Education
So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio
editore: Cortina raffaello
pagine: 225
Come comprendiamo le azioni degli altri? Negli ultimi anni sono le neuroscienze a offrire le risposte più convincenti. L'autore, neurofisiologo, ha scoperto un tipo particolare di cellule, i neuroni specchio, dotate della particolarità di attivarsi sia quando osserviamo un'azione sia quando la compiamo noi stessi. Trovano così spiegazione molti dei nostri comportamenti individuali e sociali, ma ciò comporta anche una trasformazione nel modo di intendere percezione, azione e cognizione, dato che lo studio dei neuroni specchio mostra che le aree del cervello deputate all'agire sono in grado anche di percepire e di conoscere.
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Percorsi del riconoscimento
di Paul Ricoeur
editore: Cortina raffaello
pagine: 315
Per la prima volta il pensiero filosofico si interroga sul "riconoscimento", un termine mai prima oggetto di una specifica riflessione. Ricoeur ripercorre i principali testi dell'Occidente, da Omero ai nostri giorni, passando per Aristotele, Descartes, Hobbes, Kant, Hegel, alla luce delle svariate accezioni del riconoscimento nel loro scandirsi attraverso la storia delle idee filosofiche. La posta in gioco consiste nello scoprire le varie modulazioni dell'agire che il riconoscimento dischiude, soprattutto sul piano etico e politico. Paul Ricoeur, nato nel 1913, è scomparso nel 2005.
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Educare al pensiero
di Matthew Lipman
editore: Vita e pensiero
pagine: 320
Spinoza affermava che l'eccellenza è tanto difficile quanto rara: e, tuttavia, proprio all'eccellenza - obiettivo arduo da rag
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Buona maestra Tv. La Rai e l'educazione. Da «Non è mai troppo tardi» a «Quark»
di Roberto Farné
editore: Carocci
pagine: 160
Telescuola e la TV dei ragazzi, Alberto Manzi e Piero Angela, la storia vista e raccontata da Rossellini, programmi come Giocagiò e L'Albero azzurro sono alcuni degli "emblemi" che hanno segnato l'impegno educativo della RAI. La ricorrenza dei primi cinquant'anni di vita del nostro servizio pubblico televisivo diventa l'occasione per ripercorrerne i tratti significativi: lotta contro l'analfabetismo e grande attenzione al pubblico infantile, mettendo alla prova il medium con le forme della comunicazione didattica e della divulgazione culturale. Nel corso del volume emerge così il profilo di una "pedagogia della RAI" che a volte si è posta al servizio della scuola, altre volte ne ha anticipato sensibilità e innovazioni.
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Fanciulli soldati. La militarizzazione dell'infanzia abbandonata nell'Europa moderna
di Simonetta Polenghi
editore: Carocci
pagine: 228
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Pedagogia e sperimentazione
Metodi e strumenti per la ricerca educativa
di Renata Viganò
editore: Vita e pensiero
pagine: 328
La ricerca educativa, i suoi paradigmi e metodi, sono oggetto continuo e
problematico di riflessione. L’educazione è un compito primario e
complesso della società di oggi; le scienze dell’educazione sono
sollecitate con forza a considerare in modo critico i propri fondamenti,
gli strumenti teorici e metodologici da esse impiegati, le prospettive
pratiche e operative a cui si orientano. Il discorso pedagogico e quello
sperimentale appaiono antitetici, se si accostano in modo superficiale.
Il primo intende infatti avvalorare l’originalità e l’unità dinamica e
differenziata della persona; il secondo cerca invece di cogliere le
regolarità e i principi generali sottesi alla varietà delle condotte e
delle relazioni umane. È compito della ricerca educativa superare tale
dicotomia con uno sforzo incessante di sintesi, per evitare che la
scienza dell’educazione si riduca, da un lato, a un discorso su modelli
formativi astratti e, dall’altro, a un empirismo di pratiche
disordinate. Il volume accoglie siffatto obiettivo e propone l’idea di
una scienza non dell’educazione bensì per l’educazione, luogo di dialogo
evolutivo e non di contrapposizione fra arte, ragione, tecnica, scienza,
filosofia, sapienza. La ricerca è in esso presentata come domanda di
senso prima ancora che di conoscenza, e come processo ininterrotto per
tradurre nel linguaggio dei metodi e degli strumenti, storicamente e
culturalmente determinati, aspirazioni e ideali metastorici e
metaculturali. La metodologia della ricerca educativa, anche nei suoi
ambiti più specifici e tecnici, va intesa, impiegata e costruita in tale
prospettiva.
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La relazione bambino-insegnante
Aspetti evolutivi e clinici
di Pianta Robert C.
editore: Cortina raffaello
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Metodi quantitativi nella ricerca educativa
di Renata Viganò
editore: Vita e pensiero
pagine: 456
L’impiego degli strumenti concettuali e metodologici della sperimentazione porta a compimento le competenze alla luce delle quali lo studioso dell’educazione sviluppa la riflessione e la proposta formativa. La rielaborazione critica e progettuale delle situazioni educative, sempre più complesse e differenziate, abbisogna di sintesi numeriche e di approfondimenti interpretativi. Sul piano epistemologico, la contrapposizione fra metodi d’indagine quantitativi e qualitativi appare ormai superata: la riflessione scientifica odierna esprime posizioni sfumate, sottolinea la natura multidimensionale del sapere e la complementarità di accostamenti diversi. L’intelligenza dei problemi educativi postula pertanto conoscenze teoriche e specifiche riguardo alle strategie metodologiche, allo scopo di applicare queste ultime in maniera corretta e ponderarne il valore e i limiti.
Alla luce di questa impostazione, il volume descrive in particolare le tecniche quantitative per l’elaborazione e l’analisi dei dati dell’osservazione, circa i fondamenti, le caratteristiche logiche e le proprietà matematico-statistiche dei vari procedimenti.
La valutazione dei dati sperimentali va però orientata in prospettiva pedagogica. Questa muove da una scelta antropologica, trova applicazione in un progetto formativo dell’uomo e della società, tende verso una mèta ideale. Considera le informazioni fornite dalla rilevazione empirica, ma non è determinata da esse. Dimensioni ulteriori qualificano la formulazione degli obiettivi educativi, secondo il fine dell’umanizzazione dell’individuo e della comunità. Il contributo delle competenze metodologiche alla preparazione professionale e culturale degli educatori non si esaurisce pertanto nell’acquisizione di abilità tecniche ma rafforza una disposizione personale e scientifica essenziale: l’amore della verità come impegno al quale concorrono contributi differenti, vòlti al bene comune.
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