Rimarrebbe deluso chi pensasse di trovare in queste pagine un racconto puntuale intessuto di luoghi, fatti, incontri. Non manca - beninteso - nessuno di questi ingredienti, ma l'autobiografia di Chesterton, uscita postuma nel 1936, è soprattutto la storia di un'intelligenza e di un'anima che cercano, non senza incertezze e contraddizioni, la propria strada. Sullo sfondo, evocato con tocchi magistrali, sta il difficile periodo di transizione tra XIX e XX secolo, con il crollo degli Imperi coloniali e il dramma della prima guerra mondiale. E dallo sfondo si affacciano le personalità del panorama politico e letterario con cui lo scrittore entra in contatto e su cui esercita la propria attitudine all'analisi per paradossi dell'uomo e della società, senza mai rinunciare alla sua impareggiabile vis polemica. La nota segreta del testo - quella che risuona inconfondibile dietro le vicende e le battaglie quotidiane - è però la ricerca di una verità più grande di quella proposta dalle filosofie e dalle dottrine che occupavano (e occupano ancora) la scena contemporanea, una verità capace di cogliere l'umano nella sua complessità e integralità. L'approdo sarà, come è noto, la Chiesa cattolica, "dove tutte le verità si danno appuntamento".
Autobiografia
| Titolo | Autobiografia |
| Autore | Gilbert K. Chesterton |
| Traduttore | C. Spinoglio |
| Argomento | Fiction Contemporary fiction |
| Collana | I Pellicani |
| Editore | Lindau |
| Formato |
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| Pagine | 412 |
| Pubblicazione | 2010 |
| ISBN | 9788871808772 |
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