Casagrande: Scrittori
Non perdere le viti
di Céline Zufferey
editore: Casagrande
pagine: 198
Fotografo dalle velleità artistiche ripetutamente deluse, a trent'anni suonati il protagonista di questo romanzo si ritrova a
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Chiodi
di Agota Kristof
editore: Casagrande
pagine: 100
Quando nel 1956, poco più che ventenne, Agota Kristof fugge dall'Ungheria con la sua bambina di quattro mesi, oltre che dal pa
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Tutto si rinnova. Testo originale a fronte
di Luisa Famos
editore: Casagrande
pagine: 128
Le poesie dirette, semplici, vigorose di Luisa Famos, tradotte per la prima volta dal retoromanzo Vallader, parlano di natura
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Il re di Francia. Seguito e fine
di Jean-Luc Benoziglio
editore: Casagrande
pagine: 169
Se tutti sanno che Luigi XVI, schivando per un pelo la ghigliottina, fu condannato dalla Convenzione all'esilio perpetuo, meno
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La delazione
di Cazzola Roberto
editore: Casagrande
pagine: 231
Nella Torino occupata del 1944 una diciassettenne - sradicata e ambiziosa denuncia i vicini di casa, una coppia di fidanzati
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Enrico l'egiziano
di Markus Werner
editore: Casagrande
pagine: 182
Questa è la storia di un uomo dell'Ottocento e della sua vita spezzata in due: da una parte la Svizzera, con i suoi costumi e la sua tradizione protestante, dall'altra l'Egitto negli anni della costruzione del canale di Suez. Due paesi, due donne, due famiglie. Cosa c'è nel mezzo? Quali segreti nasconde la vita di questo contemporaneo di Gottfried Keller, l'autore del grande romanzo di formazione "Enrico il verde"? È ciò che vorrebbe sapere, oggi, il narratore di questo "Enrico l'egiziano", trisnipote di quel Heinrich Bluntschli di cui la sua famiglia va tanto fiera, sulla scorta di pochi aneddoti e di un ritratto a olio di dubbia attribuzione. Di fatto, le notizie su Heinrich Bluntschli sono lacunose e contraddittorie, puzzano di leggenda, ma trovano alcuni riscontri proprio laddove non ce lo si aspetterebbe. Passando da un archivio all'altro e ritornando sui luoghi della vera o presunta vita del suo antenato, confidando nelle voci e nelle visioni offertegli dalla propria immaginazione, il narratore ci coinvolge in un'esperienza di archeologia familiare in cui la malinconia si alterna a momenti di pura ilarità, grazie a quello humour tanto pacato quanto infallibile che i lettori di Markus Werner ben conoscono.
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Musica leggera
di Daniele Garbuglia
editore: Casagrande
pagine: 125
Un ragazzo perde il padre in un incidente stradale e si ritrova all'improvviso sospeso nel vuoto. Il vuoto invade la casa dove vive con la madre, lo insegue durante le fughe in motorino in una provincia grigia e fuori dal tempo (con un misterioso bunker che incombe sul paesaggio piatto e ricoperto di pioggia) e lo aspetta nella falegnameria dove impara il mestiere. Chi ha ucciso suo padre, spingendolo fuori strada e allontanandosi poi dalla curva come un criminale? Insieme all'esigenza di scoprire il colpevole dell'incidente, altri elementi giungono a scalfire il vuoto che lo immobilizza: il fascino di una coetanea, la storia dell'incontro e dell'innamoramento dei genitori, le avvisaglie di una nuova complicità con la madre, la macchina fotografica ereditata dal padre.
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Lavati le mani, Elmar
di Roberto Cazzola
editore: Casagrande
pagine: 181
Nella sua lunga passeggiata, Elmar percorre le strade di Vienna e quelle della memoria. Fra gli antichi palazzi, i parchi e le scalinate, fra i ponti ventosi e le sponde del Danubio cerca appigli e ancoraggi, mentre la memoria avanza e si ritrae tornando alla matrice dell'infanzia. Il protagonista si perde in una città ora solare ora sulfurea e persecutoria, corre in bicicletta con il fratello Thomas attraverso filari carichi d'uva lungo le rive polverose di un lago o si abbandona a una solitaria discesa agli inferi nel mondo dell'illusione notturna a luci rosse. Ma soprattutto cerca, pur se alla cieca, un percorso d'uscita dalla propria gabbia.
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Luce rubata
di Hubert Mingarelli
editore: Casagrande
pagine: 100
Siamo negli anni della Seconda Guerra mondiale. L'undicenne Elia vive nascosto nel cimitero del ghetto di Varsavia, dove dorme sulla tomba di Josef Cytrin mentre sente vicina l'eco degli spari e i passi di gente sconosciuta. Le uniche cose che possiede sono una vecchia coperta e il denaro che gli ha lasciato suo padre prima di sparire. Minacciato dall'arrivo delle guardie tedesche, Elia confida a Josef le sue inquietudini e le sue paure, finché una notte compare tra i cipressi l'ombra di uno "szmugler", il contrabbandiere adolescente Gad, con un sacco sulle spalle. Per vincere i crampi allo stomaco dovuti alla fame della clandestinità, Elia fantastica su un futuro di viaggi e di amori. Ma la sua ingenuità dovrà confrontarsi con il realismo di Gad.
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Chi balla Sostakovic
di Jörg Steiner
editore: Casagrande
pagine: 102
Questa è la storia di due fratelli che non si amano, o forse si amano ma la gelosia, la diffidenza, il risentimento vince su tutto. Goody è il maggiore. Custode in un museo della preistoria, ha un carattere giocoso ed estroverso, parla volentieri, inventa storie per i suoi visitatori, la gente lo considera un filosofo, con le sue parole intrattiene piacevoli conversazioni, sa apprezzare i piaceri della vita, come la musica di Sostakovic, un bicchiere di vino e una buona compagnia, magari quella dell'Americana. Niklaus è un assicuratore e abita nella stessa città del fratello ma non trova gusto nel vivere, è introverso e parla poco. Un giorno Goody se ne va senza salutare, sparisce inspiegabilmente con l'Americana...
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Il vagone delle vacche
di Georges Hyvernaud
editore: Casagrande
pagine: 163
"Il vagone delle vacche", scrisse lo stesso Hyvernaud, "si può definire come il diario di un prigioniero del dopoguerra - un uomo qualsiasi - intrappolato in un lavoro meschino, in frequentazioni modeste e in ricordi banali, schiavo della sua città". In effetti, se il primo romanzo evocava l'esperienza nei campi di concentramento tedeschi, il secondo libro di Hyvernaud racconta il ritorno dei prigionieri e il tentativo di adattarsi alla vita ordinaria. Ne viene fuori un repertorio delle bassezze umane, del conformismo, delle gelosie, dell'ipocrisia, dell'ottusità bovina che affliggono la vita civile e il mondo letterario del dopoguerra, tra assurdo e cinismo.
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Di spalle
di Markus Werner
editore: Casagrande
pagine: 148
Wank, pittore non ancora quarantenne, in un'estate pingue e paralizzante attraversa un periodo di crisi. Non gli piace il suo lavoro di grafica ornamentale su compensato per le vetrine di un negozio. Ha pochi amici che non lo capiscono e che si rivolgono a lui per superare i loro problemi coniugali. Lo annoiano le cenette estive con i vicini di casa, invadenti e volgari. Non riesce a capire perché i negozi di scarpe offrano un campionario di sandali tanto ricco e preferisce uscire a mani vuote piuttosto che scegliere. Per fortuna c'è il piccolo Sämi, un ragazzino down che gioca sotto casa. Per fortuna ci sono i piccoli enigmi dell'esistenza che ancora riescono a stupirlo e l'ironia con la quale riesce a prendere in giro se stesso.
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