Il testo propone una ricostruzione storicoteoretica
della prospettiva postumanistica,
evidenziandone i principali snodi concettuali,
a partire dalla Neue Anthropologie,
dal pensiero di Foucault e di Deleuze,
passando per la biologia evoluzionistica e
l’infofilosofia fino a giungere alla tecnoscienza
contemporanea, intesa come
luogo di collisione e commistione del
sapere e dell’agire umano.
Accanto a tale ricognizione si propone
una problematizzazione della semantica
del postumano, sottolineandone il limite
critico in una concezione riduttiva e
riduzionista della natura umana, della
quale, per contro, si propone un recupero
del significato classico secondo il
suo concetto non naturalistico, per il
quale essa non è riducibile a semplice e
statica materia, ma è da intendersi
come ciò che ha in sé il principio di
movimento e di quiete. Una natura
umana così intesa comprende in sé gli
attributi principali del pensiero postumanistico,
in particolare dinamismo e
ibridazione, restando nel contempo
inscritta in un orizzonte ancora antropologico.
Biografia dell'autore
Dottore di ricerca in «Etica e Antropologia.
Storia e Fondazione» presso
l’Università del Salento, è attualmente
assistente alle cattedre di Filosofia
morale e Antropologia filosofica presso
la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia
Meridionale (sez. S. Tommaso, Napoli).
Impegnato in progetti di ricerca su
argomenti di bioetica e di biogiuridica,
è autore di diversi saggi e articoli, tra i
quali: Antropologia negativa e identità
relazionale: l’uomo precario di Gehlen,
2005; Identità violata. Mani-polazione
del corpo e alterazione dell’io, 2006;
Transizionalità ed eteroriferimento. La
cultura come problema dell’alterità nel
postumanesimo, 2007; Uomo-tecnicanatura.
Il modello postumanistico, 2009;
La coscienza. Elementi di indagine filosofica,
2010; The Ethical Pain. Detection
and management of pain and suffering in
disorders of consciousness, 2011.


