Muovendo da un affettuoso e divertito racconto degli anni trascorsi accanto a Giulio Einaudi, e da una lunga esperienza presso Adelphi, l'autore riflette sugli obiettivi di un'editoria e una letteratura che sappiano conservare la memoria del passato e anticipare i tempi, che siano capaci di cogliere quanto ribolle nel sottosuolo della società e della psiche, e aprano così nuovi orizzonti. Saper leggere il mondo attraverso "libri necessari", come quelli consigliati alle migliori case editrici da Roberto Bazlen (cui è dedicato un capitolo del libro), ci aiuta ad affinare la nostra sensibilità verso il nuovo che si annuncia e che non deve coglierci impreparati. Nelle loro opere rabdomantiche e anticipatrici, scrittori presaghi come Kafka, Benjamin o Dürrenmatt avevano già visto tutto. Ma chi seppe ascoltarli? Una letteratura e un'editoria consapevoli del loro valore civile ed etico assolvono a un compito conoscitivo, giacché «il romanzo che non scopre una porzione di esistenza fino ad allora ignota è immorale. La conoscenza è la sola morale del romanzo», come ci ricorda Milan Kundera.
Un quarto di pera di Giulio Einaudi. E altre memorie editoriali
| Titolo | Un quarto di pera di Giulio Einaudi. E altre memorie editoriali |
| Autore | Roberto Cazzola |
| Argomento | Literature and Arts Publishing |
| Collana | Tamburi di carta, 30 |
| Editore | Seb27 |
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| Pagine | 192 |
| Pubblicazione | 2023 |
| ISBN | 9788898670789 |
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