Moretti & vitali: LE FORME DELL`IMMAGINARIO
Foreste, echi e immagini interiori
di Perugini Alessandra
editore: Moretti & vitali
pagine: 130
Il libro propone, con un linguaggio agile di facile comprensione, un'inedita e originale lettura della foresta attraverso l'an
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Il violino di Anassimandro
di Paolo Barbieri
editore: Moretti & vitali
pagine: 104
Una dedica, un segnalibro e alcune note musicali disegnate sui margini delle pagine con i frammenti di Anassimandro nel primo
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Oltrerosa
di Sara Benaglia
editore: Moretti & vitali
pagine: 260
"Oltrerosa" è un viaggio iniziatico per immagini, dentro un mutus liber, un percorso psichedelico, sapienziale ed esoterico, c
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Forme della ribellione
di Paolo Barbieri
editore: Moretti & vitali
pagine: 176
Albert Camus sosteneva che c'è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio
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Magismo del gesto. I segni delle corna nell'arte
di Mauro Zanchi
editore: Moretti & vitali
pagine: 124
In questo saggio si pone l'attenzione sui segni che muovono forze invisibili, ritenute sovrannaturali, attraverso il magismo d
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Gli occhi di Thanatos. E-mail sulla morte. Dialoghi d'agosto
di Barbieri Paolo
editore: Moretti & vitali
pagine: 101
Accanimento terapeutico, testamento biologico, eutanasia attiva e passiva sono concetti sui quali da anni è aperto un dibattit
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Uomini ultimo atto
di Anna M. Carpi
editore: Moretti & vitali
pagine: 157
Tre storie quasi interamente vere e legate dal filo di una stessa interlocutrice. Un giovane del Norditalia incarcerato per rapina che si esalta nella lettura di Nietzsche, un pittore di origine pugliese smarrito nei commerci dell'arte, un ragazzo inglese senza lavoro, nostalgico del grande passato della sua patria. Uomini di diversa estrazione sociale e di tre diverse generazioni che soffrono della crisi maschile del ruolo e al proprio sé trovano ricovero o rovina fra sete d'assoluto, fantasie di guerra e pulsione di morte. Un nesso con quei giovani europei che oggi guardano al Califfato?
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Sonetti a Orfeo
di Rainer Maria Rilke
editore: Moretti & vitali
pagine: 218
"I sonetti a Orfeo" di Rilke possono essere descritti come il più visionario annuncio fatto al mondo del potere taumaturgico d
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La casa dei martiri
di Alberto Bellocchio
editore: Moretti & vitali
pagine: 96
Giugno 1924, viene rapito e assassinato il deputato Giacomo Matteotti. Sono novant'anni. Nel poemetto "La casa dei martiri", Alberto Bellocchio, attraverso un'ampia carrellata che comprende il biennio rosso, il biennio nero, l'epopea del Milite Ignoto, gli arditi del popolo, la marcia su Roma, fino al tragico epilogo dell'uccisione di Matteotti, descrive la drammatica parabola che vive il nostro paese, scosso dalla carneficina della guerra del '15 e destabilizzato dallo scontro tra offensiva proletaria e la montante violenza nazionalista. La rivoluzione, profetizzata e promessa dai capi del proletariato accecati dalla prospettiva dei soviet, Mussolini la fa. Allo scopo getta spregiudicatamente sul piatto anche i martiri della sua parte; ogni città avrà una "Casa dei martiri", tempietto di culto dove sono venerati come eroi risorgimentali. Con l'eliminazione di Matteotti, il fascismo pone le basi per il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla dittatura. Un'opera politico/celebrativa? Tutt'altro. Alberto Bellocchio osserva e racconta da una doppia visuale: quella commossa e partecipe della luttuosa caduta degli ideali del sole dell'avvenire; e quella di un'Italia che, scossa e disorientata, accetta il "santo manganello" e si consegna a chi promette ordine. La pacificazione degli animi propagandata dal duce convince e vince. Matteotti dovrà attendere vent'anni per rialzare il suo sguardo appassionato e intransigente, per riprendere parola e azione.
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I fuochi di Dioniso
di Di Oronzo Vincenzo
editore: Moretti & vitali
pagine: 137
Dioniso è, nella mitologia greca, l'unico dio che totalmente contiene in sé l'uomo, in tutte le sue passioni e sembianze
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Il mio nome è Inna. Scene dal casolare rosso
di Ida Travi
editore: Moretti & vitali
pagine: 191
"Inna, Zet, Nikka e Sasa sono i protagonisti del nuovo lavoro poetico di Ida Travi. Dimorano la terra di Zard, sono i parlanti di una lingua sconosciuta e vicina, i Tolki. Eppure Inna è la sola che sa pronunciare il proprio nome. Se con la sua precedente raccolta poetica, 'Tà. Poesie dello spiraglio e della neve', l'autrice ci ha ammonito sull'esistenza di sopravviventi un futuribile post, ne 'II mio nomee Inna' ci consegna la visione gravida e miracolosa di una resistenza consapevole e sorprendente, giacché 'Siamo baciati dallo spirito del tempo / ci bacia sulla testa lo spirito del tempo / è così che ci pettina, ci inchina'." (dalla nota di Alessandro Pigliaru)
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