Non sono in pochi a ritenere, come Manganelli, che Singer raggiunga la perfezione nella forma breve, e questo volume ne offre un'abbagliante conferma. Difficilmente, infatti, potremo dimenticare i personaggi immensi che popolano la «gigantesca mitologia» da lui narrata nel suo yiddish natale, una lingua dotata di un'efficacia e di una freschezza che fanno pensare a quella dei cantastorie: Zlateh la Cosacca, l'ultima delle spose del terribile Ammazzamogli; gli struggenti «piccoli calzolai» che ricreeranno in America la gioia semplice dello shtetl; il giovane diavolo che si apposta nello specchio di una donna sposata e la seduce pur essendo «nero come la pece, lungo come una pertica, con orecchie d'asino, corna d'ariete, bocca di rana e barba di capro»; Maclat, figlia di Naamah, «la diavolessa che insegna ai giovani demoni le vie della corruzione»; e soprattutto lui, Gimpel, il candido, adorabile credulone che Jerome Charyn ha definito «un fratello comico dell'uomo del sottosuolo di Dostoevskij».
Gimpel l'idiota
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| Titolo | Gimpel l'idiota |
| Autore | Isaac Bashevis Singer |
| Curatore | E. Zevi |
| Traduttore | A. Bassan Levi |
| Argomento | Fiction Contemporary fiction |
| Collana | Biblioteca Adelphi, 788 |
| Editore | Adelphi |
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| Pagine | 200 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788845941191 |
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