Mimesis: Eterotopie
Una storia sociale del jazz. Dai canti della schiavitù al jazz liquido
di Gildo De Stefano
editore: Mimesis
pagine: 182
La presenza del jazz nella cultura musicale mondiale è un dato difficilmente confutabile. Anche chi non conosce direttamente l'idioma jazz, inteso come genere musicale specifico nato in America, può - una volta resosene conto riconoscerne gli influssi su gran parte della musica occidentale del secolo scorso. Ma il jazz non è solo musica bensì un mero 'fatto sociale', e se prima coinvolgeva solo il popolo afroamericano adesso va inteso a livello 'glocale'. Questo saggio è arricchito dalla prefazione dell'autorevole pensatore Zygmunt Bauman e, pur non avendo la pretesa di voler essere una sorta di 'sociologia della musica jazz', affronta l'argomento della musica afroamericana - con tutte le sue peculiarità quali l'improvvisazione e quant'altro - sotto un profilo squisitamente socio-antropologico, partendo dalle teorie classiche fino ad analizzare quelle prospettive relative al mondo della globalizzazione. A tal proposito il jazz, come linguaggio musicale, assume da sempre un ruolo significativo nei processi di costruzione sociale della realtà e dell'immaginario individuale e collettivo.
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Iconografie dell'aldilà. La ricostruzione della percezione della morte nel regno di Koguryo attraverso le sue pitture parietali (IV-VII secolo)
di Andrea De Benedittis
editore: Mimesis
pagine: 200
La monografia è dedicata alle pitture parietali rinvenute in contesto tombale e prodotte fra il IV e il VII secolo. Esse, che si trovano attualmente nel territorio cinese, nelle province del Liaoning e Jilin, e in Corea del Nord, ci consentono di analizzare alcuni aspetti della concezione del post-mortem degli antichi coreani e di ricostruire alcuni elementi della loro visione religiosa. Lo studio prenderà in esame la diffusione di questo genere artistico, la sua datazione e il suo sviluppo nel territorio.
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Arte italiana del terzo millennio. I protagonisti raccontano la scena artistica in Italia dei primi anni 2000
di Fulvio Chimento
editore: Mimesis
pagine: 245
Alcuni dei maggiori protagonisti del panorama artistico nazionale conversano sulle tendenze e le principali oscillazioni del gusto dell'arte contemporanea. 37 interviste, realizzate tra il 2011 e il 2013, in cui artisti, curatori, critici, docenti universitari, galleristi, direttori di museo e di riviste di settore, contribuiscono con opinioni, spunti, ritlessioni, a fornire una chiave di lettura della scena artistica di oggi. Uno spaccato sul presente e il Muro dell'Italia, uno "spazio culturale aperto", che accoglie personalità, stili e punti di vista differenti, talvolta contrastanti, sul modo di vivere e pensare i primi anni del nuovo secolo. Lo scopo è quello di analizzare con lucidità il presente, una delle sfide più complesse per chi tenta di riconoscere e interpretare i processi culturali, di cui l'arte contemporanea è sicuramente uno degli indici guida - oltre a rappresentare una delle espressioni più elevate del pensiero moderno. Tra i contributi, si segnalano quelli di Gillo Dorfles, Renato Barilli, Enzo Cannaviello, Emilio Isgrò, Andrea Chiesi, Franco Guerzoni, Walter Niedermayr, Wainer Vaccari, Nico Vascellari, quelli dei direttori del Mart (Rovereto), del Castello di Rivoli (Torino) e della Galleria Civica (Modena), e quelli di professori delle Università di Bologna, Padova, Pisa e Verona.
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La medicina nella cultura postmoderna
editore: Mimesis
pagine: 119
La medicina, tramontati gli assolutismi che ne hanno accreditato l'esercizio, è passibile di essere interpretata da vari punti di vista, in funzione dei modelli cognitivi e delle visioni del mondo dei diversi gruppi culturali in cui la popolazione di riferimento può essere mappata. In questa costellazione culturale, si vuole dar voce ad una visione decostruzionista della medicina: la medicina come convenzione sociale. Da questa prospettiva, qualunque scuola di pensiero o forma ne venga praticata, la medicina rimane un'espressione dei modelli cognitivi, dei concetti e dei valori in cui i gruppi culturali, che la praticano e se ne servono, si riconoscono. In questo orientamento, ogni prassi medica è convenzionale, dà soluzioni, più o meno soddisfacenti, ai bisogni dei gruppi di riferimento e costituisce, in sostanza, un consenso sociale circa i presupposti impliciti nelle concezioni, attributive, relative all'ideale culturale di uomo e di modello di realtà con il quale i gruppi sociali di riferimento si identificano.
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La radura dell'arte. Conversazioni sull'immagine
editore: Mimesis
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Che cos'è un soggetto. Tra comune e singolare. Atti del Convegno (Cremona, 18 febbraio 2011)
editore: Mimesis
pagine: 69
"Che cos'è un soggetto?" è un domanda cui è difficile dare una risposta univoca, e nondimeno una domanda cruciale. L'intero percorso della filosofia moderna e contemporanea da Cartesio a Foucault, passando per Kant, Husserl e Heidegger, si snoda a partire dalla questione della soggettività. La "scoperta" cartesiana del "cogito ergo sum" è la vera e propria frattura epistemologica a partire dalla quale si dà qualcosa come una filosofia moderna. Ma altrettanto è fondamentale, questo tema, per la riflessione scientifica e, segnatamente, per quella delle scienze umane, che sin dalla loro nascita prendono ad oggetto della loro indagine empirica le forme fisiologiche, psicologiche, sociologiche, antropologiche, economiche e storiche assunte dalla soggettività umana. Il problema del soggetto richiede perciò un approccio intrinsecamente multidispiclinare: la filosofia non basta da sola, così come non sono sufficienti le scienze umane. Per rispondere quest'urgenza di pensiero - divenuta oggi, nell'età della biopolitica, altrettanto un'esigenza politica - l'associazione singolare comune ha scelto di interpellare due filosofi e due neuroscienziati. L'occasione d'incontro è stata il convegno "Che cos'è un soggetto. Ontologie della soggettività tra singolare e comune", tenutosi a Cremona il 18 febbraio 2011.
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Con i dervisci. Otto incontri sul campo
editore: Mimesis
pagine: 239
Il sufismo è anche, e forse soprattutto, trasmissione viva di un sapere che viene consegnato in maniera orale/aurale da maestro ad allievo, da derviscio a derviscio. Per rendere una simile impalpabile e poco dicibile trasmissione, un approccio possibile è sembrato essere quello antropologico: il libro è infatti composto da diversi articoli tratti dalle esperienze, dai viaggi e dagli incontri sul campo (da qui il titolo) avuti da giovani studiosi italiani in discipline antropologiche, etnomusicologiche ed orientalistiche. Alla luce del noto verso del poeta di lingua persiana Mowlana Jalal ud-Din Rumi (1207-1273) che canta "in realtà, il ramo è giunto ad esistere in vista del frutto", ad ognuno è stato chiesto di riconsiderare i propri incontri con esponenti viventi del sufismo, ossia con i frutti di un passato che è tutto presente. Dall'insieme dei contributi emerge un panorama fatto di paesaggi, viaggi, cibi, immagini, colloqui, impressioni ed incontri in un'area che, andando da occidente ad oriente, va dal Marocco, all'Albania, all'Etiopia, alla Siria, al Kurdistan iraniano, all'Iran, all'Asia centrale per arrivare sino in India.
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Il lavoro della creatura piccola. Continuare l'opera della madre
editore: Mimesis
pagine: 69
Un dialogo denso e serrato con Luisa Muraro sui temi più profondi della maternità
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Le mamme vengono prima. Il lavoro e gli affetti delle educatrici di nido
editore: Mimesis
pagine: 64
I nidi famiglia sono sempre più numerosi
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Tutta la realtà che possiamo. Immaginazione e simbolo nelle marche e nei media
editore: Mimesis
pagine: 109
Tutta la realtà che possiamo mette in campo saperi diversi ed eterogenei per ripensare il rapporto tra realtà e finzione che è
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