Passigli: Le occasioni
La ballata del carcere di Reading
Testo inglese a fronte
di Wilde Oscar
editore: Passigli
pagine: 94
Si può forse sostenere che la fortuna letteraria di Oscar Wilde sia indissolubilmente legata al declino della sua fortuna nell
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Il passato è una curiosa creatura
di Collo Paolo
editore: Passigli
pagine: 84
Qual è il segreto del passato, che ce lo rende così viva e al tempo stesso "curiosa", come leggiamo nel titolo di questo libro
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Cinque mesi di prefettura in Sicilia
di Falconcini Enrico
editore: Passigli
pagine: 125
Prefatore attento e partecipe, Andrea Camilleri afferma che "questo libro ha il suo rilevante valore storico non solo per capi
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Lettere a Speranza von Schwartz
di Garibaldi Giuseppe
editore: Passigli
pagine: 142
Speranza mia, "Speranza amatissima"
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Un viaggio elettorale
di Francesco De Sanctis
editore: Passigli
pagine: 205
Pochi libri possono celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia meglio del "Viaggio elettorale" di Francesco De Sanctis
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Scienza e pace
editore: Passigli
pagine: 117
Questo volume, a firma congiunta di Umberto Veronesi e Alessandro Cecchi Paone, è una riflessione sul tema della pace a partir
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Le rose. Testo francese a fronte
di Rainer Maria Rilke
editore: Passigli
pagine: 58
"Uno stupire, un cedere, un essere travolti", così definiva Rilke la sua attrazione di scrittore per la lingua francese, il se
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Le avventure di John Nicholson
Una storia di Natale
di Stevenson Robert L.
editore: Passigli
pagine: 123
Pubblicato nel 1887, e dunque soltanto un anno dopo "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde"
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L'uomo che corruppe Hadleyburg
di Mark Twain
editore: Passigli
pagine: 95
Ha scritto Italo Calvino che se il denaro rappresenta per Balzac una forza motrice della storia e per Dickens una pietra di paragone dei sentimenti, "in Mark Twain il denaro è gioco di specchi, vertigine del vuoto"; e di tale gioco e vertigine la testimonianza più emblematica viene offerta da questo racconto, apparso per la prima volta nel 1899, vero e proprio apologo che ha per protagonista un'intera cittadinanza, famosa per la sua sbandierata onestà, che si vede messa alla prova da un lascito di quarantamila dollari che paiono piovuti dal cielo, o meglio da un donatore sconosciuto per un destinatario altrettanto sconosciuto e da scovare. Sarà una beffa maligna, ma che servirà a svelare il terreno fecondo di ipocrisia su cui è cresciuta la nomea puritana della città di Hadleyburg. Ad uno ad uno tutti i notabili del luogo infatti si lasciano tentare, e per di più accusandosi l'un l'altro o tacitando la propria coscienza in veri e propri esercizi di oblio volontario. La tanto decantata onestà non era che una tenue, precaria e fittizia rispettabilità sociale, quella sì difesa strenuamente; e come sempre nella grande arte umoristica di Mark Twain, il comico era già nelle cose, bastava soltanto iniziare a guardarle...
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Le favole
di Stevenson Robert L.
editore: Passigli
pagine: 108
Anche se basterebbero le sue due opere più popolari, "L'isola del tesoro" e "Lo strano caso del Dr
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Un giorno ancora
Testo spagnolo a fronte
di Neruda Pablo
editore: Passigli
pagine: 79
Scritto di getto fra il 5 e il 6 luglio del 1969, il breve poema "Un giorno ancora" si situa fra due opere molto importanti de
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Finzioni d'amore. Lettere con Ofelia Queiroz
di Fernando Pessoa
editore: Passigli
pagine: 90
Sotto il titolo "Finzioni d'amore" si trova qui riunita una scelta delle lettere tra Fernando Pessoa e Ofelia Queiroz. Lettere d'amore, certo, e come tali destinate - secondo l'eteronimo pessoano Alvaro de Campos - ad "essere ridicole"; ma anche lettere che ancora una volta rivelano la difficoltà, o meglio l'impossibilità, per Pessoa di vivere in piena aderenza una propria univoca e credibile vita personale. Ci si può infatti chiedere - come fa Paolo Collo nella prefazione - quale Pessoa avesse di fronte Ofelia mentre gli scriveva le sue lettere d'amore. Lei era una e ben riconoscibile, una giovane donna innamorata che ai tempi del loro incontro non aveva ancora vent'anni; ma lui si chiamava già, allora, oltre a Fernando Pessoa, A.A. Crosse, Ricardo Reis, Alvaro de Campos... L'eteronimia per Pessoa è alla fine un sollievo e una condanna, e anche queste lettere d'amore sembrano darne conto, fino alla bellissima lettera del 29 novembre 1920, la lettera di un primo addio (il carteggio riprenderà infatti nove anni più tardi): "Il Tempo, che invecchia volti e capelli, invecchia anche, ma ancora più in fretta, gli affetti più coinvolgenti. La maggior parte delle persone, perché è stupida, non se ne rende conto, e crede di continuare ad amare perché ha l'abitudine di sentire se stessa che ama. Se così non fosse, al mondo non ci sarebbero persone felici".
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