pozza
pagine: 400
Questa è una storia di passioni, di slanci generosi ma anche di inganni, di doppi giochi, di rivalità intestine, di tradimenti
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D'Annunzio diplomatico e l'impresa di Fiume
di Eugenio Di Rienzo
editore: Rubbettino
pagine: 928
Durante i 16 mesi dell'impresa di Fiume, D'Annunzio sviluppò un'intensa attività diplomatica volta a contrastare la reazione d
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Benedetto Croce. Gli anni del fascismo
di Eugenio Di Rienzo
editore: Rubbettino
pagine: 220
Molto si insiste ancora sulla validità della definizione del fascismo come breve e transeunte «parentesi» della vita politica
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Benedetto Croce. Gli anni dello scontento (1943-1948)
di Eugenio Di Rienzo
editore: Rubbettino
pagine: 178
Dalla metà degli anni Ottanta si è costruita una posticcia «casa comune», dove il pensiero e l'azione di Croce coesisteva armo
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Giuseppe Galasso storico e maestro
di Eugenio Di Rienzo
editore: Dante Alighieri
Giuseppe Galasso è stato un amico che fu molto vicino alla «Nuova Rivista Storica»
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Ciano. Vita pubblica e privata del «genero di regime» nell'Italia del Ventennio nero
di Eugenio Di Rienzo
editore: Salerno Editrice
pagine: 699
Questa ricostruzione biografica si basa su una ricca documentazione inedita proveniente dagli archivi italiani, vaticani, brit
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Il conflitto russo-ucraino. Geopolitica del nuovo (dis)ordine mondiale
di Eugenio Di Rienzo
editore: Rubbettino
pagine: 104
Il recente colpo di Stato di Kiev è stato l'ultimo atto di una strategia messa in atto per spingere l'Ucraina nella Nato e quindi per preparare il terreno alla definitiva disintegrazione della Russia come Grande Potenza. Dopo aver assistito a questo tentativo di minare le basi geostrategiche della sicurezza russa, Putin è tornato con maggior forza a promuovere un'azione in grado di ricostituire la sfera d'influenza di Mosca nelle regioni dell'ex Unione Sovietica e di dimostrare alla comunità internazionale che l'"Orso russo" possiede ancora artigli forti che gli consentono di tenere a bada i suoi avversari. Sfidando la Russia nel suo cortile di casa l'Occidente ha dato il via a una crisi globale destinata a minare per i prossimi anni la possibilità di costruire un pacifico ordine mondiale.
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Afghanistan. Il grande gioco 1914-1947
di Eugenio Di Rienzo
editore: Salerno
pagine: 160
Per la sua eccezionale posizione geopolitica di crocevia dell'Asia e di ponte naturale tra Medio Oriente e Subcontinente indiano, l'Afghanistan fu sempre terra di conquista e di competizione politica. Dal 1813 al 1907 le montagne e gli aridi altopiani afghani divennero la scacchiera del Great Game, un conflitto a "bassa intensità" combattuto prevalentemente con le armi dello spionaggio, dell'intrigo e della corruzione da militari e agenti segreti inviati da Londra e da San Pietroburgo, la cui posta era costituita dal possesso del "gioiello" del British Empire (l'India). Il tuono dei "cannoni d'agosto" del 1914 diede il via alla Grande Guerra e segnò l'inizio di una nuova versione del "Grande Gioco". Negli anni Trenta del Novecento furono il Terzo Reich, l'Unione Sovietica e l'Italia fascista ad attuare una penetrazione in Afghanistan che doveva consegnare nelle mani di Hitler, Stalin e Mussolini l'avamposto da cui far partire l'avanzata delle tre dittature verso l'Asia meridionale. Dopo il decennio dell'occupazione sovietica, il regime teocratico talebano, l'invasione statunitense del 2001, la partita continua ancora oggi nell'area che è stata definita il "Grande Scacchiere" dove si deciderà il conflitto per la supremazia globale.
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Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee. 1830-1861
di Eugenio Di Rienzo
editore: Rubbettino
pagine: 229
Il Regno delle due Sicilie terminò la sua esistenza a seguito di un processo di decomposizione interna accelerato dal moto risorgimentale che portò all'unificazione del nostro paese? Oppure a provocare il crollo del regime borbonico fu decisiva la pressione delle grandi "Potenze marittime" (Francia e Inghilterra) che, dalla metà del XIX secolo, tentarono di trasformare il Mezzogiorno in una colonia economica e in un avamposto strategico funzionale alla loro strategia mediterranea? Il volume di Eugenio Di Rienzo risponde a questi interrogativi, alla luce di una documentazione inedita, proveniente dagli archivi diplomatici francesi, inglesi, austriaci, russi, spagnoli, analizzando la lunga agonia del Regno di Napoli in una durata che va dal conflitto commerciale ingaggiato con la Gran Bretagna nel 1840, ai riflessi internazionali della rivoluzione del 1848, alla Guerra di Crimea, alla distruzione del vecchio equilibrio europeo successiva alla presa di potere di Napoleone III. Senza nessuna nostalgia neoborbonica ma con una grande attenzione ai problemi della storia presente, questo saggio suggerisce inoltre che la stessa debolezza geopolitica, che determinò il crollo del "Piccolo Stato" napoletano, avrebbe condizionato, fino ai nostri giorni, il destino della "Media Potenza" italiana nel segno di un passato destinato a non passare.
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Il diritto delle armi. Guerra e politica nell'Europa moderna
di Eugenio Di Rienzo
editore: Franco Angeli
pagine: 256
Uno studio che, con riferimento all'arco di tempo che va dalla pace di Westfalia al 1815, analizza alcuni snodi problematici del lessico politico dell'età moderna: il contrasto tra la teoria della guerra giusta e quella della guerra legittima; il ritorno al bellum iustum nella sua duplice versione di guerra "controrivoluzionaria" e "rivoluzionaria" che avrebbe condizionato il pensiero politico dal 1789 fino ai conflitti del XX secolo; la definizione di guerra civile, con la sua variante di guerra "partigiana", individuabile già a partire dal tramonto del XVIII secolo. Il perdurare della teoria della "guerra piratica", intesa come indiscriminato ricorso alla forza, contro tutti quei soggetti che si ponevano al di fuori dello jus gentium europeo.
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