Giuntina
L'ebraismo nella vita quotidiana
di Ernest Gugenheim
editore: Giuntina
pagine: 188
"Le difficoltà che una persona estranea al mondo ebraico trova nel penetrare a pieno l'Ebraismo ed a comprenderne tutte le forme di espressione è da collegare soprattutto alla varietà ed alla molteplicità dei suoi aspetti. L'affermazione secondo cui l'Ebraismo equivale ad uno stile o ad un sistema di vita si riferisce giustamente al valore pragmatico della dottrina ebraica che permea ed investe ogni aspetto della vita sia dell'individuo che della società. Questa asserzione evidenzia la complessità dell'Ebraismo che è altrettanto vario come la vita nei suoi tanti aspetti. Ripercorrere i vari modi di espressione dell'Ebraismo, modi che ritrovano la loro fonte nella Torà, la Parola divina, così come avviene nell'opera di Ernest Gugenheim, significa al tempo stesso individuare i motivi fondamentali da cui l'ebreo di ogni epoca e condizione ha ricavato il sostegno spirituale e lo stimolo per la propria religiosità." (dalla Prefazione di Elio Toaff).
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Una città dai molti giorni
di Shulamith Hareven
editore: Giuntina
pagine: 217
Nella Gerusalemme del mandato britannico si incontrano e si intersecano le vicende di due famiglie: i Barzel, di origine ashkenazita, e gli Amarillo, di origine sefardita. Con loro gli amici musulmani Faiza e Suvchi Bey. Passioni nascono e crescono, alcune solide e durature, alcune comicamente folli, altre soffocate sul nascere, altre ancora con derive inaspettate: l'enigmatico triangolo amoroso: Matti, Sara, Elias. Sullo sfondo, i drammatici eventi storici di una città bella e struggente, oscura e luminosa, Gerusalemme: una città "piccola come il palmo di una mano". Una città che, come dice il dottor Barzel, "qualunque cosa se ne pensi, ti sorprende sempre".
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L'epistolario di Mosheh Hayyim Luzzatto
di Natascia Danieli
editore: Giuntina
pagine: 319
L'"epistolario Luzzatto" è stato più volte utilizzato per ricostruire le vicende di Mosheh Hayyim Luzzatto (Padova 1707 - Acco 1746), in particolare la controversia sulle opere cabbalistiche che in meno di un decennio interessò tutta la diaspora europea, ma non è mai stato oggetto di uno studio specifico. Scopo di questo studio è quello di riportare brevi note biografiche sui corrispondenti e su coloro che vi vengono menzionati e di descrivere in sintesi il contenuto delle 141 lettere e dei 26 documenti relativi al ventennio 1727-46, riportando interamente i testi più interessanti, che costituiscono una fonte primaria per la ricostruzione di una querelle che condizionò uno dei più geniali e brillanti intelletti del giudaismo italiano al bivio fra l'età medievale e quella moderna.
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La linea della vita
di Hanna Krall
editore: Giuntina
pagine: 120
"Un altro uomo racconterà di Stysia, una bambina di cui era innamorato quando aveva dodici anni. La vide in mezzo agli ebrei condotti via dal vecchio ghetto. Lei lo riconobbe e lo salutò con la mano. Anche lui voleva farle un cenno, ma ebbe paura e non sollevò la mano". "Un domenicano, padre Waldemar, racconterà - molti anni più tardi - di un'ebrea che durante la guerra arrivò di corsa al convento. Prendete quelle vostre reliquie e venite a pregare, perché moriamo, gridava l'ebrea. I padri presero le reliquie - il legno della croce sulla quale era morto il compatriota di quell'ebrea. Uscirono dalla chiesa. Si fermarono davanti al palazzo del Tribunale della Corona e si misero a pregare..."
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Zakhor. Rivista di storia degli ebrei d'Italia
editore: Giuntina
pagine: 204
Il nono numero di "Zakhor" è un percorso tra le attività degli ebrei in Italia dal Medioevo all'Ottocento, tra interdizione e necessità di adattamento sociale ed economico alle realtà locali, tra le limitazioni imposte già prima dei ghetti, fino all'espressione di professioni nel contesto ebraico italiano in epoca di emancipazione. Il volume contiene saggi di: A. Toaff, G. Todeschini, A. Esposito, A. Spagnoletto, R. Scuro, L. Funaro, S. Di Nepi, G. Rigano.
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Un nome
di Paolo Ciampi
editore: Giuntina
pagine: 231
All'inizio è solo un nome. Un nome e molte domande: cosa ha bloccato la carriera di Enrica Calabresi, giovane e brillante scienziata in anni in cui per una donna era difficile perfino accedere agli studi superiori? E cosa è successo di lei dopo che ha abbandonato l'università? È davvero la stessa persona che anni più tardi, nei mesi più terribili dell'occupazione nazista, si uccide nel carcere di Firenze per sfuggire alla deportazione? È da queste domande che prende avvio un libro che è insieme biografia, inchiesta giornalistica, riflessione a più voci sulla barbarie delle leggi razziali ma anche sulle scelte che ognuno di noi è chiamato a fare - anche solo per non dimenticare. Enrica Calabresi, la professoressa ebrea, lo ha fatto fino in fondo, con i suoi sogni, il suo rigore, la sua silenziosa resistenza all'orrore. Prefazione di Margherita Hack.
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La parola ritrovata
di Massimiliano Boni
editore: Giuntina
pagine: 287
Giugno 1976. Andrea Albini, 26 anni, romano, è un impiegato del Comune di Roma. Convive con Anna, laureanda in architettura. Andrea è iscritto al PCI e alla CGIL, frequenta la sezione del partito vicino a piazza Bologna. La sua vita quotidiana però è rosa da un tarlo, che nasce dal passato dimenticato dalla propria famiglia. Andrea, infatti, è il nipote di una donna di cui nulla si dice in casa, e di cui lui solo sa che durante il fascismo si convertì al cristianesimo. Inizia così un percorso di recupero della propria identità, con la richiesta di ritorno fatta alla comunità ebraica di Roma, in cui dovrà cercare di superare gli ostacoli che incontra.
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Il sangue del cielo
di Piotr Rawicz
editore: Giuntina
pagine: 292
"Quelli che potremmo definire i topoi della letteratura della Shoà e che oggi sono diventati topoi letterari tout court erano all'epoca in divenire. Nel romanzo di Rawicz li ritroviamo tutti; non enunciati programmaticamente, né descritti, ma trasposti, per così dire, "in atto", in atto letterario [...] Non ci sono accuse, non ci sono rivolte, se non quella potente e sotterranea contro l'Essere; non ci sono due campi a disputarsi il primato del bene e del male e non c'è neppure relativismo. C'è uno sguardo svelto e poetico che abbraccia tutto in una volta sola e una voce potente in cui derisione, disprezzo, pietà, disincanto e lirismo, mistica e rozzezza si adattano, più che alle situazioni descritte, agli stati d'animo evocati." (Guia Risari)
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Tagebuch. Il diario del ritorno dal lager
di Liana Millu
editore: Giuntina
pagine: 103
Nell'autunno del 1944 Liana Millu fu trasportata da Birkenau al campo di concentramento di Malchow nel Meclemburgo. Liberata nel maggio del 1945, trovò, in un fattoria abbandonata, un Tagebuch (diario) e una matita. Con quest'ultima riempì, giorno dopo giorno, tutte le 112 facciate che aveva a disposizione. Lo fece in un arco di tempo che va da maggio al 1° settembre del 1945, data nella quale varcò il confine italiano. La Millu era familiare con lo scrivere: prima delle leggi razziali aveva collaborato con alcuni giornali. Le pagine del diario, stese innanzitutto per se stessa al fine di recuperare la propria dignità umana, manifestano qualità di scrittura non comuni nell'osservazione dei propri stati d'animo, nelle descrizioni dei compagni, nei mirabili ritratti di due soldati tedeschi dopo la sconfitta, nel balenare dei ricordi del Lager, nei progetti per i racconti che confluiranno nelle opere successive. Per volontà dell'autrice il diario poteva essere letto e pubblicato solo dopo la sua morte.
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Storia del pensiero ebraico nell'età antica
di Giuseppe Laras
editore: Giuntina
pagine: 199
Nel libro viene esposto a grandi linee il pensiero di Israele così come è venuto manifestandosi ed esprimendosi in un arco di tempo che va dal periodo biblico al IX secolo. Un pensiero, mai esclusivamente teoretico, che, partendo dall'idea monoteistica e attraverso l'esperienza della profezia, conosce momenti di contatto con realtà culturali esterne che, anziché snaturarlo, lo arricchiscono di spunti e contenuti senza mutarne l'originalità e l'identità di fondo. Vengono analizzati ed esposti, in sequenza cronologica, i contenuti del pensiero biblico, ellenistico, apocalittico, talmudico, mistico in un arco temporale di oltre duemila anni.
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Gli ebrei del Finale nel Cinquecento e nel Seicento
di Maria Pia Balboni
editore: Giuntina
pagine: 272
Maria Pia Balboni, nata a Finale Emilia nel 1938, è una studiosa di storia locale, in particolare di quella riguardante la pic
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La parlata degli ebrei di Venezia e le parlate giudeo-italiane
di Umberto Fortis
editore: Giuntina
pagine: 519
Il volume offre una vasta introduzione storico-critica, alcune centinaia di voci della parlata giudeoveneziana, il confronto con le testimonianze di altre parlate dei ghetti italiani. Il corredo di ampie informazioni etnologiche e liturgiche mira a fornire una profonda conoscenza dello spirito del hasèr lagunare, il più antico ghetto d'Italia.
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