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Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin

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Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin
Titolo Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin
Curatore
Argomento Literature and Arts Art
Collana La cultura
Editore Il Saggiatore
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 88
Pubblicazione 2024
ISBN 9788842833741
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Pubblicato da Einaudi nel 1969, "Morire di classe" è un'opera eccezionale. Criticando attraverso immagini inequivocabili le condizioni in cui si trovavano gli ospedali psichiatrici italiani dell'epoca, fu un importante fattore nella battaglia di Franco Basaglia per far chiudere quegli istituti. Dal punto di vista editoriale, si presentò per la prima volta un oggetto di design (ispirato alla grafica pubblicitaria dell'epoca), che era insieme un libro fotografico, politico e sociologico; un libro da guardare - o da cui distogliere lo sguardo - tanto quanto da leggere. Negli scatti in bianco e nero di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin - due dei più importanti fotografi italiani - si alternano muri, porte, chiavi, corpi, materassi, alberi, camicie di forza, sguardi vivi in corpi imprigionati e sono inframezzati da testi, selezionati da Basaglia stesso e tratti da opere di Erving Goffman, Michel Foucault, Primo Levi, Jonathan Swift, Rainer Maria Rilke e Peter Weiss. Denunciando la situazione e invitando le istituzioni interessarsi del recupero e non dell'annientamento di chi è stato escluso, il libro pone anche una questione etica. Che non vengano mai varcati i confini tra rivelazione e sfruttamento, tra compassione ed eccitazione pruriginosa mentre si immortala un malato di mente.
 
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