Libri di Sergio Valzania
L'invenzione di un continente. L'Europa dalla Lega di Delo alla Prussia di Bismarck
editore: Mondadori
pagine: 216
E se oggi, anziché tentare di ricostruire l'Europa, la si dovesse reinventare? Per farlo è importante sapere quante volte, nel
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La scintilla. Da Tripoli a Sarajevo: come l'Italia provocò la prima guerra mondiale
editore: Mondadori
pagine: 208
All'inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L'Italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche tempo prima. Nel 1911 l'Europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l'unico elemento di instabilità viene dall'impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili. In particolare è preoccupante la situazione nei Balcani, dove i nazionalismi serbo, bulgaro, greco e rumeno aspirano a un riassetto generale della regione a spese dei territori appartenenti a Costantinopoli. Dopo oltre un quarantennio di pace fra le potenze del continente, è l'Italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le province ottomane di Tripolitania e Cirenaica. Giolitti, indifferente ai problemi continentali, è alla ricerca di una vittoria militare di prestigio che taciti le opposizioni di destra e rifiuta ogni offerta di cessione di fatto dei territori avanzata da Costantinopoli, conservandone la sovranità nominale, sull'esempio dell'Egitto e dell'Algeria, da anni protettorati inglese e francese. Nasce così l'impresa di Libia, inutile e proditorio attacco all'impero ottomano.
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U-Boot. Storie di uomini e di sommergibili nella seconda guerra mondiale
di Sergio Valzania
editore: Mondadori
pagine: 262
Dal 1940 al 1943 le acque dell'Atlantico furono il teatro di una delle battaglie più lunghe e sanguinose della Seconda guerra mondiale, che vide scontrarsi gli U-boote tedeschi con la flotta e l'aviazione alleate. L'obiettivo dell'ammiraglio Karl Donitz, esperto comandante della Unterseewaffe, era ambizioso: distruggere con i suoi sommergibili la flotta mercantile anglo-americana e bloccare il traffico navale tra il Nordamerica e l'Europa in modo da privare di rifornimenti l'Inghilterra e costringerla alla resa. Un disegno che, nelle sue aspettative, avrebbe potuto volgere l'esito del conflitto a favore delle potenze dell'Asse. Donitz si illuse che la dedizione, lo spirito di sacrificio e la disciplina dei suoi marinai potessero ribaltare il consolidato dominio anglo-americano sugli oceani. Un errore di valutazione che, dopo i primi tempi favorevoli, si rivelò in tutta la sua portata: otto sommergibilisti tedeschi su dieci persero la vita nel corso del conflitto e un'unità su tre venne affondata durante la sua prima missione. Sergio Valzania, oltre a ricostruire gli aspetti tecnici e militari della grande Battaglia dell'Atlantico, ci racconta le storie degli uomini, spesso giovanissimi che combatterono a bordo degli U-boote, descrivendone le terribili condizioni di vita in quelle scatole d'acciaio.
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I dieci errori di Napoleone. Sconfitte, cadute e illusioni dell'uomo che voleva cambiare la storia
di Sergio Valzania
editore: Mondadori
pagine: 232
"La storia ha una sua natura sfuggente ed elusiva, tende a non dichiarare le proprie leggi. Individuare i momenti nei quali Napoleone avrebbe potuto indirizzare in modo diverso la sua avventura, incanalandola verso un esito migliore, rischia di risultare arbitrario. Ma il tentativo non è inutile in vista della comprensione politica e umana di una delle vicende più affascinanti della storia moderna." Sergio Valzania ci invita a questo "azzardo storico" isolando dieci errori (ma il numero è evidentemente arbitrario e pretestuoso) commessi da Napoleone a partire dalla ripresa della guerra contro l'Inghilterra nel 1804, iniziale e rovinoso sbaglio della carriera politica e diplomatica dell'imperatore, fino alla battaglia di Waterloo, che mette la parola fine all'avventura bonapartista con una disfatta senza eguali. Napoleone fu sempre innanzitutto un militare: l'aver appreso alla perfezione il proprio mestiere, essere un valoroso soldato, gli procurò le maggiori soddisfazioni, ma lo portò anche a scegliere sempre le vie della guerra a scapito di una più promettente politica diplomatica. Le sue capacità di tattico sono fuori discussione: a determinare la sua sconfitta fu piuttosto l'incapacità di comprendere i fenomeni della geopolitica e della grande strategia, i rapporti di forza sottostanti ai conflitti maggiori, le tensioni prodotte "dalle impalpabili volontà dei popoli" che non la forza militare di un avversario più capace di lui sul suo terreno d'elezione.
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Le 20 battaglie che hanno cambiato il mondo
di Sergio Valzania
editore: Mondadori
pagine: 200
Quando due o più Stati decidono di ricorrere alle armi, a volte uno di loro ne trae vantaggio, ma sicuramente intere popolazio
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I venti personaggi che hanno fatto l'Italia
di Sergio Valzania
editore: Rizzoli
pagine: 200
Ci sono donne e uomini che hanno cambiato il corso della storia per sempre, figure rivoluzionarie nella mente e nel cuore
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Giocando
editore: Rai Libri
pagine: 127
Chi pensa che il gioco sia un'attività esclusiva dell'infanzia e dell'adolescenza dovrà ricredersi
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Napoleone
di Sergio Valzania
editore: Rai Libri
pagine: 179
Napoleone Bonaparte, ufficiale del re, ribelle corso, generale rivoluzionario, imperatore dei francesi, re dell'Isola d'Elba,
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Una radio strutturalista. Consigli per ascoltare e trasmettere
di Sergio Valzania
editore: Rai Libri
pagine: 76
Che cosa è la radio, Perché fare la radio, Chi produce che cosa, Come viaggia, Il contesto della comunicazione, Cosa si sente
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Retorica della guerra. Quando la violenza sostituisce la parola
di Sergio Valzania
editore: Salerno Editrice
pagine: 128
"Retorica della guerra" è una riflessione sulla guerra come fenomeno di comunicazione degradata, ridotta al suo livello più ba
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Brodo nero. Sparta pacifica, il suo esercito, le sue guerre
di Sergio Valzania
editore: Jouvence
pagine: 216
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