Libri di Giuseppe Gioia
Nella luce dell'amore. Introduzione all'umanesimo di san Francesco di Sales
di Giuseppe Gioia
editore: Città Nuova
pagine: 120
Dagli scritti di Francesco di Sales un umanesimo evangelico che trova nell'Amore la sua ragion d'essere e il suo fine. Francesco di Sales è stato un autentico gigante della storia della Chiesa. I suoi scritti, in particolare il Trattato, sono animati da un'ardente passione per la verità che conduce la sua riflessione sulla relazione tra Dio e l'uomo. Ma quale uomo e quale Dio? "un 'uomo', degno del Dio/Amore che, nel chiamarlo all'essere, gli dona veramente la capacità di riamarlo secondo un autentico rapporto di reciproca amicizia; un 'Dio', pienamente adeguato, in quanto Sommo Bene, alla infinita sete d'amore, propria del cuore umano! Sì, nella pura luce del Cristo, per il padre della Visitazione, è possibile cogliere il vero volto umano di Dio ma, anche, il segreto volto divino dell'uomo, di ogni uomo." (dalla Introduzione)
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Libertà e amore
Filosofia ed esperienza cristologica
di Giuseppe Gioia
editore: Vita e pensiero
pagine: 260
Una filosofia della libertà può avere un impianto cristologico? È intorno a questo interrogativo che si articolano le riflessioni di Giuseppe Gioia. Nella prospettiva della cristologia filosofica di Xavier Tilliette viene rivisitata l’analisi riflessiva di Nabert e, soprattutto, viene esaminata la possibilità dell’esperienza cristologica della filosofia. Nel condurre tale esame, l’autore tiene conto della testimonianza di uno dei mistici più rappresentativi del Novecento, Divo Barsotti, e richiama il sopraumanesimo cristocentrico di Francesco di Sales. Né mancano riferimenti a Blondel e Max Scheler. Si delineano, così, gli elementi filosofici interni a una «Cristologia» capace di far emergere la dialetticità che caratterizza il rapporto libertà-amore come orizzonte etico, allorché l’etica si ritrova chiamata a pensare le radici più profonde dell’agire in quanto esperienza spirituale, cioè quale luogo trascendentale dell’affermarsi della «soggettività» come autentico «esercizio di libertà». In questo senso, il guadagno speculativo di queste pagine si riassume nel poter ripensare la libertà come categoria suprema in quanto amore. È all’interno di un tale piano categoriale che si può giungere a pensare «libertà» e «amore», rispettivamente, come nomi essenziali dell’uomo e di Dio: un uomo, capace di essere liberamente «desiderio di Dio» e, allo stesso modo, un Dio capace di essere Dio nell’amore e, perché tale, «desiderio dell’uomo». Così, il desiderio stesso emerge quale cifra dell’apertura all’alterità, quell’apertura che contrassegna la soggettività.
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