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Il Gentile dei fascisti. Gentiliani e antigentiliani nel regime fascista
di Alessandra Tarquini
editore: Il Mulino
pagine: 381
Questo libro parla del rapporto che intercorse tra Giovanni Gentile e il fascismo dal 1922, quando il filosofo fu nominato Ministro dell'Istruzione nel primo governo Mussolini, al 1944 quando venne ucciso dai partigiani. L'autrice discute le varie reazioni, in termini di sostegno o di critica, che l'opera e il pensiero gentiliani suscitarono nel mondo fascista, fra esponenti del partito e membri del governo, filosofi, storici e giuristi, giovani fascisti e docenti universitari. Alcuni videro in Gentile il principale teorico del fascismo, lo difesero dalle critiche che egli ricevette negli anni fra le due guerre e ne condivisero il progetto politico e culturale. Altri, invece, che consideravano la sua influenza sulla cultura italiana un pericolo per il regime, lo avversarono strenuamente.
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Le primarie comunali in Italia
editore: Il Mulino
pagine: 283
La scelta dei candidati alle cariche elettive monocratiche - sindaci, presidenti di province e regioni, capi di governo - può avvenire attraverso elezioni primarie. Spesso misconosciute, altrettanto spesso contrastate da coloro che le conoscono poco oppure hanno motivo di temerle, le primarie sono l'unica, vera, significativa innovazione politica dell'incompiuta transizione italiana. Cittadini interessati e informati hanno la grande opportunità di esercitare una piccola quota di potere politico, opportunità che hanno spesso saputo sfruttare. Dopo aver presentato un quadro d'insieme del fenomeno, il volume documenta con lucidità e accuratezza alcuni casi esemplari di elezioni primarie: dove, quando, come e, soprattutto, con quali conseguenze.
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Governo e grandi imprese. La Fiat da azienda protetta a global player
di Luca Germano
editore: Il Mulino
pagine: 251
Le grandi aziende stabiliscono collegamenti diretti con governi e pubbliche amministrazioni, condizionandone il processo decisionale. Nonostante l'ovvia rilevanza di tali dinamiche, la scienza politica italiana ha tradizionalmente trascurato gli studi - al cui rilancio questo volume offre un significativo contributo - sui rapporti tra politica e imprese. Prendendo le mosse dalla letteratura sui gruppi di pressione, l'analisi è stata condotta utilizzando un ampio e inedito repertorio di dati sulle politiche di intervento pubblico a favore del "campione nazionale" Fiat. È così delineato il quadro del sostegno governativo all'azienda torinese dagli anni ottanta ad oggi. I legami privilegiati tra la Fiat e lo stato hanno subito una profonda trasformazione con l'accresciuta integrazione dell'economia italiana nel sistema regolativo europeo. Se in un primo momento questi cambiamenti hanno influito negativamente sulle capacità di mercato della Fiat, in seguito essi hanno stimolato positivamente la revisione della strategia competitiva del gruppo, favorendone l'uscita dalla crisi più grave della sua storia e il rilancio internazionale.
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La rivoluzione perduta. Andrea Caffi nell'Europa del Novecento
di Marco Bresciani
editore: Il Mulino
pagine: 310
"Parlo di Andrea Caffi come dell'uomo migliore, e inoltre il più savio e il più giusto che nel mio tempo io abbia conosciuto. [...] alla sua amicizia devo quel che di meglio posso aver acquistato nel corso della mia vita": così Nicola Chiaromonte ricordava l'intellettuale eccentrico che fu un "piccolo maestro" del Novecento. Nato a San Pietroburgo nel 1887 e morto a Parigi nel 1955, Caffi ha attraversato l'Europa e ne ha vissuto e testimoniato speranze e tragedie: ha partecipato alla rivoluzione russa del 1905, ha combattuto nella Grande guerra prima in Francia e poi in Italia, ha vissuto nella Mosca bolscevica e nella Roma fascista, ha avversato il nazismo e lo stalinismo approdando a una critica radicale della violenza. Fedele alla tradizione rivoluzionaria ottocentesca ma estraneo al rivoluzionarismo professionale del Novecento, individualista e libertario, Caffi è una figura insolita e sorprendente che questo libro, frutto di una lunga e paziente ricerca condotta negli archivi europei e americani, fa emergere in piena luce.
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I partiti etnoregionalisti. La politica dell'identità territoriale in Europa occidentale
di Filippo Tronconi
editore: Il Mulino
pagine: 216
I nazionalisti scozzesi e quelli catalani, il Blocco Fiammingo e la Lega Nord, i separatisti baschi e quelli corsi: le mobilitazioni autonomiste e separatiste, lungi dal costituire residui di una politica arcaica, hanno conquistato un ruolo di primo piano sulla scena politica europea. Di più: in alcuni paesi - dal Belgio alla Spagna, dal Regno Unito all'Italia - hanno dato prova di sorprendente vitalità, imponendo trasformazioni profonde agli assetti costituzionali, con l'introduzione di elementi federali in stati di tradizionale impianto unitario. Questo volume analizza la famiglia dei partiti etnoregionalisti europei in modo sistematico per quanto riguarda i caratteri distintivi, l'evoluzione storica, le ragioni alla base delle fortune elettorali. Ne emerge un'interpretazione originale, che integra e supera al tempo stesso le tradizionali spiegazioni basate sul conflitto centro-periferia, la persistenza delle minoranze linguistiche, gli squilibri regionali nella distribuzione della ricchezza, rintracciando nella competizione politica la chiave di volta per capire successi e fallimenti di questi nuovi protagonisti.
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La cittadinanza attiva. Psicologia sociale della partecipazione pubblica
di Terri Mannarini
editore: Il Mulino
pagine: 168
Partecipare a un consiglio di quartiere, aderire a un comitato cittadino di tutela del territorio, intervenire in una assemblea dei cittadini su inquinamento e sicurezza sono alcune delle espressioni più comuni della partecipazione pubblica e della cittadinanza attiva. Ma che cosa significa partecipare? Quali sono le motivazioni che spingono le persone verso iniziative pubbliche? Questo volume affronta le principali dimensioni e dinamiche psicologiche implicate nei processi di coinvolgimento dei cittadini in decisioni di interesse collettivo, riassumibili sotto l'etichetta di "partecipazione pubblica". Dopo una sintetica introduzione che delinea i tratti distintivi della democrazia deliberativa, vengono analizzati gli aspetti fondamentali della partecipazione pubblica: dalle motivazioni ai processi cognitivi, agli ancoraggi alla base della conoscenza di senso comune, fino al ruolo delle disposizioni individuali e agli effetti di alcune forme di influenza sociale sul cambiamento di opinione e di atteggiamento.
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La pace degli eserciti e dell'economia. Montecuccoli e Marsili alla corte di Vienna
editore: Il Mulino
pagine: 319
II modenese Raimondo Montecuccoli (1609-1680) e il bolognese Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730) furono due protagonisti di grande rilievo nella vicenda militare, politica e diplomatica dell'Impero asburgico. L'uno fu comandante in capo delle forze imperiali in numerose campagne in Europa e contro i turchi, l'altro rivestì ruoli importanti nell'esercito anche come esperto di fortificazioni e come diplomatico. Con una scelta originale, questo libro rilegge unitariamente l'azione di Montecuccoli e Marsili, che in buona parte si svolse al servizio di Leopoldo I, con cui essi collaborarono a una proficua riforma dell'impero, attraverso la formazione di un esercito regolare, la centralizzazione dell'amministrazione, l'allargamento dei confini e soprattutto la difesa di quello sudorientale verso l'impero ottomano.
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Il concetto e la storia. La filosofia della storia di Fichte
di Roberta Picardi
editore: Il Mulino
pagine: 403
Nonostante la rinascita degli studi fichtiani verificatasi negli ultimi decenni, mancava ancora una trattazione d'insieme sulla filosofia della storia di Johann Gottlieb Fichte (1762-1814). A colmare oggi tale lacuna giunge questo libro, che rettifica il diffuso luogo comune secondo il quale Fichte fu un pensatore incline soprattutto alle questioni speculative e poco interessato alla concretezza della realtà storica. L'autrice da un lato analizza i fondamenti ontologici e il nucleo teorico della concezione fichtiana, dall'altro ricostruisce l'interpretazione delle vicende storiche elaborata dal filosofo a partire dalla propria costruzione a priori. Ne risulta un interessante inquadramento della complessa posizione fichtiana nell'ambito del vivace dibattito sulla scientificità e sul senso della storia che ebbe luogo in Europa, e principalmente in Germania, a cavallo tra Sette e Ottocento.
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Intraprendere tra due mondi. Il transnazionalismo economico degli immigrati
editore: Il Mulino
pagine: 324
Nelle nostre città, uno dei segni più visibili delle trasformazioni urbane connesse alle migrazioni internazionali è rappresentato dalla comparsa di negozi e attività "etniche". È solo uno degli aspetti del cosiddetto traiisnazionalismo economico. Un terreno quasi interamente da scoprire, su cui però si vanno costruendo, grazie al lavoro e all'intraprendenza di innumerevoli "formiche della globalizzazione", significative esperienze di imprenditorialità, dinamismo e mobilità nei paesi di immigrazione. In questa prospettiva sono qui presi in esame alcuni interessanti casi del contesto italiano, tra cui quelli dei corrieri che fanno la spola con i paesi dell'Europa orientale, dei mercati e dei ristoranti etnici, dei phone center e delle molteplici attività ad essi collegate.
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Spettri dell'altro. Letteratura e razzismo nell'Italia contemporanea
di Riccardo Bonavita
editore: Il Mulino
pagine: 227
Negli anni Trenta la cultura italiana si popola di immagini, stereotipi, schemi mentali che saranno poi selezionati e amplificati dalla propaganda di regime per sostenere la campagna razzista e conferire efficacia, persuasività e immediatezza alle dottrine e alle politiche fasciste. Il libro documenta la vasta circolazione di pregiudizi, credenze ed atteggiamenti razzisti nella produzione letteraria del nostro paese tra Otto e Novecento, identificando il razzismo come pregiudizio condiviso e, insieme, ideologia da diffondere. L'analisi di un vasto corpus narrativo di romanzi e racconti dedicati alla vita nelle colonie, lo studio dell'antisemitismo nella letteratura di consumo e l'attenzione a figure esemplari come quella di Papini confluiscono nella trattazione, volta a ricostruire e interpretare le rappresentazioni letterarie italiane delle due principali figure dell'alterità: gli ebrei e le genti di colore.
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Ragioni e desideri. La teoria della motivazione nell'etica contemporanea
di Luciana Ceri
editore: Il Mulino
pagine: 177
Uno dei temi più discussi nella filosofia morale contemporanea è quello della razionalità del comportamento morale: che cosa ci spinge a fare ciò che consideriamo giusto? O meglio: quali ragioni ci sono per fare ciò che giudichiamo di dover moralmente fare? Si tratta di ragioni di tipo particolare, diverse da quelle che giustificano scelte e comportamenti che non appartengono alla sfera della valutazione morale? E ancora: che cosa ci induce ad adottare i comportamenti che consideriamo razionali. In altre parole, c'è un legame tra la giustificazione di un'azione e la motivazione a compierla? Nel cercare la risposta più soddisfacente a questi interrogativi, l'autrice combina costantemente il rigore dell'argomentazione teorica con la chiarezza dell'esemplificazione, e riesce così ad analizzare e discutere in modo efficace le principali teorie della motivazione (da quelle classiche di Hume e Kant, a quelle più recenti di Prichard, Hare, Murdoch e Williams), per prendere infine posizione in difesa dell'idea che "giudicare" moralmente un'azione o una persona sia cosa molto diversa dal "descriverle".
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Io come filosofo era stato dubbio. La retorica dei «Dialoghi» di Tasso
di Massimo Rossi
editore: Il Mulino
pagine: 263
I dialoghi del Tasso rappresentano un continente pressoché sconosciuto della letteratura italiana del Cinquecento. Alla loro fortuna critica poco ha giovato nei secoli la patina di erudizione che li rende di non facile lettura. Basta però superare questa barriera iniziale per scoprire che funzionano come i sileni di Alcibiade: statuine dall'apparenza sgraziata che tuttavia al loro interno rivelano tesori inaspettati. Questo studio ne propone una nuova lettura sia interpretativa che filologica. Il momento fondativo della scrittura dialogica viene individuato nella vicenda della reclusione in Sant'Anna (1579-86) e nella rappresentazione che Tasso offre di sé come nuovo Socrate. Pur se non ne possiede la statura intellettuale, egli rivendica a sé tale immagine in funzione implicitamente apologetica, sullo sfondo dei rigori inquisitoriali di fine secolo. Muovendosi fra fonti letterarie e filosofiche, Rossi illustra poi l'orientamento retorico dei dialoghi in relazione ai destinatari e la loro costruzione letteraria "ingegnosissima", volta alla meraviglia barocca. Propone infine una nuova cronologia degli ultimi dialoghi, che contribuisce a chiarire la parabola intellettuale dell'ultimo Tasso.
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