Ombre corte: Culture
Politiche dell'estraneo. L'istituzione del moderno e l'irruzione dell'altro
di Bernhard Waldenfels
editore: Ombre corte
pagine: 154
L'estraneità costituisce l'istanza originaria e inaggirabile dell'esperienza umana, che però solitamente la conoscenza filosofica ha la tendenza a emarginare e neutralizzare facendone semplicemente qualcosa di ostile, di insignificante o di ignoto. In tal modo, tuttavia, il fenomeno dell'estraneo, invece di venire riconosciuto nella sua positività, viene fin dall'inizio subordinato al proprio, di cui finisce per costituire una variante oppositiva o difettiva. Non a caso, infatti, sulla conoscenza dell'estraneo pende la spada di Damocle del solipsismo. Per sottrarvisi, è necessario che lo scenario muti. L'estraneo, in realtà, prima che noi possiamo prendere una qualunque posizione nei suoi confronti, ci coinvolge e ci interpella. In tal modo, tra proprio ed estraneo si apre un campo irriducibile di tensioni, ambiguità e dissimulazioni, di cui gli scritti raccolti in questo volume analizzano soprattutto le implicazioni pratico-politiche. Ne risulta una disamina assai feconda e inedita di temi fondamentali del lessico politico e giuridico contemporaneo, che tocca motivi quali la libertà, il potere, la violenza, l'ordinamento, la rappresentanza, l'interculturalità e la costituzione di un'Europa dal carattere plurale. Prefazione e cura di Ferdinando G. Menga.
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Marx e la società del XXI secolo. Nuove tecnologie e capitalismo globale
editore: Ombre corte
pagine: 142
Nonostante negli anni immediatamente successivi il crollo del Muro di Berlino il pensiero di Karl Marx sia stato considerato da molti come inattuale e spesso relegato alla pura indagine storiografica o alle riflessioni di pochi addetti ai lavori, la sua opera ha continuato a offrire importanti spunti per l'analisi e la comprensione delle società contemporanee. D'altra parte, è significativo che di fronte all'attuale crisi economica vi sia stata una nuova riscoperta del suo pensiero, anche se non necessariamente conseguente dal punto di vista politico. Segno evidente che in quella "cassetta degli attrezzi" non si nasconde del ferro vecchio, come il pensiero dominante vorrebbe far credere. A partire da una rilettura delle categorie e delle analisi sviluppate da Marx, i contributi qui raccolti intendono dunque offrire una rassegna delle più recenti tendenze che caratterizzano il capitalismo contemporaneo: dall'avvento delle reti digitali alle trasformazioni del lavoro e del consumo, dal ruolo degli intellettuali al modo di produrre e comunicare. Fenomeni recentissimi, che necessitano di un approccio realmente critico, in grado di mostrare i diversi collegamenti tra politica, economia e comunicazione: oltre l'immagine di un mondo e di una scienza sociale "neutra", che mette tra parentesi il tema delle disuguaglianze di classe e i meccanismi di funzionamento del capitalismo, quasi fossero il puro prodotto di una retorica vuota e non il fondamento stesso delle nostre vite.
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Spinoza e Nietzsche
Della potenza e le sue determinazioni
di Lodoli Federico
editore: Ombre corte
pagine: 160
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Occupy! I movimenti nella crisi globale
editore: Ombre corte
pagine: 160
Gli anni Novanta del secolo scorso si aprivano con la retorica della fine della storia, per nutrire l'apologia dell'unico mond
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Chi decide? Critica della ragione eccezionalista
editore: Ombre corte
pagine: 201
Guantanamo, il Patriot act, le extraordinary rendition, ma anche i centri di detenzione per migranti, l'abuso della decretazio
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La vita che verrà. Biopolitica per Homo sapiens
di Cimatti Felice
editore: Ombre corte
pagine: 158
La vita che verrà è quella che, finalmente, di nuovo possiamo immaginare oltre quella che stiamo vivendo
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Prospettiva Deleuze. Filosofia, arte o politica?
di Giuliano Antonello
editore: Ombre corte
pagine: 196
Per un testo che vuole essere introduttivo non è certo facile dare conto di un pensiero che, come quello di Deleuze, ha attrav
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Senza asilo. Saggi sulla violenza politica
editore: Ombre corte
pagine: 317
Il volume propone alcune riflessioni sulla scena nascosta della politica, quella in cui la violenza gioca un ruolo fondamentale tanto nell'ordinamento quanto nella disgregazione dei collettivi umani. Da diverse prospettive disciplinari, il tema della violenza politica è affrontato cercando di sottrarlo ai luoghi comuni che ne accompagnano l'osservazione contemporanea, in particolare quelli che vorrebbero limitarlo alla guerra e al terrorismo. L'attenzione è dunque rivolta a quelle dimensioni della violenza collettiva di cui è sempre più difficile comprendere il carattere politico. Le ricerche partono da una duplice constatazione: da un lato, che la violenza, quando interpretata politicamente, stenta ad assumere un "valore eticamente" univoco, tale da determinarne la condanna di ogni sua espressione (l'esempio tipico è quello delle professioni di non-violenza), dall'altro, che è sempre più problematico configurare un punto di raccolta (istituzionale, organizzativo, ideale) in cui le violenze collettive siano considerate legittime (come, ad esempio, accadeva nel passato nel cono d'ombra delle "rivoluzioni"). Le ragioni di questa problematicità dipendono sostanzialmente dalle trasformazioni di cui la violenza politica è stata protagonista nella storia recente, e i saggi qui proposti cercano innanzitutto di rendere osservabili alcune di esse.
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Politiche della verità. Michel Foucault e il neoliberalismo
di Tazzioli Martina
editore: Ombre corte
pagine: 174
Si può parlare di una funzione critica del liberalismo inteso come "stile governamentale" e non (solo) come tecnologia di pote
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Critica del cielo, critica della terra. Saggi su marxismo, religione e teologia
di Boer Roland
editore: Ombre corte
pagine: 207
Fredric Jameson definisce l'opera di Roland Boer "uno straordinario tour de force" alla scoperta delle riflessioni che numeros
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Dalla diaspora, voci in contrappunto. Hannah Arendt ed Edward W. Said nel conflitto sionista-palestinese
di Parise Eugenia
editore: Ombre corte
pagine: 151
Attraverso le vicende biografiche, intellettuali e politiche di Hannah Arendt, un'ebrea tedesco-americana, e Edward Said, un p
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Così lontano, così vicino. Tattiche mediatiche per abitare lo spazio
di Tiziano Bonini
editore: Ombre corte
pagine: 157
"La maggior parte di chi viaggia, viaggia per tornare indietro", ha scritto Michael de Montaigne. Anche chi scappa, chi fugge deliberatamente, chi se ne va in cerca di una nuova vita, porta con sé il calore della casa che lo ha cresciuto, dei luoghi, degli oggetti, degli odori, dei suoni familiari. Ricominciare in un altro luogo richiede un lungo processo di "colonizzazione" dello spazio ospite, di addomesticamento del nuovo. Una volta abbandonato il proprio spazio domestico, però, è facile sentirsi stranieri, fuori posto, senza casa. Quando siamo in cammino, dispersi dalle guerre, dalla politica o dal desiderio di una vita migliore, come facciamo a sentirci "a casa"? Possiamo, attraverso i media, ricreare almeno un po' del calore di casa: la radiolina, il telefono, il giornale, la videocassetta, il dvd, l'ipod, l'antenna satellitare, Internet. Questo libro prova a definire il nuovo concetto di "casa" (intesa come home/heimat) prodotto dal mix di globalizzazione e nuovi media e indaga gli usi, le tattiche, le storie di coloro (migranti, turisti, rifugiati) che per qualche motivo - temporaneamente o per sempre - sono costretti a vivere lontano dal proprio paese, dalla propria famiglia, dal proprio universo culturale e fanno di tutto per tornare a casa con ogni mezzo (di comunicazione) possibile.
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