Libri di Roberto Alajmo
Avventure postume di personaggi illustri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 192
Dieci avventure esemplari, capitate post mortem a uomini e donne che nei secoli hanno goduto di fama mondiale
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Palermo è una cipolla
di Roberto Alajmo
editore: Laterza
pagine: 128
"Ne hai sentite di storie sulla Città
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È stato il figlio
di Roberto Alajmo
editore: Mondadori
pagine: 234
La famiglia Ciraulo vive poveramente nel quartiere Zen di Palermo. Però davanti all'uscio di casa tiene parcheggiata una fiammante Volvo nera. La meraviglia è stata comprata con "i soldi di Serenella", ovvero con il risarcimento che i Ciraulo hanno percepito in seguito alla morte della loro bambina, capitata per caso in mezzo a una sparatoria tra mafiosi. Ma Tancredi, il figlio maschio, è uscito con la fidanzata e ha sfregiato la portiera dell'auto. Non sembra un danno grave, ma il padre l'ha aggredito con violenza e il figlio, per difendersi, l'ha ucciso. Un giallo iperrealistico, surreale, metafisico.
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Il primo amore non si scorda mai, anche volendo
di Roberto Alajmo
editore: Mondadori
pagine: 115
"I ricordi prendono forma, ed è la forma del contenitore che li accoglie" scrive Roberto Alajmo, dando voce a quello che tutti noi sperimentiamo: i ricordi d'infanzia, i più lontani, sono inestricabilmente legati a oggetti, luoghi, persone. Nella vita adulta diventiamo capaci di isolare le emozioni, mentre la memoria prima, la più vivida, resta il serbatoio immaginario a cui attingere per tutta la vita. È così che in queste pagine il racconto di una formazione umana e sentimentale - quella dell'autore - ci tocca incredibilmente da vicino, in quanto a suo modo universale. Anche perché il racconto è accompagnato da piccoli elenchi: "repertori" dei giocattoli, dei cibi, dei fumetti, dei calciatori che hanno segnato, negli anni Sessanta e Settanta, la vita di tutti. Da Braccobaldo a "LampoSport", dal caffè Paulista al "Corriere dei Piccoli", attraverso i lampi della memoria si compone un viaggio che parte dal primo ricordo (l'estrazione delle tonsille!) fino all'esplosione ormonale dei primi amori. Dai momenti dilatati della fanciullezza si passa per le strettoie dell'adolescenza: per giungere all'età in cui voltarsi indietro è un modo per capire chi siamo, e sorriderne un po'.
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Repertorio dei pazzi della città di Palermo
di Roberto Alajmo
editore: Garzanti
L'autore costruisce un paesaggio palermitano tanto visionario quanto realistico: come in un mosaico i "folli" di Palermo, pers
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Notizia del disastro
di Roberto Alajmo
editore: Garzanti
pagine: 187
Alle ore zero e trentotto del 23 dicembre 1978 un DC9 in volo da Roma a Palermo si schiantò in mare a poche centinaia di metri
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Palermo è una cipolla
di Roberto Alajmo
editore: Laterza
pagine: 128
"Ne hai sentite di storie sulla Città. Anche questa guida ha contribuito a raccontartene almeno un paio che se non sono false, poco ci manca. Ma ti assicuro che qui vengono raccontate per vere. E dopo un poco questo genere di storie a forza di raccontarle diventano vere sul serio."
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Tempo niente. La breve vita felice di Luca Crescente
di Roberto Alajmo
editore: Laterza
pagine: 125
A quanto pare, per diventare un eroe, bisogna prima avere la pazienza di morire. Almeno in Italia, di sicuro in Sicilia, un eroe buono continua a essere un eroe morto. Ma forse nemmeno questo: oltre a una vita esemplare serve anche una morte esemplare. Questo libro racconta l'ostinazione di una donna che non si rassegna all'oblio che avvolge la vita e la morte del proprio amatissimo compagno. Questa è la storia di Luca Crescente, entrato in magistratura giusto in tempo per raccogliere l'ideale testimone di Falcone e Borsellino. Sono gli anni della disillusione: quello Stato che pareva cominciare a fare sul serio contro Cosa Nostra, adesso sembra invece tornare a una pacifica convivenza. E questo Luca Crescente non può accettarlo. È contrario alla sua etica. Forse anche per questo lui - che per idee, estrazione e formazione dovrebbe essere un esponente della borghesia cattolica - si ritrova a combattere battaglie che risultano impropriamente d'avanguardia: quelle che in un paese normale dovrebbero essere ordinaria amministrazione, fronte ideale condiviso da tutte le parti politiche. Questo è un romanzo civile. Non solo: è la storia vera dell'amore fra due ragazzi che crescono assieme, si sposano, fanno due figli e si accingono a invecchiare assieme. Ma il destino ha programmi diversi. Luca Crescente a un certo punto rallenta: e la morte, che lo stava inseguendo, finisce per tamponarlo nella maniera più imprevedibile.
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L'arte di annacarsi. Un viaggio in Sicilia
di Roberto Alajmo
editore: Laterza
pagine: 283
Annacare/annacarsi è in dialetto siciliano un verbo insidioso, difficilmente traducibile in italiano. Quel che più si avvicina è cullare/cullarsi, ma non è proprio la stessa cosa. L'arte di annacarsi prevede il muoversi il massimo per spostarsi il minimo. Una immagine che descrive bene lo spirito dell'isola e più ancora la disposizione d'animo dei siciliani tessuta di diffidenza. Ogni viaggio in Sicilia, anche quello intrapreso in questo libro, diventa una specie di danza immobile attorno alla geografia e alla filosofia, alla storia, al folklore e alla gastronomia, scoprendo che fra le diverse discipline esistono continui rimandi a una trama inestricabile. "Pur restando immobile, l'Isola si muove. Non è uno di quei posti dove si va a cercare la conferma delle proprie conoscenze. È invece un teatro dove le cose succedono da un momento all'altro. È un susseguirsi di scatti prolungati, pause per rifiatare e ancora fughe in avanti". Come l'Isola, Alajmo procede a zig-zag in un itinerario non lineare, senza vincoli di percorso né di tempo, da un capo all'altro, sulla base di pure suggestioni, guidato dalla bellezza, accompagnato da un lucido pessimismo. Come un atto d'amore che non si nasconde nessuna vergogna dell'oggetto amato: capita di innamorarsi di una canaglia. E anche se lo sai, che puoi farci?
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Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)
di Roberto Alajmo
editore: Laterza
pagine: 116
La funesta profezia del 21 dicembre 2012 è solo un esempio. L'ultimo, se i Maya avevano ragione. Il fatto è che periodicamente l'umanità si prepara a sloggiare dal pianeta Terra. Millenarismi di ogni tipo per secoli hanno alimentato la credulità popolare, e ogni scampato pericolo è sempre servito solo come carburante per la profezia successiva. In particolare, però, è la generazione di noi contemporanei quella che sta coltivando con maggiore convinzione l'idea di essere l'ultima della storia del mondo. Dopo di noi, il diluvio: e pazienza per i posteri, fossero anche i nostri figli. Potrà essere un collasso finanziario, oppure un drammatico stravolgimento climatico, forse un'ondata migratoria devastante, uno tsunami di spazzatura, una guerra mondiale, la fine delle risorse petrolifere. Oppure tutte queste cose assieme, senza escludere i classici del cinema: impatto con un meteorite o invasione di extraterrestri. Se pure i Maya avessero torto, un'apocalisse sembra davvero alle porte se non altro la fine dei mondo così come siamo abituati a viverlo da qualche secolo a questa parte. Ecco lo specifico contemporaneo: ci sentiamo talmente sicuri di un'imminente apocalisse (una qualsiasi apocalisse) che ci siamo convinti di non poter fare nulla per fermarla. Se ne ricava la più classica delle profezie che si auto verificano: siccome la fine del mondo ci sarà, ci sarà la fine del mondo.
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Carne mia
di Roberto Alajmo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 290
La storia di "Carne mia" finisce con due ragazzini che camminano ai margini di una strada, nel sud della Spagna. Qualche macchina passa accanto, rallenta, non si ferma; il ragazzo più piccolo, ancora un bambino, non smette di parlare, in un brusio continuo che si mescola al canto delle cicale. L'altro, invece, rimane zitto. Dai suoi pantaloni sbuca il manico di un punteruolo. Ma questa è la fine, prima c'è una vicenda ambientata negli anni Novanta al Borgo Vecchio, il quartiere popolare di Palermo incastonato ai margini della zona più prestigiosa della città. Qui la famiglia Montana campa grazie a una bancarella abusiva di frutta e verdura fondata dal padre. Poi una notte il padre, Calogero Montana, smette di tornare a casa, e la piccola attività dovrà essere portata avanti da moglie e figli. Due figli, Enzo il grande e Franco il piccolo, ma "il piccolo pare più grande del grande, e il grande più piccolo del piccolo". Entrambi lasciano la scuola per aiutare la madre e Franco, gran lavoratore, si getta nel mestiere; il secondo, all'opposto, voglia ne ha poca, e diventa ancora più inaffidabile quando s'innamora di una ragazza che è peggio di lui. I due fidanzati diventano sempre più strani, magri, consunti, ed estorcono quattrini alla madre in continuazione. A Franco tutto questo non piace. E poi, a complicare le cose, arriva pure un figlio. Anzi, due...
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È stato il figlio
di Roberto Alajmo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 280
La famiglia Ciraulo vive in uno dei quartieri più poveri della città, eppure davanti alla porta di casa tiene in bella vista u
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