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Da stato unitario a stato federale. Territorializzazione della politica, devoluzione e adattamento istituzionale in Europa
editore: Il Mulino
pagine: 232
A partire dalla seconda metà del secolo scorso, in alcuni paesi europei, come Gran Bretagna, Spagna, Belgio e Italia, la dimensione territoriale ha acquistato (o riacquistato) un rilievo politico tale da diventare un potente fattore di cambiamento istituzionale, innesco di processi che oggi vanno sotto l'etichetta della "devoluzione". Questo volume illustra i fattori concomitanti che hanno prodotto tali processi (conflitto centro-periferia, competizione tra i partiti), il loro decorso e i loro esiti (sistemi politici che da unitari sono divenuti federali, quasi-federali o decentrati). Si evidenziano così le specificità rispetto ai federalismi classici, nati da esperienze di unione e non di devoluzione, nonché la natura e le cause dei problemi (ad esempio la cronica ricorrenza delle spinte centrifughe) che questi particolari sistemi "devoluti" devono fronteggiare.
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Azioni collettive risarcitorie nel processo civile
di Andrea Giussani
editore: Il Mulino
pagine: 249
Il 15 novembre 2007 il Senato ha approvato in modo rocambolesco e abbastanza inaspettato la cosiddetta "class action", l'azione collettiva con cui i consumatori possono coalizzarsi contro imprese accusate di condotte scorrette. Tema di una certa popolarità, come testimoniano film di successo (da "Conflitto di classe" con Gene Hackman, a "A civil action" con John Travolta, a "Erin Brockovich" con Julia Roberts) e romanzi giudiziari (di recente "II re dei torti" di John Grisham), l'azione collettiva risarcitoria è, nel nostro paese, oggetto di costante rivendicazione da parte del movimento dei consumatori e di parecchi tentativi per renderla possibile. I problemi applicativi di tale strumento sono vari e complessi, sia negli Stati Uniti, sia negli altri paesi, sempre più numerosi, in cui lo si è adottato. In questo volume se ne identificano le caratteristiche fondamentali individuandone le rispettive funzioni, se ne esaminano le variabili discutendone le rispettive implicazioni, e si chiarisce quali aspetti potranno assumere nell'esperienza italiana alla luce delle riforme ultimamente approvate.
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Diritto del lavoro e libera prestazione di servizi nell'Unione europea
di Fabrizio Bano
editore: Il Mulino
pagine: 263
Con la "direttiva Bolkestein" si è reso possibile, nell'Unione europea, un mercato integrato per la prestazione di servizi, la cui fornitura spesso comporta che le imprese si spostino con la propria manodopera da uno stato all'altro. Rimossi tutti gli ostacoli che limitano la libertà di prestare servizi, il diritto comunitario garantisce ai lavoratori distaccati sul territorio di uno stato ospite un nucleo minimo di tutele, ma pone anche le premesse per una erosione degli standard sociali riconosciuti negli stati importatori di servizi. Il libro affronta questi temi alla luce del nuovo trattato di Lisbona e del diritto derivato, evidenziando una tensione tra il rafforzamento della mobilità del settore lavoro e il mantenimento di alti livelli di protezione sociale.
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Strategie e modelli di business nell'industria del video entertainment
di Paolo Boccardelli
editore: Il Mulino
pagine: 355
Al centro dell'analisi della performance d'impresa occupano un posto assai rilevante i fattori legati alle risorse e competenze aziendali. Tuttavia, la complessità e dinamicità degli ambienti competitivi hanno indotto gli studiosi ad approfondire altri filoni di ricerca. Il volume analizza i fattori strategici nel comparto della produzione cinematografica, sottolineando in particolare il ruolo del capitale umano e di quello relazionale, quali driver fondamentali del successo. Nella particolare "organizzazione industriale" di tale comparto, basata su un network sociale di professionisti appartenenti a una vasta comunità, la capacità di riconfigurare i team di artisti e tecnici in specifici progetti appare cruciale. Attraverso un'indagine estensiva condotta in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con Cinecittà e con Walt Disney Company, sia sul settore della produzione cinematografica italiana sia sulla produzione realizzata a Hollywood, il volume evidenzia il ruolo svolto da alcune risorse strategiche, dal know how organizzativo e dai network sociali.
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La decisione di bilancio in Italia
editore: Il Mulino
pagine: 286
Dal 1948 le istituzioni di bilancio in Italia sono caratterizzate da un vincolo, che potenzialmente sarebbe estremamente rigido, sulla decisione di politica fiscale, con una disposizione che richiede la contemporaneità della decisione di spesa o di minore entrata con quella del suo finanziamento. Tuttavia la forza di questo vincolo risulta in concreto rimessa alla interpretazione degli attori politici nel procedimento legislativo. In sostanza, il controllo degli equilibri dei conti pubblici, nel sistema politico reale, è rimesso alla stessa virtuosità dell'indirizzo politico dei Governi e delle maggioranze che si sono succedute nel tempo. E l'evoluzione dei conti pubblici riflette l'evoluzione di questo indirizzo. Lentamente la situazione è venuta modificandosi a partire dal 1978, lungo un disegno che ha cercato di ancorare le decisioni di finanza pubblica ad un quadro di programmazione finanziaria. E questo disegno si è saldato, da più di 10 anni, con l'adesione del nostro paese ai Trattati europei che pongono limiti quantitativi precisi sulla politica fiscale. Gli autori analizzano come, nonostante ciò, il dibattito di fiscal policy in Italia continui a ruotare intorno al controllo della spesa e al consolidamento dei conti e come il risultato di quasi 60 anni di istituzioni di bilancio finalizzate alla disciplina fiscale non sia soddisfacente, in quanto non si è riusciti a garantire una gestione ordinata e controllata della finanza pubblica.
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La sfida nucleare. La politica estera italiana e le armi atomiche 1945-1991
di Leopoldo Nuti
editore: Il Mulino
pagine: 425
Fra la metà degli anni cinquanta e i primi anni novanta in Italia sono state schierate alcune centinaia di armi atomiche ameri
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Divari regionali e intervento pubblico. Per una rilettura dello sviluppo in Italia
di Emanuele Felice
editore: Il Mulino
pagine: 268
Il volume ricostruisce in maniera originale l'evoluzione dei divari regionali dall'Unità a oggi, e analizza le politiche pubbliche che, nelle diverse fasi storiche, sono state messe in campo per colmarli. Dallo studio emergono almeno due elementi di novità. Il primo concerne la definizione e la misura dei divari, che non riguardano solo il reddito, ma anche lo sviluppo umano e pertanto la qualità complessiva della vita. A tale scopo vengono presentate nuove stime regionali non solo del reddito pro-capite ma anche dell'aspettativa di vita, dell'istruzione e quindi dell'"indice di sviluppo umano", per anni di riferimento dalla fine dell'Ottocento all'inizio di questo secolo. Il secondo consiste nell'offrire un approccio comparato che non si limita all'Italia meridionale ma si rivolge anche a quelle aree del Centro-Nord che in alcune fasi sono state oggetto di una legislazione di sostegno, e che spesso si sono rese protagoniste di straordinari percorsi di sviluppo: le esperienze riuscite, in qualche caso anche fra le regioni del Sud, consentono infatti di comprendere meglio, per contrasto, le ragioni dei fallimenti.
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Riforme istituzionali e rappresentanza politica nelle Regioni italiane
editore: Il Mulino
pagine: 285
Da alcuni anni l'assetto politico-istituzionale delle regioni italiane vive una fase di costante trasformazione, in particolare dopo l'approvazione della legge costituzionale 1/1999, che ha conferito alle regioni un'autonoma potestà statutaria e di intervento in materia elettorale. L'ultima legislatura regionale, conclusasi con le elezioni del 2005, è stata dunque "costituente" per quelle regioni che hanno introdotto un nuovo statuto e/o una nuova legge elettorale. Al di là degli esiti le regioni sono adesso più autonome di quanto non fossero nel definire le modalità di funzionamento dei propri organi rappresentativi. Il volume traccia un accurato bilancio di questa intensa stagione riformatrice.
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La nazionalizzazione a due ruote. Genesi e decollo di uno scooter italiano
di Andrea Rapini
editore: Il Mulino
pagine: 320
La Vespa è al tempo stesso un'idea originale, un'innovazione di prodotto e un bene di consumo di massa, forse addirittura il primo, in un Paese che alla fine della seconda guerra mondiale guarda desiderante all'America, ma ha ancora un piede nel fascismo. Andrea Rapini spiega la genesi e il successo della Vespa concentrando la sua analisi sulla Piaggio, di cui sono ricostruite le vicende dai primi anni Venti sino alla fine degli anni Cinquanta, ovvero dalla produzione di aerei per Mussolini a quella di merci per il mercato. È dunque una storia d'impresa, nella quale però i protagonisti non sono soltanto i managers e le loro strategie, ma tutti insieme gli operai, le rappresentanze sindacali, l'amministratore delegato, la proprietà e i dirigenti operativi. Ne viene un libro a più livelli che delinea tutte le problematiche relative alla tecnologia, alla costruzione dell'immagine, al lavoro e alle relazioni industriali. Un libro che restituisce alla storia il mito della Vespa e contemporaneamente racconta una delle forme della nazionalizzazione degli italiani.
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Le programmazioni economiche. L'intervento pubblico tra piani e regole
di Nicoletta Rangone
editore: Il Mulino
pagine: 244
Le programmazioni economiche hanno avuto un grande sviluppo nel Novecento, non solo nei paesi orientati a scelte di tipo collettivistico. In Italia, dopo i tentativi di programmazione generale e oggetto di realizzazioni concrete nei piani economici settoriali, sono oggi da molti considerate quasi obsolete e incompatibili con l'economia di mercato e con una regolazione pubblica che lascia ampi spazi alle scelte delle imprese. In realtà, pur essendo diminuite, le programmazioni restano cruciali in molti ambiti e non è più possibile contrapporle alla "regolazione". Il libro delinea l'evoluzione delle programmazioni economiche e del dibattito che le ha riguardate: sottolinea l'importanza cruciale che esse conservano in quasi tutti i settori in cui i pubblici poteri condizionano le attività economiche; ne ricostruisce la struttura giuridica sul piano delle tecniche di intervento, delle garanzie procedurali e processuali, dei raccordi tra programmazioni e pianificazioni del territorio; definisce le condizioni di coerenza con il diritto sovranazionale e globale. Ne emergono le profonde trasformazioni che hanno progressivamente interessato le programmazioni economiche, i loro pregi e limiti, le esigenze di riforma. Il saggio conclude collocandole a pieno titolo nell'ambito della regolazione pubblica dell'econoinia contemporanea.
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I processi decisionali. Paradossi, sfide, supporti
editore: Il Mulino
pagine: 188
L'attuale proliferazione e differenziazione delle offerte rende possibile scegliere fra una miriade di alternative, appositamente create per soddisfare ogni tipo particolare di esigenza. Se da un lato ciò comporta per l'individuo un vantaggio, consentendogli di compiere scelte basate sulla valutazione di molteplici opzioni, dall'altro lato rappresenta un problema, poiché ci si trova a dover gestire un'enorme quantità di informazioni, disponendo però di risorse cognitive limitate e di tempi sempre più stretti. Questo volume affronta le odierne difficoltà della scelta e l'influenza dei diversi fattori che contribuiscono alla decisione finale: dalla numerosità delle caratteristiche di ciascun prodotto, al modo in cui viene presentato fino agli aspetti emotivi legati alla decisione.
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Il peso della storia. Memoria, identità, rimozione dal Pci al Pds (1970-1991)
di Andrea Possieri
editore: Il Mulino
pagine: 300
Che cosa ha significato essere comunisti in Italia? In che cosa consisteva l'identità del più grande Partito comunista d'occidente? L'indagine focalizza l'ultimo ventennio del Pci, da Berlinguer al Pds, fissandosi su due aspetti non ancora approfonditi dalla storiografia: l'analisi della liturgia politica e lo studio delle scuole di partito. Se le feste pubbliche del Pci celebrarono la storia del partito, gli Istituti di studi comunisti educarono - attraverso una miriade di corsi e di seminari - decine di migliaia di quadri e militanti. Punto fermo dell'impianto identitario rimase sempre la storia del Pci. Tra il 1970 e il 1989 si potè assistere a un continuo lavorio di rimodulazione dell'identità comunista senza che questa venisse mai superata del tutto. Alla fine degli anni Ottanta il Pci si era trasformato nel moderno partito riformatore di massa e la sua identità politica aveva inglobato valori e simboli appartenenti ad altre culture politiche. Tuttavia, l'identità dei comunisti italiani continuò a contrapporsi radicalmente sia al riformismo socialista che al cattolicesimo sociale e solo il crollo del muro di Berlino impose la necessità di un mutamento politico. Una svolta che si basò, però, sulla salvaguardia del patrimonio storico del Pci e sulla rimozione delle pagine più controverse di quell'esperienza.
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