Le Leggi raccolgono l’eredità della tragedia ateniese del V secolo a. C. e la traducono nel progetto legislativo di una colonia chiamata Magnesia.
L’ipotesi da cui questo libro muove è che il potere di mediazione fra le diverse istanze interne alla polis, che il progetto platonico assegna alla legislazione, riposi sull’esperienza, eminentemente politica, del teatro ateniese.
La prima parte del saggio si concentra su un’analisi del senso politico della dialettica teatrale e rituale di ordine-disordine nella tragedia attica (in particolare le Baccanti di Euripide) e dei luoghi dell’opera platonica che, prima delle Leggi, si fanno carico di una critica (e ripensamento) dei meccanismi mimetici. Nella seconda parte sono esaminate le strutture legislativa e teoretica di Magnesia e la funzione che esse esplicano rispetto a ciò che è altro dalla città. Dall’analisi del sostrato filosofico che regge la legislazione emerge un nuovo ordine naturale al quale è subordinato il rapporto identitario fra i diversi gruppi sociali, fra il nomos e i singoli nomoi, e infine fra il singolo cittadino e il divino inscritto nella città.
Il testo è arricchito da uno studio introduttivo di Maria Michela Sassi, dedicato alla rappresentazione del meccanismo psichico fra Repubblica e Leggi.
L’ipotesi da cui questo libro muove è che il potere di mediazione fra le diverse istanze interne alla polis, che il progetto platonico assegna alla legislazione, riposi sull’esperienza, eminentemente politica, del teatro ateniese.
La prima parte del saggio si concentra su un’analisi del senso politico della dialettica teatrale e rituale di ordine-disordine nella tragedia attica (in particolare le Baccanti di Euripide) e dei luoghi dell’opera platonica che, prima delle Leggi, si fanno carico di una critica (e ripensamento) dei meccanismi mimetici. Nella seconda parte sono esaminate le strutture legislativa e teoretica di Magnesia e la funzione che esse esplicano rispetto a ciò che è altro dalla città. Dall’analisi del sostrato filosofico che regge la legislazione emerge un nuovo ordine naturale al quale è subordinato il rapporto identitario fra i diversi gruppi sociali, fra il nomos e i singoli nomoi, e infine fra il singolo cittadino e il divino inscritto nella città.
Il testo è arricchito da uno studio introduttivo di Maria Michela Sassi, dedicato alla rappresentazione del meccanismo psichico fra Repubblica e Leggi.
Biografia dell'autore
Giovanni Panno (1976) ha conseguito l’abilitazione SSIS presso l’Università di Venezia. Laureatosi a Padova con Giangiorgio Pasqualotto e Adone Brandalise sul pensiero di Novalis (Movimento della relazione e ‘Schweben’ nelle «Fichte Studien» di Novalis, Imprimitur, Padova 2007), ha seguito i corsi di dottorato in Filosofia sotto la guida di Maria Michela Sassi e Alfonso Maurizio Iacono all’Università di Pisa, di Otfried Höffe all’Università di Tübingen. Presso la cattedra di Höffe, Panno si occupa di un progetto finanziato dalla Fondazione Fritz Thyssen sull’Apocalisse in Kant e nel Novecento. I principali saggi pubblicati sono: Mediazione della parola nel pensiero di Hölderlin: tragico e legge (2004); Crasi di scopo ultimo e scopo finale nell’annuncio di «Das Ende aller Dinge» (2004); Il Medioevo di Novalis. Cristallizzazione del tempo e librazione dell’angelo (2004); Urkönig-Urmensch: romanticismo politico e katechon del re (2005); Sapienza della composizione: l’«Entwurf einer neuen Ästhetik der Tonkunst» di Ferruccio Busoni (2006).


