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Books of Rossella Fabbrichesi

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Vita e potenza. Marco Aurelio, Spinoza, Nietzsche

by Rossella Fabbrichesi

publisher: Cortina raffaello

pages: 192

Felicità, vita e potenza sono termini inscindibili nella nostra tradizione filosofica
18.00

Cosa si fa quando si fa filosofia?

by Rossella Fabbrichesi

publisher: Cortina raffaello

pages: 114

Qual è la pratica che impegna, da sempre, chi "fa" filosofia e qual è l'efficacia di tale fare? In questo volume non ci si int
15.00

In comune. Dal corpo proprio al corpo comunitario

by Rossella Fabbrichesi

publisher: Mimesis

pages: 224

L'idea che si diano corpi comuni e coscienze collettive, che i confini del corpo vivente non siano così netti e profilati come crediamo da molti secoli, che, forse, i confini stessi della coscienza personale debbano essere ridisegnati e ampliati, attraversa da più d'un secolo la filosofia e la letteratura, e si è imposta nelle pratiche condivise dello scambio e del commercio tra individui. La coscienza interiore - è sotto gli occhi di tutti sta divenendo oggi superflua, sta rivelandosi una funzione di cui si avverte sempre meno il bisogno e che, quindi, per evocare una metafora evoluzionistica, si sta rapidamente atrofizzando. In questo testo si mette alla prova l'idea secondo cui le nozioni di 'Sé' e di 'corpo proprio', piuttosto che risolversi in unità compatte, assegnate singolarmente ad ogni uomo, possano essere identificate da un nome collettivo. Il vero corpo, secondo l'indicazione di Royce, è quello della comunità, una comunità che vive, sente, soffre come un soggetto specifico. Questo corpo della comunità, da cui ognuno di noi è penetrato e della cui carne è costituito (che per altro non è in nostra dotazione, ma che incorporiamo a partire dal senso comune), è il corpo delle Interpretazioni, come scrive Peirce, perché la vera comunità è quella dell'interpretazione.
18.00
14.00

Continuità e variazione. Leibniz, Goethe, Peirce, Wittgenstein. Con un'incursione kantiana

publisher: Mimesis

pages: 233

Questo lavoro si occupa del tema della continuità e della variazione, rintracciandone alcune figure nella monadologia leibniziana, nella metamorfosi goethiana, nella semiotica di Peirce, nel Wittgenstein morfologo, nel criticismo di Kant. Figure collegate tra loro da quella catena fatta di infiniti anelli intermedi, che ritorna come paradigma elettivo in Leibniz come in Goethe, negli scritti peirceani sul sinechismo come nel Wittgenstein delle somiglianze di famiglia. Neppure in Kant, erede, tra l'altro, della tradizione leibniziana, mancano spunti in direzione di un pensiero della variazione, della continuità, della metamorfosi.
22.00

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