Guglielmo di Ockham (1280 ca.-1349), maestro francescano all’Università di Oxford,
versatile figura di intellettuale, viene
variamente definito innovatore, scettico,
soggettivista, nominalista, pansemiotista,
per la sua massiccia utilizzazione della
logica nei diversi ambiti del sapere. Nelle
sue opere infatti la logica assume una particolare
importanza e apre nuove prospettive,
alcune delle quali verranno successivamente
sviluppate dalla moderna logica
formale (come le dottrine dell’inferenza o
dell’errore). La logica di Ockham si inserisce
nel contesto di rinnovato interesse per
la logica medievale, soprattutto dagli studiosi
di scuola anglosassone, e offre un’analisi
completa della posizione ockhamista
a partire dalla Summa logicae, opera di
una poliedricità notevole. Attraverso
un’attenta indagine dei testi, supportata
dagli stimoli della più recente storiografia,
viene presentata un’impegnativa ermeneutica
volta alla puntuale ricostruzione
filologica delle singole dottrine e alla
ricerca della continuità con la testualità
dei logici precedenti, vicini e lontani, per
intercettarne la carica innovativa. Grande
attenzione viene data alla semantica e alla
semiotica, così come alle condizioni di
verità delle proposizioni e alla logica
modale.
Biografia dell'autore
Paola Müller è ricercatore di Storia della
Filosofia medioevale presso la Facoltà di
Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica
del Sacro Cuore di Milano. Si è occupata,
in particolare, di Guglielmo di Ockham e di
Giovanni Duns Scoto. Tra le sue pubblicazioni:
Ockham, Logica dei termini (Milano
1992); San Bonaventura, Commento al
Vangelo di Luca/1 (Roma 1999).


