Libri di Fulvio Carmagnola
Essere e gadget. La macchina del sentire
di Fulvio Carmagnola
editore: Meltemi
pagine: 164
Sentire è "disporre delle facoltà dei sensi"
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L'anima e il campo. La produzione del sentire
di Fulvio Carmagnola
editore: Mimesis
pagine: 174
Anima è un'antica parola per indicare ciò che nella cultura occidentale sta alle spalle del soggetto, un'entità che sente, titolare di aisthesis e matrice dell'estetico. Oggi però, dopo il soggetto moderno, il sentire dell'aisthesis non è solo una premessa o la prima tappa della soggettivazione ma piuttosto ciò che ne rimane: un resto o un movimento di fuga. Come pensare l'anima oggi? Oltre l'Estetica come filosofia dell'arte, si tratta di descrivere i caratteri del campo estetico, l'esterno che affetta l'anima: uno spazio sociale dove operano specifici meccanismi di produzione che ci fanno sentire. L'anima: un effetto o una perturbazione del campo.
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Dispositivo. Da Foucault al gadget
di Fulvio Carmagnola
editore: Mimesis
pagine: 78
L'uso della nozione di dispositivo nel corso degli ultimi decenni ha rivelato una singolare fecondità. A partire dall'opera di Michel Foucault, la sua densità ha reso possibili molteplici declinazioni che il presente lavoro ripercorre: da Gilles Deleuze a Jean-François Lyotard a Giorgio Agamben. Essa risuona in altre riflessioni filosofiche ma la sua influenza si estende a campi disciplinari diversi, come la ricerca pedagogica e antropologica. Si tratta dunque di una parola chiave non solo per comprendere l'opera del pensatore francese, ma anche per interpretare alcune significative derive del sapere contemporaneo. È possibile però anche un uso ulteriore, una specifica declinazione estetica. Che cosa può significare la presenza di un dispositivo estetico nella vita contemporanea? In questa chiave, la parola può essere accostata a un altro termine, che ha una presenza incisiva nel pensiero di Jacques Lacan: il gadget. Forse proprio attraverso il gadget si mostra oggi nel modo più vistoso l'efficacia del dispositivo estetico nell'immaginario contemporaneo.
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Abbagliati e confusi. Una discussione sull'etica delle immagini
di Fulvio Carmagnola
editore: Marinotti
pagine: 150
Siamo abbagliati e confusi dal bombardamento di immagini cui tutti noi veniamo oggi sottoposti: le immagini in movimento sugli schermi-video della televisione o quelle dei computer, ma anche quelle che rimbalzano e si imprimono nella retina del cittadino, del consumatore di merci e di segni, là fuori. Si tratta di tracciare prima di tutto la genesi del mondo dell'immaginario contemporaneo e i suoi effetti: chi ha portato per primo il berretto al contrario, un anonimo ispanico del ghetto o il personaggio di un telefilm? La televisione copia i serial killer o accade il contrario? Due fidanzati si baciano sulla panchina come per la prima volta o riproducono la posa di un codice? Da dove viene quel potere di desiderare che le immagini portano e producono? L'etica delle immagini pone quindi la questione del comportamento o della pratica che un soggetto (un individuo) deve o dovrebbe avere rispetto alle immagini. La domanda dell'etica - come devo agire? - è posta in questo volume a partire dalla discussione delle posizioni estreme di Slavoj Zizek, che più di altri pensatori del nostro tempo ha posto la questione con riferimento al mondo dei media, della vita quotidiana e della politica.
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Sinopsis. Introduzione all'educazione estetica
editore: Guerini e associati
pagine: 223
Educare all'estetica ha a che fare in primo luogo con l'educazione al gusto, ossia alla comprensione con spirito critico delle forme d'arte del nostro tempo. Per i due autori, perciò, si educa all'estetica non richiamando noiose rassegne filosofiche, ma entrando nel merito di ciò che - soprattutto nel secolo scorso - è stato prodotto a livello artistico inteso nel suo senso più ampio: dalla pittura alla fotografia, dai cartoni animati alla pubblicità, dal design ai fumetti.
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Merci di culto. Ipermerce e società mediale
editore: Castelvecchi
pagine: 250
Il libro esplora il mondo dell'"ipermerce", un universo al suo massimo grado di condensazione costituito da eventi, personaggi, oggetti di consumo a cui viene attribuito un particolare significato culturale. In alcune merci è infatti racchiusa una forza comunicativa, una potenza simbolica che va ben oltre il loro semplice contenuto utilitario. Davanti alle "merci di culto" crollano parametri, come quello di valore d'uso, fino a poco tempo fa ritenuti indispensabili per valutare il mondo dei consumi. Una moto non sarà allora più solo un mezzo di trasporto, un particolare orologio non servirà semplicemente a segnare il tempo. In questo regno la merce è molto più che se stessa: in essa convergono un'infinità di interessi e suggestioni collettive.
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