Libri di Gianni Oliva
La prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l'unità d'Italia
di Gianni Oliva
editore: Mondadori
pagine: 228
Dopo l'Unità d'Italia, il Mezzogiorno precipita in una sanguinosa guerra civile
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La Resistenza. Dall'armistizio alla liberazione
di Gianni Oliva
editore: Giunti Editore
pagine: 160
Tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 molti italiani combatterono per la prima volta in un conflitto per libera scelta
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Il tesoro dei vinti. Il mistero dell'oro di Dongo
di Gianni Oliva
editore: Mondadori
pagine: 232
Dongo, 27 aprile 1945, è una mattina livida e piovosa, quando Mussolini e i gerarchi in fuga vengono fermati dai partigiani de
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Mussolini 1945: la fine del fascismo. Immagini di un dittatore, dalle origini alla caduta del regime
di Gianni Oliva
editore: Edizioni del capricorno
pagine: 143
Sabato 28 aprile 1945: a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, viene giustiziato Benito Mussolini. Al suo fianco, Claretta Petacci condivide la sorte dell'ormai ex Duce degli italiani. Il giorno seguente, i loro corpi vengono esposti e oltraggiati da una folla immensa in piazzale Loreto, a Milano, in un macabro e primordiale rituale che distrugge simbolicamente il mito del regime. Con esso s'infrangono i silenzi e le complicità di un intero Paese, coinvolto per oltre vent'anni nelle vicende di una dittatura spesso feroce, ma capace come mai prima di penetrare in profondità nell'immaginario collettivo della nazione. Attraverso una straordinaria sequenza di fotografie tratte dagli archivi ANSA e dei suoi partner, il volume, come in un flashback, ripercorre la storia personale e politica di Mussolini: dalle origini socialiste alla marcia su Roma, dalla creazione del regime attraverso la manipolazione del consenso alla costruzione del mito dell'Impero, dalla barbarie delle leggi razziali ai disastri della guerra, fino al drammatico, scomposto, crepuscolare epilogo di Salò. Cruda, tragica, senza compiacenze: la cronaca per immagini del Ventennio, il cuore di tenebra della storia d'Italia.
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Alpini in copertina. La storia delle penne nere nella «Domenica del Corriere» dal 1899 al 1971 illustrate da Achille Beltrame e Walter Molino
di Gianni Oliva
editore: Gaspari
pagine: 128
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Esuli. Dalle foibe ai campi profughi: la tragedia degli italiani di Istria, Fiume, Dalmazia
di Gianni Oliva
editore: Mondadori
pagine: 181
Le migliaia di giuliano-dalmati arrestati e uccisi dall'esercito nazionalcomunista di Tito nella primavera del 1945, i quasi trecentomila costretti ad abbandonare le proprie terre e a rifugiarsi nei centri raccolta profughi sparsi per la penisola sono il prezzo estremo che l'Italia ha pagato per una guerra che ha contribuito a scatenare e che ha perso. Per oltre mezzo secolo di tutto questo si è scelto di non parlare per evitare verità difficili e scomode: le foibe e i profughi sono stati così negati dalla coscienza storica nazionale e confinati nella memoria della Venezia Giulia, dove le ferite rimaste aperte hanno alimentato aspre contrapposizioni. Attraverso una ricca documentazione fotografica questo volume ripercorre la vicenda della frontiera nordorientale nel corso del Novecento. Ne risulta un ritratto efficace ed esaustivo, che attraverso le immagini, le citazioni letterarie e l'agile saggio introduttivo accompagna il lettore alla scoperta della tragedia negata degli italiani d'Istria, di Fiume e della Dalmazia.
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I Savoia
di Gianni Oliva
editore: Mondadori
pagine: 540
Da conti di Moriana a duchi di Savoia, da re di Sardegna a sovrani d'Italia: lungo un itinerario che si estende dal Medioevo a
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Fra i dannati della terra. Storia della Legione straniera
di Gianni Oliva
editore: Mondadori
pagine: 257
Idealisti usciti sconfitti da una rivoluzione fallita, romantici perduti dietro un amore impossibile, balordi in fuga dalla gi
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Gli ultimi giorni della monarchia. Giugno 1946: quando l'Italia si scoprì repubblicana
di Gianni Oliva
editore: Mondadori
pagine: 216
Giugno 1946: la Monarchia muore nell'ombra, tra l'amarezza di un esilio senza appello e le proteste per una sconfitta contestata; ma la Repubblica nasce oscura e in silenzio, con le piazze vietate e senza le nuove bandiere ai balconi. Che cosa è accaduto nell'Italia del referendum? Se il mese di maggio ha visto la vittoria della democrazia, con la campagna elettorale capace di raggiungere le località più remote della penisola e le donne ammesse per la prima volta al suffragio, i due giorni del voto sono stati più problematici, con le code ordinate davanti alle cabine ma anche qualche disfunzione ai seggi (elenchi incompleti, schede non consegnate). Il conteggio dei voti e l'annuncio dei risultati assumono poi i toni di una vera emergenza, infelici nelle modalità e drammatici nelle conseguenze. I primi risultati giunti al ministero degli Interni sono quelli delle regioni meridionali, che premiano in modo netto la Monarchia, tanto che il 4 giugno Alcide De Gasperi scrive a Umberto II preannunciandogli il risultato favorevole. Ventiquattr'ore dopo arrivano però i risultati del Centronord, che ribaltano la situazione, e la sera il ministro Romita annuncia la vittoria della Repubblica. In alcune città del Sud, in particolare a Napoli, si urla alla truffa e al broglio: nonostante lo sforzo di Umberto II per evitare tensioni, molti monarchici scendono in piazza, tra assembramenti spontanei, cortei e slogan contro il governo.
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Un regno che è stato grande. La storia negata dei Borboni di Napoli e Sicilia
di Gianni Oliva
editore: Mondadori
pagine: 277
L'inaugurazione della pionieristica Napoli-Portici, la prima linea ferroviaria italiana; la costruzione a Caserta della "Versailles italiana" e a Napoli del teatro San Carlo, tempio della musica di Rossini; l'istituzione della prima cattedra universitaria di economia e commercio; le opere di pensatori illuministi come Antonio Genovesi e Gaetano Filangieri; la meraviglia delle nuove scoperte negli scavi di Ercolano e Pompei. Sono solo alcuni aspetti del fervore economico e culturale che anima il Sud mentre al potere s'alternano cinque generazioni di Borboni, re di Napoli e di Sicilia. Sovrani cancellati dalla memoria insieme a un regno che è stato grande e subito dimenticato: una "storia negata" dal Risorgimento, la cui storiografia ufficiale ha descritto il Mezzogiorno prima dell'unità come il regno dell'ignoranza, della paralisi economica, del parassitismo. Ma è stato davvero così? O non si tratta invece di un'immagine mistificata, costruita per celebrare la nascente epopea unitaria? Attraverso una ricostruzione puntuale e a tratti sorprendente, Gianni Oliva risponde a queste domande ripercorrendo un'esperienza politica che inizia nel 1734, quando Carlo di Borbone diviene re di Napoli e di Sicilia, e prosegue sino al 1861, quando l'ultimo re Francesco II, ormai sconfitto da Garibaldi, è costretto ad abbandonare Gaeta sotto le bombe piemontesi.
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Esuli. Dalle foibe ai campi profughi: la tragedia degli italiani di Istria, Fiume, Dalmazia
di Gianni Oliva
editore: Mondadori
pagine: 181
Gianni Oliva ripercorre la vicenda degli italiani esuli nel suo insieme, dalla fine della Prima guerra mondiale a oggi, in un libro ricco di immagini inedite. Dall'annessione dell'Istria e della Dalmazia, all'occupazione italo-tedesca della Iugoslavia (1941-43), dai bombardamenti alleati di Zara e di Fiume fino all'occupazione di Trieste nel 1945 da parte delle truppe di Tito e gli infoibamenti. Nella seconda parte, il libro testimonia la successiva esperienza dell'esodo: le partenze da Pola e dall'Istria, lo svuotamento dei villaggi, i documenti relativi alle opzioni di nazionalità, gli incidenti di Trieste del 1953, la "slavizzazione" dell'Istria e della Dalmazia. L'ultima parte illustra i campi profughi e la precaria sistemazione dei giuliano-dalmati in un'Italia impoverita dalla guerra e poco sensibile a un dramma che ne ricordava la sconfitta: immagini di vita famigliare e di vita sociale, sullo sfondo di reticolati e di strutture fatiscenti sparse in ogni regione italiana. Conclude il volume l'immagine del concerto diretto da Riccardo Muti il 13 luglio 2010 in piazza Unità d'Italia a Trieste, alla presenza di Giorgio Napolitano e dei presidenti di Slovenia e Croazia, promessa di una ricomposizione delle diverse "memorie".
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