Bollati Boringhieri: Temi
I beni relazionali
Che cosa sono e quali effetti producono
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 252
Da alcuni anni le scienze sociali hanno scoperto un tipo di beni che non sono né cose materiali, né idee, né prestazioni, ma c
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Stasis. La guerra civile come paradigma politico Homo sacer, II, 2
di Agamben Giorgio
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 84
Stasis è il nome della guerra civile nella Grecia antica
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Uomini e macchine. La sfida dell'automazione
di Pinna Lorenzo
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 192
Duttili, instancabili, sofisticate, capaci di apprendere: le macchine di ultima generazione oggi sostituiscono l'uomo in un nu
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Le nuove paure. Che cosa temiamo oggi?
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 82
Da vero illuminista, Marc Augé possiede il talento di rivelarci a noi stessi
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La grande transizione
Dal declino alla società della decrescita
di Bonaiuti Mauro
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 188
Ormai entrata nel nostro lessico quotidiano, la parola "decrescita" si carica di significati opposti, qualificando - a seconda
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Alternative energetiche
Breviario dell'autosufficienza locale
di Friedman Yona
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 193
La nostra civiltà industriale consuma molta energia
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I signori del rating. Conflitti di interesse e relazioni pericolose delle tre agenzie più temute della finanza globale
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 183
Standard & Poor's, Moody's e Fitch sono le tre agenzie di rating che sconvolgono i mercati e mettono in crisi gli stati. Si dividono un mercato miliardario e hanno un immenso potere. Chi sono gli azionisti? Come operano? Perché queste "tre sorelle" del rating sono diventate così potenti? Si possono imporre delle regole? Tra gli azionisti di Standard & Poor's e quelli di Moody's si trova il fior fiore dell'industria statunitense dei fondi di investimento. Avviene così che coloro che investono sul mercato sono anche coloro che "giudicano" il mercato. Ma chi controlla i controllori? A queste domande rispondono in modo chiaro e diretto Paolo Gila e Mario Miscali. Questo libro offre in un momento cruciale dell'economia mondiale una panoramica dettagliata delle agenzie di rating, un settore di attività decisivo per le scelte degli investitori. Allo stesso tempo individua le possibili vie per una riforma del settore, basate su parole chiave molto chiare: responsabilità, concorrenza, trasparenza, efficienza, indipendenza.
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Stanno uccidendo la tv
di Codeluppi Vanni
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 110
Dallo sbarco sulla Luna al crollo delle Torri Gemelle, dal trionfo ai Mondiali di Berlino alle risse nella casa del Grande Fra
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Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà
di Lea Melandri
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 165
Nel comune sentire amore e violenza tendono idealmente a polarizzarsi: che cosa avrebbero da spartire lo slancio ardente verso l'oggetto del proprio desiderio e la brutale lacerazione dell'altro, la tenerezza e l'odio rabbioso, la passione vivificante e il gesto mortifero? In realtà il sentimento amoroso e l'atto violento si compenetrano da sempre, a partire dallo strappo che separa il maschio dal corpo di donna che lo ha generato. E sono intrecciati al punto da serrarsi in un nodo inestricabile che costituisce - sia per gli individui sia per i gruppi umani - il "fattore molesto" della civiltà. Con l'acutezza di sguardo di chi sa mettere a nudo le ambivalenze e le contraddizioni del rapporto di potere tra i sessi, Lea Melandri esplora la violenza reale e simbolica annidata all'interno delle relazioni più intime come la sessualità e la maternità. È su quel corpo con cui è stato tutt'uno, e con cui torna a fondersi nell'amplesso, che l'uomo si accanisce. Ma questa fuga estrema dal femminile che si perpetua, atavica, in ogni mano maschile levata sulle donne, conosce un'ultima contorsione, su cui Melandri invita a riflettere: l'attuale spazio pubblico femminilizzato sembrerebbe stemperare la "guerra tra i sessi", mentre è soltanto una nuova forma di dominio, a conferma ancora una volta dell'asservimento che ha ridotto le donne a vita biologica, virtù domestiche, prestazioni ancillari.
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L'architettura di sopravvivenza. Una filosofia della povertà
di Yona Friedman
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 167
A chi spetta il diritto di decidere in materia di architettura? Come assicurare questo diritto alle persone cui esso spetta? Come farlo in un mondo che va verso una povertà crescente? Come sopravvivere in tale mondo? Sono queste le domande a cui Yona Friedman cerca di rispondere nel presente libro, che non vuole lanciare l'ennesimo attacco all'architettura moderna, ma tentare di proporre soluzioni che rispettino le condizioni di sopravvivenza della specie umana. Di fronte agli attuali problemi di impoverimento e di esaurimento delle risorse diventa indispensabile un'architettura "povera" che riscopra i valori naturali e le tecniche compatibili con un modo di vita più sobrio. Risponde a queste esigenze l'architettura di sopravvivenza. Essa, a differenza dell'architettura classica che mira a cambiare il mondo per renderlo favorevole all'uomo, cerca di limitare le trasformazioni, conservando solo quelle necessarie a migliorare e rendere abitabili gli ecosistemi esistenti. In altre parole, l'architettura classica trasforma le cose per adeguarle all'uso umano, mentre l'architettura di sopravvivenza prova a modificare il modo in cui l'uomo si serve delle cose.
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La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione degli individui e della società
di Vanni Codeluppi
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 109
Il concetto di "vetrinizzazione" consente di interpretare in modo unitario numerosi fenomeni sociali. Chiarisce infatti il processo di progressiva spettacolarizzazione e valorizzazione che negli ultimi due secoli ha investito i principali ambiti delle società occidentali: gli affetti, la sessualità, il corpo, l'attività sportiva, i media, il tempo libero, i luoghi del consumo, gli spazi urbani e persino le pratiche relative alla morte. La vetrinizzazione sociale ha avuto inizio con la comparsa nel Settecento della vetrina, che metteva in scena e valorizzava oggetti in precedenza inerti e passivi. L'individuo si è trovato così, per la prima volta, da solo di fronte alle merci e ha dovuto imparare a interpretare il loro linguaggio senza l'aiuto del venditore. Ha dovuto, cioè, abituarsi a leggere la comunicazione visiva, ma anche ad affrontare la vita in solitudine, nella nuova condizione sociale imposta dall'urbanizzazione e dalla modernità. Nel corso del Novecento, i media hanno progressivamente rafforzato il modello di comunicazione della vetrina, passando da un modello di fruizione collettiva (manifesti, cinema, televisione) a uno fondato sul consumo solitario (pay tv, Internet). Con il risultato che tutto oggi viene trasformato in fenomeno da "esporre in vetrina", e per gli individui la vetrinizzazione è diventata difficile da evitare.
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Il controllo della parola
di André Schiffrin
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 96
Concentrazione e controllo: parole che compendiano la storia recentissima dell'editoria - e dei media in generale - nei grandi paesi occidentali, inclusa l'Italia. Schiffrin raccoglie il precipitato sempre più drammatico delle realtà editoriali che conosce meglio, quella francese e quella anglosassone. I cambiamenti strutturali intervenuti nella produzione, nei circuiti distributivi e nella vendita del libro, la strategia di acquisizione progressiva degli editori indipendenti da parte dei colossi mediatici, con la protezione dei governi, e il prevalere di una logica di profitto sulla imprenditorialità libraria hanno concorso ad alterare nel profondo la qualità del prodotto.
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