Morcelliana: Il Pellicano Rosso. Nuova serie
Il dramma dell'umanesimo ateo
di Henri de Lubac
editore: Morcelliana
pagine: 344
"Henri de Lubac pubblica 'Le drame de l'humanisme athée' nel 1944, nel contesto di una Francia occupata dalle truppe tedesche. L'opera non è un testo accademico. Si tratta, piuttosto, di un lavoro militante che si inquadra nella fattiva e coraggiosa partecipazione alla resistenza, da parte dell'autore, alla dominazione nazista. Se si esclude Dostoevskij, e in parte Kierkegaard, che svolgono il ruolo di figure positive, i tre autori presi in considerazione nel volume, Feuerbach (e dietro di lui: Marx), Nietzsche, Comte, rappresentano i tre avversari del momento. Se la critica al marxismo risulta sfumata, per motivi facilmente comprensibili data la rilevanza della componente comunista nell'opposizione ai nazisti, quella a Nietzsche è manifestamente volta contro il neopaganesimo germanico, padrone della Francia. Il libro assumeva, da questo punto di vista, un chiaro significato politico; era un'opera di 'resistenza', ideale innanzitutto, al compromesso delle menti e dei cuori, che il neopaganesimo, ateo e liberticida, chiedeva ai cristiani." (Massimo Borghesi)
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L'uomo contemporaneo. Uno sguardo cristiano
di Chiala` Sabino
editore: Morcelliana
pagine: 88
Sabino Chialà ha questo modo di osservare: tutta la sua meditazione è uno sguardo dal basso, e da dentro, dalla terra che ci è
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Musarion, ovvero la filosofia delle grazie
di Christoph M. Wieland
editore: Morcelliana
pagine: 152
Musarion è un poemetto in tre canti composto nel 1766 dal letterato tedesco Christoph Wieland. Intreccio di filosofia, morale e satira, fu un successo all'epoca - in pieno fermento illuministico - tanto che Goethe scrisse di averne in mente "ogni pagina" e in essa "di rivedere vivente e nuova l'antichità". L'autore di questi versi, la cui protagonista è un'etera, ha creato un genere, a tratti licenzioso e insieme letterario e filosofico, dove la filosofia mette alla prova se stessa in forma di poesia e la commedia umana veicola una precisa, e provocatoria, idea di ragione: la filosofia delle Grazie, polemica tanto verso l'entusiasmo mistico quanto verso la rigidità di filosofi e teologi. La verità - paiono dirci questi canti - è in bilico fra la misura dell'anima e quella dei sensi, e la sua luce è il riflesso dell'irredimibile fragilità umana. In appendice al volume uno scritto inedito di Goethe offre un vivido ritratto dell'amico Wieland.
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Fede e ragione
di Michael Polanyi
editore: Morcelliana
pagine: 272
Tra le questioni filosofiche maggiormente dibattute v'è il rapporto fra la ragione, la scienza e le altre forme dell'esperienza umana, prima fra tutte la religione. Questioni che stanno alla base dell'epistemologia contemporanea e sono oggetto dei saggi qui raccolti, un distillato dei principali nodi teorici elaborati da Michael Polanyi nelle sue opere maggiori. Il nesso fede-ragione e quello religione-scienza offrono gli elementi per una epistemologia personalista: un modello secondo il quale il metodo della ricerca scientifica presuppone la conoscenza personale. Si delinea una concezione unitaria dell'esperienza e della conoscenza umana, lontana da quel dualismo metodologico e contenutistico che oppone esperienza scientifica ed esperienza religiosa, e fondata sull'approccio critico al pensiero moderno anticipato da sant'Agostino nel segno della fede, dono della grazia "per ristabilire l'equilibrio dei nostri poteri cognitivi".
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Amicizia nella Parola. Carteggio
editore: Morcelliana
pagine: 376
Nel genere dell'epistolario si rivela l'intensità argomentativa dei grandi pensatori
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Olocausto
di Fackenheim Emil L.
editore: Morcelliana
pagine: 64
La filosofia della storia sull'Olocausto ha versato fiumi d'inchiostro, ma al contempo sembra restare senza parole
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Hans Jonas
Un profilo
di Becchi Paolo
editore: Morcelliana
pagine: 186
Nella sua lunga vita (1903-1993) Hans Jonas ha attraversato tre tappe fondamentali: nella prima si è occupato del passato (la
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Breve storia del costituzionalismo
di Nicola Matteucci
editore: Morcelliana
pagine: 120
Matteucci muove da due assunti principali: il primo è che il costituzionalismo è antico ma, dopo una grande manifestazione di vitalità nel Medio Evo e in età moderna, è ancora attuale nel mondo contemporaneo; infatti, anche se ci sono stati un tempo regimi costituzionali non democratici non esistono regimi democratici che non siano costituzionali. Il secondo è che il costituzionalismo è prima di tutto limitazione del potere politico. Proporre alla cultura e alla politica italiana il costituzionalismo, inteso come in questo denso ed efficace saggio del 1964 quale insieme di valori e di tecniche per la difesa istituzionale delle libertà individuali, sociali, civili e politiche, è una presa di posizione chiara. Il costituzionalismo a cui fa riferimento Matteucci non si esaurisce nella separazione dei poteri o nello Stato misto, ma prevede una costituzione antecedente al potere del governo e del parlamento, che li limita secondo la legge. (Carlo Galli)
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La seconda intelligenza
di Arnoldo Mosca Mondadori
editore: Morcelliana
pagine: 72
Insondabile il mistero che tutto avvolge, fonda, fa vivere. Per dirlo si deve ricorrere a metafore, in genere di carattere spaziale, che rimarcano la distanza abissale e quindi invalicabile, a meno che ci si lasci attrarre dalla irresistibile forza che da esso promana. In queste poesie il mistero è fondamento, ragione (Grund), sostegno. E la morte non richiama forse l'abisso, gli inferi? Essa richiama il morire che è/fu di Cristo, ed è la condizione nella quale ci si perde nel nulla che però diventa il tutto, nella quale si abbandona la propria identità per diventare se stessi, poiché lì si raggiunge il fondamento dell'essere, la fusione con la sostanza originaria, che ora, caduto l'ultimo lembo del velo, rivela il suo volto di Seconda Intelligenza. Audace affermazione, passibile di accusa di panteismo se non si trattasse di un linguaggio nel quale - come in questa mistica cristocentrica - le parole non corrispondono più al significato originario, dove anche il Nome pronunciato viene consumato dalla fiamma dell'amore.(Giacomo Canobbio)
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