Giuntina
Lettere dall'esilio. Carteggio (1933-1973)
editore: Giuntina
pagine: 252
Uno sguardo superficiale alle opere di Gershom Scholem e Leo Strauss condurrebbe alla conclusione che non esiste uno stretto rapporto tra i due autori: infatti, che cosa potrebbero avere da dirsi lo storico delle religioni studioso della Kabbalah e il filosofo della politica che ha elaborato la teoria della scrittura reticente? In verità, Scholem e Strauss - nati in una Germania che si sarebbe avviata alle tragedie delle guerre mondiali e del nazismo - hanno condiviso molte vicende e inquietudini, simbolicamente rappresentate da tre città: Berlino (la cultura tedesca), Atene (la filosofia), Gerusalemme (l'ebraismo). Pensatori originali ed eterodossi, sempre sulla frontiera tra filosofia e religione, tra storia e politica, le loro lettere - che testimoniano un'amicizia e uno scambio intellettuale attraverso cui diventano leggibili molte vicende che hanno caratterizzato il Novecento - parlano di un esilio che non è solo politico o sociale, ma intrinseco alla condizione dell'uomo moderno che vive nell'epoca "del non più e del non ancora".
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Filosofia della Shoah. Pensare Auschwitz: per un'analitica dell'annientamento nazista
di Fabio Minazzi
editore: Giuntina
pagine: 362
Questo volume offre un contributo per pensare la Shoah alla luce della riflessione filosofica razionalista. Inoltre questo libro sviluppa un'analitica dell'annientamento nazista utilizzando le categorie critiche del trascendentalismo kantiano per mostrare come una disamina razionale articolata del problema del male aiuti a scandagliare il significato più profondo - a livello politico, storico e, appunto, filosofico - dello sterminio posto in atto dalle forze del totalitarismo nazista. L'assoluta tensione critica che si instaura tra il razionalismo trascendentalista di Kant e il razzismo nazista consente di reimpostare anche il problema del rapporto tra le responsabilità storiche del fascismo nella sua collusione con la dittatura hitleriana.
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Hannah Arendt. Percorsi di ricerca tra passato e futuro 1975-2005
editore: Giuntina
pagine: 201
Il volume, che raccoglie gli atti del convegno per i trenta anni dalla morte di Hannah Arendt, offre una visione sfaccettata di una pensatrice così complessa, che ha sviluppato la sua riflessione a fronte delle questioni più cruciali del Novecento, di cui ha saputo cogliere i prolungamenti nel presente e nel tempo avvenire. Le autrici e gli autori dei saggi di questo libro si sono già cimentati a più riprese con i testi di Hannah Arendt.
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Il mio cammino di tedesco e di ebreo e altri saggi
di Jakob Wassermann
editore: Giuntina
pagine: 193
Nell'autobiografia, pubblicata nel 1921, Jakob Wassermann ripercorre la sua vita e i momenti salienti della sua produzione let
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Mentre la città bruciava
di Shulim Vogelmann
editore: Giuntina
pagine: 255
Tra cronaca e diario, il libro fa conoscere Israele attraverso gli occhi di un giovane ebreo italiano alla ricerca delle proprie radici. Con l'onestà e la curiosità dei vent'anni, l'autore racconta la quotidianità di un gruppo di ragazzi che vivono tra dubbi e domande a cui è difficile dare risposta. Ne emerge uno spaccato della realtà israeliana, in cui le contraddizioni vengono vissute nella loro drammaticità, senza cercare mai di tirarsi indietro di fronte alla fatica dell'interrogarsi. Un libro che affronta senza paura i vari aspetti dell'identità ebraica.
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Geremia
di André Neher
editore: Giuntina
pagine: 180
Il libro si articola in tre grandi capitoli, introdotti da una Introduzione in cui il libro biblico di Geremia viene interpretato come una testimonianza di "un condannato a morte" che ha lasciato le sue memorie, incomplete e interrotte, negli interstizi della cella di detenzione. Si tratta, per l'Autore, di un libro incompiuto a causa di un incidente tragico che interviene a spezzare il filo del racconto. Geremia, il profeta, è allora presentato al lettore come un superstite e un sopravvissuto ad una catastrofe, ed il libro a lui dedicato come un'avventurosa esplorazione nella ricostruzione di una vita e di un pensiero.
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Il mio primo Sony
di Benny Barbash
editore: Giuntina
pagine: 309
Yotam, 10 anni, obeso e con difficoltà di coordinazione, trascorre la vita collegato al suo registratore Sony come a "una flebo". Registra la vita degli adulti, genitori, nonni e amici di famiglia, mettendone a nudo con innocenza ma anche con ironia, che spesso diventa sarcasmo tagliente, le debolezze, le ipocrisie, le sottili crudeltà; ma anche la grande capacità di amare e di capire. Il libro, opera del poeta, scrittore e sceneggiatore Benny Barbash (1951), è uno dei libri più venduti in Israele.
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Non gli ho detto arrivederci. I figli dei deportati parlano
di Claudine Vegh
editore: Giuntina
pagine: 162
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