Skira: StorieSkira
Last words
di Gabriele Tinti
editore: Skira
pagine: 104
Last words è una raccolta di found poems. Il disegno concettuale che la presiede è drammatico: restituire il lirismo degli istanti ultimi. Con questo obiettivo Gabriele Tinti ha composto in una collettanea, in un unico, lungo, doloroso, commovente, poema della realtà, le ultime parole di persone comuni che hanno scelto di suicidarsi. Parole organizzate dall'autore in forma di epitaffio collettivo e riportate fedelmente, senza alcuna modifica di sorta, privandole così di qualsivoglia patetico tentativo d'immedesimazione, di finzione, di artificiosità letteraria. Letali, terribili, lucide, scritte come urlo, come grido, in serenità, con consapevolezza, in pace. Sono parole che contengono tutta la complessità terribile della vita. Nel loro essere ultime, conclusione d'ogni comunicazione, d'ogni slancio vitale, testimoniano la più autentica difficoltà dell'essere uomini. Il libro contiene i saggi di Derrick de Kerchkove e Umberto Curi ed è arricchito dalle immagini di morti per suicidio di Andres Serrano tratte dalla scandalosa serie The morgue.
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Una domenica con il commissario Ricciardi
di Maurizio De Giovanni
editore: Skira
pagine: 176
"La sera precedente Ricciardi aveva avuto la sorpresa di ritrovarsi di fronte, all'uscita della questura, nientemeno che Bruno Modo, lo scanzonato dottore che alla cura dei tantissimi malati che confluivano ogni giorno all'ospedale dei Pellegrini, nel vicino quartiere della Pignasecca, affiancava la competenza del miglior medico legale della città. Se lo ritrovò appoggiato al muro che fumava, il cappello all'indietro, il colletto sbottonato dietro il nodo allentato della cravatta. Al suo fianco, come sempre a poco più di un metro, senza corda né guinzaglio, il cane pezzato che da circa un anno gli faceva compagnia. La sera era dolce e l'aria serena; settembre era avanzato, ma sembrava non aver la minima intenzione di mollare il ricordo della rovente estate che l'aveva preceduto..." All'indomani di "Anime di vetro", in una domenica di settembre del 1932, il talento narrativo di Maurizio de Giovanni "fotografa" il commissario Ricciardi e gli altri personaggi della serie, e intrecciando le loro voci, i loro ricordi e i loro sogni guida il lettore attraverso una Napoli resa ancora più viva e reale dalle immagini d'epoca che accompagnano i suoi racconti.
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La selva dei morti
di Ernst Wiechert
editore: Skira
pagine: 128
Prigioniero politico a Buchenwald, Johannes assiste all'annientamento di ogni forma di umanità, alle torture fisiche e mentali, alla degradazione di cui sono vittime principali gli ebrei, e si rende conto di quale terribile strada abbiano intrapreso il suo Paese e la sua gente. Il crollo psicofisico causatogli dai lavori forzati, congiunto agli sforzi di familiari e amici, ne consentiranno il rilascio: Johannes dovrà tuttavia promettere il silenzio su quello che ha visto. Ernst Wiechert, scrittore già assai noto all'epoca, fu internato a Buchenwald nel 1938 dopo essersi pronunciato in difesa di un pastore luterano che si era esposto contro il regime, e fu rilasciato dopo alcuni mesi a condizione di non fare più opposizione. Il carattere fortemente autobiografico del romanzo, filtrato dalla narrazione in terza persona, lascia emergere con grande efficacia l'angoscia e la disperazione, alleviate soltanto dall'aiuto inatteso e dall'amichevole compassione dei compagni di sventura, in pagine comunque capaci di liberarsi dall'odio e dal risentimento.
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Non chiedere cosa sarà il futuro
di Giuseppe Sgarbi
editore: Skira
pagine: 144
Giuseppe "Nino" Sgarbi (novantaquattro anni, oltre sessanta dei quali trascorsi nella sua casa-museo, cenacolo di scrittori, artisti e personalità della cultura) tesse, in un delicato gioco di rimandi fra passato, presente e futuro, le tre correnti che sono state vento alla vela della sua vita: l'aria - la passione per il volo, la caccia, il cinema; l'acqua - il fiume, la pesca, il mare; il pensiero - i grandi incontri con i libri e la poesia, ma anche con alcuni tra i protagonisti della scena culturale del Novecento. Come scrive Claudio Magris nella prefazione, "I toni tragici non si addicono alla ferma dignità di un vecchio signore familiare con la ruvida terra e l'acqua del fiume, ma sempre attento alle buone maniere. Sarebbe bello potergli assomigliare, almeno un pochino...".
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Oro dentro. Un archeologo in trincea: Bosnia, Albania, Kosovo, Medio Oriente
editore: Skira
pagine: 192
Esistono vari modi di lavorare sui beni culturali: insegnare, prodigarsi nelle istituzioni, denunciare incuria e malefatte
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Racconti della camera oscura
editore: Skira
pagine: 192
Le suggestioni della fotografia nella letteratura tra Otto e Novecento
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Serra con ciclamini. Il processo di Norimberga e la rinascita economica della Germania
di West Rebecca
editore: Skira
pagine: 176
Per la prima volta in italiano, viene qui pubblicato il reportage sugli ultimi giorni del Processo di Norimberga scritto nel 1
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Charlotte. La morte e la fanciulla
di Bruno Pedretti
editore: Skira
Charlotte Salomon, giovane artista ebrea berlinese, prima di essere travolta dall'uragano nazista fece in tempo a raccontare in pittura la propria vita. Nata nel 1917 in una famiglia segnata da numerosi suicidi e vittima della follia razziale hitleriana, morirà a soli ventisei anni, incinta di quattro mesi, in una camera a gas di Auschwitz. È al suo capolavoro autobiografico Vita? o Teatro? (un'opera pittorica, teatrale e musicale) che si ispira Bruno Pedretti, rintracciando nell'esperienza di Charlotte i segni di un dramma che travalica la storia e precipita come tragedia inappellabile. Carica del peso di un dramma familiare che va oltre il suo personale destino, Charlotte sfidò gli estremi del dolore e dell'offesa riscattandoli con l'arte, per lasciarci in eredità uno dei canti più alti del nostro tempo.
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L'ultimo degli ingiusti
di Claude Lanzmann
editore: Skira
pagine: 128
Dopo "Shoah", nel 2013 Lanzmann decide di realizzare un film su Benjamin Murmelstein, l'ultimo decano del Consiglio Ebraico del ghetto di Theresienstadt (o Terezin) recuperando la lunga intervista filmata che gli aveva fatto quando era esule a Roma. Theresienstadt, detto anche il "ghetto modello", apparentemente era una stazione termale che Hitler aveva "regalato" agli ebrei. In realtà era uno specchietto per le allodole per le potenze straniere e la Croce Rossa Internazionale e un campo di concentramento e di smistamento. Murmelstein fu a lungo accusato di collaborazionismo e non poté mai mettere piede in Israele. Lanzmann, con le sue domande risolute, ottiene da Murmelstein una confessione sincera e talvolta quasi politicamente scorretta, ma mai in contraddizione con una vita di raro coraggio e con la decisione di non fuggire quando avrebbe potuto, restando invece tra la sua gente per fare tutto il possibile.
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Memorie di un'opera d'arte. La marchesa Casati
di Luca Scarlini
editore: Skira
pagine: 112
Discendente della dinastia tessile degli Amman, Luisa Casati Stampa (1881-1957) rimase presto orfana e si ritrovò con un enorme patrimonio da dilapidare. Milano, sua città natale, Roma, Venezia, Parigi - dove prese dimora nell'enorme e ingestibile Palais Rose - e infine Londra furono i suoi palcoscenici. Attratta da ogni eccesso, dalle droghe all'occulto, fu modella di tutti i protagonisti delle avanguardie, avendo al suo fianco una corte di iconografi intenti a celebrare le sue gesta in maschera. Leggendaria, sprezzante, chimerica, fu compagna di D'Annunzio e finì i suoi giorni in miseria. Cecil Beaton la inseguì nei suoi ultimi anni per ritrarre la sua decadenza, ma lei si schermì, preferendo affidarsi al ricordo. Una memoria che ha ispirato artisti, scrittori, creatori di moda e performer, affascinati dal suo "vivere inimitabile".
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Vita effervescente di Madame Clicquot
di Fabienne Moreau
editore: Skira
pagine: 240
Fin dai primi istanti trascorsi a Bouzy, nella Champagne francese, Barbe Clicquot è travolta dall'emozione davanti ai vigneti a perdita d'occhio nella luce del tramonto; giorno dopo giorno impara a conoscere i possedimenti della famiglia e l'arte di fare il vino. Alla morte del marito, François, non ha esitazioni: la giovane donna (ha soli 27 anni) è dotata di un carattere forte e di una vera passione per il commercio. Conquisterà nuovi mercati (i Paesi Baltici, la Russia), produrrà il primo champagne millesimato, imporrà un marketing aggressivo, diventerà una delle prime donne imprenditrici dei tempi moderni. Presto, tutti avrebbero conosciuto il nome della vedova Clicquot, simbolo di Champagne eccellente. Fabienne Moreau, storica e archivista della cantina Veuve Clicquot Ponsardin, ha avuto accesso agli Archivi della Maison e ha potuto così approfondirne la storia, che ci presenta come romanzo.
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