La fase storica in cui viviamo sottopone tutti
i membri della società a ripetute destabilizzazioni
della vita quotidiana, non solo per gli
aspetti economici e lavorativi, ma anche per
le capacità di adattamento, mobilitazione,
innovazione. Siamo chiamati a convivere con
crisi ricorrenti e a impegnarci in modo permanente
per uscire da queste crisi, facendo leva
sulle risorse culturali, sociali, economiche di
cui disponiamo. L’esito resta incerto, ma non
è indifferente la strada che si sceglie di percorrere.
Insieme alle paure e alle nostalgie, le crisi mettono in moto energie sopite, slanci vitali, capacità progettuali. Di queste energie fanno parte anche i valori, che coincidono con modelli di orientamento, convinzioni radicate, obiettivi considerati altamente desiderabili.
La quarta indagine sui valori degli italiani nel contesto europeo (EVS 2009) permette di fare il punto su questo insieme di risorse e di verificare in che modo esse incidono sulle esperienze familiari e lavorative, sulle appartenenze religiose, sull’apertura-chiusura verso gli altri, sulla partecipazione politica e sociale, sul futuro della società nel suo complesso.
Gli italiani hanno i loro punti di forza nella propensione all’impegno lavorativo, nel senso di autonomia e di responsabilità individuale, nella volontà di partecipare alle decisioni, nella disponibilità alla gratuità e alla solidarietà sociale; nutrono però scarsa fiducia verso le organizzazioni collettive e le istituzioni pubbliche nazionali che considerano distanti e inefficienti. Questo scetticismo, che costituisce un tratto di base della cultura nazionale, è di fatto un punto di debolezza per fronteggiare le crisi del nostro tempo, che richiedono l’elaborazione di progetti comuni e la capacità di organizzare sforzi coordinati e duraturi.
Insieme alle paure e alle nostalgie, le crisi mettono in moto energie sopite, slanci vitali, capacità progettuali. Di queste energie fanno parte anche i valori, che coincidono con modelli di orientamento, convinzioni radicate, obiettivi considerati altamente desiderabili.
La quarta indagine sui valori degli italiani nel contesto europeo (EVS 2009) permette di fare il punto su questo insieme di risorse e di verificare in che modo esse incidono sulle esperienze familiari e lavorative, sulle appartenenze religiose, sull’apertura-chiusura verso gli altri, sulla partecipazione politica e sociale, sul futuro della società nel suo complesso.
Gli italiani hanno i loro punti di forza nella propensione all’impegno lavorativo, nel senso di autonomia e di responsabilità individuale, nella volontà di partecipare alle decisioni, nella disponibilità alla gratuità e alla solidarietà sociale; nutrono però scarsa fiducia verso le organizzazioni collettive e le istituzioni pubbliche nazionali che considerano distanti e inefficienti. Questo scetticismo, che costituisce un tratto di base della cultura nazionale, è di fatto un punto di debolezza per fronteggiare le crisi del nostro tempo, che richiedono l’elaborazione di progetti comuni e la capacità di organizzare sforzi coordinati e duraturi.
Biografia dell'autore
Giancarlo Rovati è professore ordinario di
sociologia nella Facoltà di Scienze politiche
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e
partecipa al progetto EVS dal 1990. Ha condotto
studi e ricerche sulle culture politiche,
le disuguaglianze sociali, le povertà. Ha presieduto
la Commissione nazionale di Indagine
sull’esclusione sociale (Cies) dal 2002 al 2007
e attualmente coordina l’Osservatorio sull’esclusione
sociale della Regione Lombardia
(Ores). Su questi temi ha curato i volumi Le
dimensioni della povertà (Roma 2006),
Povertà e lavoro (Roma 2007), La povertà alimentare
in Italia (con L. Campiglio) (Milano
2009), Rapporto sull’Esclusione sociale in
Lombardia (Milano 2009, 2010, 2011).


