Effigie
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Merda e luce: Il firmamento-Duetto-Merda e luce-Magnificat-Fuco nero
di Antonio Moresco
editore: Effigie
pagine: 135
Merda e luce, viscere e firmamento, in un "pentateuco" del cosmo, dove sono protagoniste le soglie varcate (e spesso brutalmente violate o esplose), le barriere sfondate, le porte spalancate dal pensiero e dai gesti, nei continui attraversamenti e nei dialoghi: tra la carne e il grido, tra il corpo e il sogno, tra l'inconcepibile e il quotidiano. Il volume raccoglie cinque testi dominati dall'elemento materno e cosmico. Ne "Il firmamento" ci sono un uomo e una donna nudi in una notte d'estate, il cielo stellato e uno spaccaossa; in "Duetto" domina la scena Maria Callas, che dialoga con la sua tenia; in "Merda e luce" compaiono un siparista, un sipario, un motociclista e un pene; in "Magnificat" una partoriente dialoga con il proprio feto e con la sua voce a venire. Chiude "Fuoco nero" dove sotto il sole, la luna e una meteora si fanno avanti un cielo nero e Kleist, Adolf Hitler e la materia oscura, Primo Levi e Alessandro Magno. Dentro il flusso della vita, Antonio Moresco trova il punto dove la parola teatrale riacquista il suo peso e la sua radicalità, la fragilità, la poesia e la violenza.
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Il romanzo di Aldo
di Alberto Bellocchio
editore: Effigie
pagine: 90
La storia di Aldo, un contadino precoce e ardito, e della sua emancipazione, in un passaggio che lo vede legato alla sua terra da un contratto di mezzadria a soldato impegnato sul fronte della guerra civile negli anni della Resistenza. Gli anni della guerra sulle colline dell'Appennino nutrono di riferimenti reali e ideali il suo sogno di emancipazione.
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Fuochi sulla città. Quasi un manuale di educazione civica
editore: Effigie
pagine: 142
Sempre più il linguaggio della politica parla a sé stesso in una circolarità vuota, con parole fatte per convincere, che non h
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Comuni mortaliGli straccioniIl professor Manganelli e l'ingegner Gadda
di Scarpa Tiziano
editore: Effigie
pagine: 140
Cercare lavoro può avere qualche inconveniente: si rischia di trovarlo
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Poema di noi
di Piovano Giorgio
editore: Effigie
pagine: 77
Il "Poema di noi" (premio Viareggio opera prima nel 1950) è stato scritto negli anni Quaranta
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Ultimo piano senza ascensore
di Fachini Toni
editore: Effigie
pagine: 156
In una narrazione autobiografica sempre spericolata e incalzante, la Fachini ci accompagna oltre le pareti di casa che si sgre
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I mestieri di Po. Navaroli, renaioli, contadini, lavandaie
editore: Effigie
pagine: 229
Seguendo le rive lombarde del Po e dei suoi affluenti in un procedere a segmenti sulla linea del tempo e dello spazio, che alt
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La signora ermellino
di Soprano Elena
editore: Effigie
pagine: 126
Il filo di un dramma mai chiarito del tutto inanella le immagini di questa saga familiare, che sull'arco di tre generazioni at
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Sull'ara del mondo
di Bartoli Roberto
editore: Effigie
pagine: 43
Non ci si faccia ingannare dall'esiguità di questa raccolta di liriche
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Notizie dall'esilioNachrichten aus dem ExilNevipe andar o exilo
di Mehr Mariella
editore: Effigie
pagine: 108
In questa raccolta risuona un visionario, a volte allucinato grido di dolore sul confine della follia
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Nud'e cruda. Taranto mon amour
di Cosimo Argentina
editore: Effigie
pagine: 93
Una città, Taranto, descritta con un taglio inconsueto e a volte spiazzante. Materia del libro sono i corpi, le vie, i mercati tarantini, gli occhi dei ragazzi di strada, la sensualità delle donne affacciate ai balconi, uomini persi in periferie senza scampo e insenature tanto belle quanto aggredite dalla violenza del progresso scriteriato. Per questa narrazione, Cosimo Argentina segue un itinerario personale, scrive una sorta di pamphlet, che si discosta dal saggio restando però sempre fedele a un principio di verità e onestà intellettuale. Ne consegue che per staccarsi dal modo canonico di descrivere la città, l'autore deve prendere le distanze da un linguaggio formale, letterario, e tentare di aderire con la lingua ai suoni, agli schiamazzi dei vicoli della città dei due mari, al rumore della risacca lungo il litorale ionico; rivisitare il contrasto tra i resti del tempio di Poseidone e i veleni ossessivi delle acciaierie, ma mimare anche il respiro dei mercati ortofrutticoli. 25 brevi capitoli che vanno dalla Marina militare alla baia di lido Silvana; dal popolo tarantino alla strada simbolo della città; dai quartieri periferici alle vie dove ancora palpita il cuore urbano; dal cibo al difficile rapporto di Taranto con l'lIva; dal mercato Fadini vero souk mediterraneo - all'impressionante elenco di omicidi che ha segnato un periodo della vita cittadina.
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