Effigie
Biss, lüsert e alter galantomm. Ballate di François Villon
editore: Effigie
pagine: 88
La poesia di François Villon è uno straordinario affresco della Parigi del Quattrocento, brulicante di un'umanità semplice e r
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Inseguendo le lune
di Hoëllard Michel
editore: Effigie
pagine: 54
A intessere le vicende di questi sei racconti sono soprattutto personaggi di donne, affettuosamente osservate e narrate dall'a
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Voci dall'agorà. Fotostoria della letteratura greca del Novecento
di De Rosa Maurizio
editore: Effigie
pagine: 215
Questo testo offre un sommario esaustivo e aggiornato della letteratura neogreca, da quando, circa 130 anni fa, la "Nuova Scuo
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La virgola nell'orologio e altri racconti
di Fachini Toni
editore: Effigie
pagine: 115
Il testo è una raccolta di quindici storie paradossali, seppur vere, di una figlia ribelle, nomade e inquieta
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Operai e contadini. Un secolo di storia e oltre
di Ferrario Clemente
editore: Effigie
pagine: 275
In questo affresco storico, Clemente Ferrario ci racconta gli snodi fondamentali, le conquiste e le sconfitte del movimento op
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Il mio cielo d'oro
di Milani Mino
editore: Effigie
pagine: 81
Una città è fatta delle sue mura e case, ma anche del cuore dei suoi cittadini - scriveva Isidoro di Siviglia
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A due voci. Diario argentino
editore: Effigie
pagine: 84
Un resoconto sulle attuali condizioni dell'Argentina condotto da due diversi, ma complementari punti di vista. Fantini registra con sguardo lucido non privo di amarezza i dialoghi, le sofferenze della popolazione, accanto allo spettacolo, alle anomalie e alle contraddizioni del potere. Dal Masetto racconta con piglio divertito il mondo picarescoe disperato della gente comune. Tra le conversazioni e le burle dello scrittore argentino e la desolazione e l'ira del cronista italiano non pare esserci contraddizione.
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Lo dittatore Amore. Melologhi. Con CD Audio
di Lo Russo Rosaria
editore: Effigie
pagine: 86
Una serie di poesie in cui prevale la vitalità irridente dei "melologhi", dove si impone la vocalità e la melodia è a volte as
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Ritorno a Danzica. Vent'anni dopo
editore: Effigie
pagine: 77
Un racconto dei retroscena degli scioperi nel Baltico che nell'agosto del 1980 cambiarono il volto dell'Est europeo
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L'amore morale
di Tzamiotis Konstantinos D.
editore: Effigie
pagine: 39
Un paese ai margini del Centroeuropa, in un qualsiasi giorno dell'aprile 1904
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Il petrolio delle stragi
di Gianni D'Elia
editore: Effigie
pagine: 73
Con Il Petrolio delle stragi, uscito nel 2006, Gianni D'Elia fu tra i primi a collegare la morte di Pasolini con la sua incalzante critica corsara e luterana al nuovo Potere, sui giornali e nell'incompiuto romanzo Petrolio. Uscito postumo nel 1992, ben diciassette anni dopo la morte, nel ricostruire il degrado e la mostruosità italiana, Petrolio ce ne ha indicato il burattinaio principale: Eugenio Cefis, affarista e "liberista" tanto quanto Enrico Mattei (suo predecessore all'Eni, l'ente petrolifero di Stato) era utopista e "statalista". Si comincia da lì. Il lettore conoscerà lo svolgersi della nostra storia patria tra mafiosi e fascisti, servizi deviati e politici corrotti, totalmente privi di senso dello Stato. Pasolini non è stato ucciso da un ragazzo di vita poiché omosessuale, bensì da sicari prezzolati dai poteri, occulti o meno, in quanto "corsaro" oppositore a conoscenza di verità scottanti. Motivo è stato Petrolio e trappole un "ragazzo di vita" e il furto delle pizze di Salò, l'ultimo film di questo poeta necessario.
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Altrove
di Paolo Mastroianni
editore: Effigie
pagine: 106
Sei storie dallo scenario del mondo "globale", ambientate qua e là, nel Casertano, o a Budapest, o a Londra. Ne sono precari protagonisti tipi umani di ogni razza ed età (anche bambini) che, soffocati dallo squallore di una vita senza speranze, a malapena riescono a domandarsi come sarebbe vivere altrove. E le storie si intrecciano, i personaggi - come per una capricciosa regia del destino - si sfiorano e si incontrano in un quadro animato e policromo. Dalle collocazioni e dalle date accertate degli "aggiornamenti biografici" che chiudono (e insieme dilatano) il libro, tutto induce a pensare che le storie siano vere, che l'autore le abbia raccolte dal vivo, con affetto partecipe, fossero tragiche o malinconiche, grottesche o malavitose. In questa sua prima opera narrativa, Paolo Mastroianni si dimostra capace di penetrare e raccontare la realtà polimorfa dei nostri tempi, annodandone le fila con saggezza, in assenza di ogni giudizio.
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