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Libri di Steve Della Casa

Romana Film. Fortunato Misiano e la sua avventura nel cinema

di Steve Della Casa

editore: Iacobellieditore

pagine: 160

Quando si parla di studio system in Italia è impossibile prescindere dalla Romana Film di Fortunato Misiano, attiva dal 1945 a
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9.90

A fil di spada. Pirati e spadaccini nel cinema italiano

editore: Fondazione ente dello spettacolo

pagine: 141

Il cinema d'avventure in Italia è la testimonianza non solo dell'esistenza di un genere popolare che, come altri (prima e dopo
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26.00

Acido fenico. Ballata per Mimmo Carunchio camorrista

editore: Einaudi

pagine: 101

Da un testo teatrale di Giancarlo De Cataldo, un romanzo a fumetti in piena atmosfera noir, fulmineo e suggestivo.
Available
16.00

Splendor. Storia (inconsueta) del cinema italiano

di Steve Della Casa

editore: Laterza

pagine: 139

Lo sapevate che Michelangelo Antonioni, il regista intellettuale per eccellenza, si presta a girare gli interni del mitologico "Nel segno di Roma" con Anita Ekberg, che Sergio Leone non ancora famoso dirige "Il colosso di Rodi" e "Gli ultimi giorni di Pompei" e che Carlo Lizzani ha girato un western con Pasolini attore? Oppure che il futuro premio Oscar Carlo Rambaldi muove i primi passi costruendo una rudimentale idra a quattro teste per "Maciste contro i mostri" ma il camioncino che la trasporta si ferma per un guasto a Roma sulla via Tuscolana tra l'ilarità dei passanti? Steve Della Casa racconta il cinema italiano da un punto di vista inedito: quello di chi il cinema l'ha fatto e di chi l'ha guardato. È una storia non lineare, inconsueta, raccontata il più possibile dai protagonisti, che mescola il cinema alto con quello commerciale, le punte di creazione artistica con gli espedienti più astuti e più divertenti. Perché il cinema italiano, secondo solo a Hollywood per film prodotti, ha una caratteristica: non è mai stato un'industria nel senso compiuto e letterale del termine, ma un vero e proprio turbinio di creatività, di artigianato e di arte di arrangiarsi. Non manca nessuno all'appello: dal D'Annunzio di "Cabiria" alla stagione del cinema di regime, dal neorealismo alla commedia all'italiana, dai film mitologici agli spaghetti western, fino a Benigni, fino a oggi.
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9.50

Girando a Torino. Per le strade del cinema

editore: Espress edizioni

pagine: 159

"Girando a Torino" ricostruisce percorsi inediti attraverso i luoghi raccontati nei film: luoghi a volte rimasti immutati, alt
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9.90

La città che non c'era. Un racconto molto personale del processo che ha rilanciato l'immagine e lo sviluppo di Torino

editore: Audino

pagine: 159

Chi torna a Torino dopo tanto tempo quasi non la riconosce più. Chi non c'era mai stato la considera una delle città più belle e vivibili d'Europa. Che cosa è successo? Ce lo raccontano due dei protagonisti di una metamorfosi che non si è verificata in nessun'altra città italiana. Il racconto ha inizio a partire dalla Torino operaia degli anni Settanta e si snoda fino ad arrivare alla Torino delle Olimpiadi e dei 150 anni dell'Unità d'Italia, quando tutto il mondo finalmente può conoscere una città diversa, elegante, capace di usare la cultura come un grande strumento di attrazione. Un filo rosso che unisce la Torino di Novelli, di Castellani e di Chiamparino, con al centro la volontà dei Torinesi di non accettare un declino che sembrava inevitabile. Il simbolo di quella volontà è il Piano strategico che il Comune nel 1998 propose di redigere in modo partecipato. Ne derivò una "narrazione" condivisa di un futuro possibile, in cui la novità più eclatante consisteva nella centralità assegnata alla cultura. Il "caso Torino" dimostra infatti, in modo lampante, che è sbagliato considerare la cultura un lusso da "tempi di vacche grasse". È la cultura la sola capace di produrre contestualmente bellezza e ricchezza. Ma questo è possibile solo se le iniziative culturali sono inquadrate in una strategia di sviluppo complessivo che dia loro giustificazioni e prospettive. Quello che è avvenuto a Torino potrebbe avvenire in ogni città italiana.
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15.00

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