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Libri di Ottiero Ottieri

De morte

di Ottiero Ottieri

editore: Utopia Editore

pagine: 128

Della morte non si può più parlare
Immediate availability
18.00

La linea gotica. Taccuino 1948-1958

di Ottiero Ottieri

editore: Guanda

pagine: 204

"La linea gotica" è il romanzo dell'Italia che si sta impegnando a diventare una nazione, di un paese già in odore di boom, intento a una ricostruzione febbrile. Il mondo intero diviso in due, la classe operaia, l'industria, le aggregazioni borghesi fanno da sfondo alle storie individuali. Ma la vera protagonista è l'inquietudine dell'io narrante, un'inquietudine che viene dall'impossibilità di trovare una soluzione che valga in ugual modo per le sue aspettative personali, le aspirazioni della classe operaia, le idealità del partito e le esigenze della borghesia imprenditoriale. Prefazione di Furio Colombo.
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8.00

I venditori di Milano

di Ottiero Ottieri

editore: Edizioni Clichy

pagine: 250

"I venditori di Milano" è una commedia in tre atti rappresentata al Teatro Girolamo di Milano nel marzo 1960, per la regia di
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10.00

Poemetti: Vi amo-L'infermiera di Pisa-Il palazzo e il pazzo

di Ottiero Ottieri

editore: Einaudi

pagine: 246

Per la prima volta riuniti in un unico volume, i tre poemetti autobiografici di Ottieri mostrano la continuità che li lega e appaiono ancora più potenti. Sono tre monologhi torrenziali, un'unica confessione estrosa e tragicomica in bilico tra la sanità e la malattia, il privato e il politico, la follia e il desiderio sfrenato. L'ironia è la chiave di questa partitura in tre movimenti. L'autoironia e l'autodenigrazione sembrano uno sberleffo sull'orlo del baratro, uno sberleffo che, attraverso il caso individuale, colpisce il mondo intero. La malinconia e la disperazione sono come nascoste dalla maschera teatrale, dai giochi di parole, dalle rime impreviste, ma costituiscono la struttura profonda dei poemetti, il luogo dove immancabilmente vanno a finire le ossessioni dell'autore e il mondo esterno, risucchiato anch'esso in una spirale senza fine.
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15.50

La linea gotica. Taccuino 1948-1958

di Ottiero Ottieri

editore: Guanda

pagine: 295

"La linea gotica" è il romanzo dell'Italia che si sta impegnando a diventare una nazione, di un paese già in odore di boom, intento a una ricostruzione febbrile. Il mondo intero diviso in due, la classe operaia, l'industria, le aggregazioni borghesi fanno da sfondo alle storie individuali. Ma la vera protagonista è l'inquietudine dell'io narrante, un'inquietudine che viene dall'impossibilità di trovare una soluzione che valga in ugual modo per le sue aspettative personali, le aspirazioni della classe operaia, le idealità del partito e le esigenze della borghesia imprenditoriale. Prefazione di Furio Colombo.
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14.46

Una irata sensazione di peggioramento

di Ottiero Ottieri

editore: Guanda

pagine: 192

Protagonista del romanzo è lo scrittore Pietro Mura, un intellettuale milanese da sempre attratto dal fascino irresistibile delle donne, alcolista che vive in bilico tra Milano e Torino. Milano, con il suo cielo finto e la sua aria stagnante, è la città da cui scappare; è la capitale immorale governata da un'unica anima, l'anima del commercio; ed è anche la culla della politica e della malattia. Torino è la città dal cielo alto e luminoso; è la meta dove Pietro periodicamente si reca per incontrare il professore che lo ha in analisi e la sua bella assistente; ed è quindi anche la città che lo lega a nuove dipendenze.
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13.50

L'irrealtà quotidiana

di Ottiero Ottieri

editore: Guanda

pagine: 310

"L'irrealtà quotidiana" è un "saggio romanzesco" il cui nucleo è l'esperienza di una cura psicoanalitica intesa come terapia del "sentimento d'irrealtà", ossia di quel sentimento dovuto a uno stato di alienazione psichica e politica. È questo un tema caro a Ottieri, un tema che viene via via declinato in termini psicologici, politici, autobiografici, filosofici fino ad abbracciare il grande capitolo della follia.
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16.50

Cronache dell'al di qua

di Ottiero Ottieri

editore: Avagliano

pagine: 189

Tra la metà degli anni Cinquanta e i Sessanta, Ottiero Ottieri collaborò prima a "Il Mondo" e poi a "Il Giorno", pubblicando prose di osservazione della società italiana. Quelle prose narrative formano un vero e proprio libro involontario, nel quale l'autore usa al meglio il suo sguardo laico e la sua scrittura limpida e illuminista, per denunciare l'ipocrisia e il perbenismo e mettere in rilievo il pessimismo sotteso alla sua visione del mondo. Dal mito di Brigitte Bardot al primo concerto dei Beatles a Milano, l'Italia del boom economico passa davanti agli occhi del lettore come se tutto stesse per accadere adesso. E si avvertono anche gli scricchiolii e le avvisaglie del Sessantotto e dell'esplodere irrefrenabile delle contraddizioni della società.
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11.00

La psicoterapeuta bellissima

di Ottiero Ottieri

editore: Guanda

pagine: 160

"Questo libro di Ottiero Ottieri consta di due parti che si innestano l'una nell'altra con una logica che potremmo definire te
Available
13.00

Cery

di Ottiero Ottieri

editore: Utopia Editore

pagine: 160

Nella clinica per alcolisti nevrotici di Cery, in Svizzera, circondato da persone che ne condividono il dolore e la sorte, uno
Available
18.00

Il campo di concentrazione

di Ottiero Ottieri

editore: Guanda

pagine: 288

Il «campo di concentrazione» è la clinica psichiatrica di Zurigo in cui Ottiero Ottieri soggiorna tra il 1970 e il 1971 per cu
Available
19.00

Contessa

di Ottiero Ottieri

editore: Utopia Editore

pagine: 240

La psicosociologa Elena Miuti lotta con un profondo disagio psichico e fisico
Available
18.00

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